lunedì 2 gennaio 2012

STOP A PENSIONE IN CONTANTI: OLTRE 1000 EURO SOLO SU CONTO

Niente piu' pensioni pagate in contanti da marzo prossimo se l'importo eccede i mille euro. Lo ricorda l'Inps che ha inviato circa 450 mila comunicazioni ai pensionati che percepiscono assegni mensili di importo complessivamente superiore a questa cifra, pagati in contanti, per invitarli a comunicare entro febbraio 2012 modalita' alternative di riscossione. La legge 214 del 22 dicembre 2011 infatti, ricorda l'Istituto, "ha stabilito che le Pubbliche Amministrazioni devono utilizzare strumenti di pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale, per la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi di importo superiore a mille euro (limite che potra' essere modificato in futuro con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze).
  L'adeguamento alle nuove modalita' di pagamento dovra' avvenire entro il 6 marzo 2012. L'Istituto quindi non potra' effettuare pagamenti in contanti di importo superiore a mille euro a partire dal 7 marzo". I pensionati che stanno ricevendo la lettera dell'Istituto potranno comunicare entro febbraio le nuove modalita' di riscossione, scegliendo tra l'accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile.
  Intanto sul fronte dei rincari il prezzo della benzina vola a 1,738 euro/litro: le nuove addizionali regionali spingono il prodotto verso quota 1,8 euro/litro in alcune aree del Paese, rileva la consueta rilevazione di 'Quotidiano Energia'. In particolare, sono scattate le addizionali regionali in cinque regioni: la Toscana ha aumentato l'imposizione fiscale sulla benzina di 5 centesimi (6,1 cent Iva inclusa), il Lazio di 2,6 cent, la Liguria di 2,5 cent, le Marche di 5 cent, l'Umbria di 4 cent (QE 30/12). I consumatori sono sul piede di guerra: avvertono che i rialzi si rifletteranno anche sugli alimentari e chiedono una convocazione dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera.
  Da una ricerca Confesercenti-Swg infine emerge come gli italiani siano stati sempre piu' ponderati in ambito di gestione del bilancio familiare e sempre piu' costretti a dover ridurre le proprie uscite: oltre 8 italiani su 10 (l'83% contro il 69% del 2010) hanno tagliato le spese, soprattutto riguardo l'abbigliamento e le calzature, le vacanze e gli acquisti per la casa. Aumenta - continua la ricerca - la difficolta' a far quadrare il proprio bilancio familiare per arrivare senza difficolta' alla fine del mese. Scende, infatti, di dieci punti la quota di persone che riesce, con il proprio il reddito, a coprire in tranquillita' le spese mensili: e' il 62%, mentre sale al 28% la fetta che riesce a far fronte a tutte le spese fino alla terza settimana (era il 20% nel 2010). Il 10% confessa, infine, di giungere, con le proprie entrate mensili, solo fino alla seconda settimana. (AGI)

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