Ieri, nel tardo pomeriggio, si è
riunito nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale di Canosa il Comitato
Spontaneo pro Nosocomio, sorto a seguito della preoccupante situazione che vede
la prospettata chiusura di alcuni reparti del locale ospedale (su tutti quello
di ostetricia e ginecologia).
Il
comitato, ospitato non a caso nel Municipio, è stato riconosciuto ufficialmente
in presenza del sindaco Ernesto La Salvia, seppur abbia già affermato la sua
presenza sul territorio tramite una raccolta firme e un presidio fisso
antistante la struttura sanitaria.
A
garantire il beneplacito dello stesso, rappresentato da Riccardo Zagaria, sono
stati proprio i primi cittadini di Canosa (La Salvia, appunto) e Minervino
(Rino Superbo), nonché Francesco Ventola, presidente della provincia di
Barletta-Andria-Trani. La convocazione di tutte le segreterie politiche per
vagliare i punti su cui discutere è invece sintomo sia della vicinanza degli
enti pubblici all'iniziativa che dell'equidistanza e dell'indipendenza nei
confronti dei singoli credo dei partiti. Di fatto, i vari esponenti canosini
hanno avanzato diverse proposte, aderendo entusiasti al neonato ente.
L'ambizione
del comitato è di essere “un motore aggregante della città”, a dispetto della
iniziale scarsa partecipazione dei cittadini canosini sulla questione. Sarà
necessario, già dalle prossime ore, informare ancora maggiormente la comunità
sui rischi a cui va incontro, pure con l'ausilio semplici simboli (ad esempio,
cartoncini con impressi i caratteri
“B619”: il codice catastale di Canosa).
Dopo
alcuni incontri con le istituzioni, la commissione sanità della regione si è
comunque resa disponibile ad una sospensione della delibera che va a serrare i
reparti; viceversa è già in progetto un'eventuale manifestazione pacifica
presso la sede del Consiglio Regionale in via Capruzzi a Bari.
Leonardo
Mangini
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