Da troppo tempo ormai la scuola è in agonia, una situazione a
cui l’Italia sembra essersi abituata.
Le mobilitazioni e la sofferenza di tutto il mondo
dell’istruzione e della cultura sembrano scorrere in silenzio davanti agli
sguardi persi di una cittadinanza sempre più impegnata, a causa della crisi e
dell’austerity, all’esclusivo soddisfacimento di bisogni primari che la rendono
incapace di lungimiranza sociale.
Per anni si è ritenuta una spesa e non un investimento
importante, quello che riguarda la scuola pubblica e adesso gli studenti pagano
un salatissimo conto in termini di formazione inadeguata agli standard
internazionali, strutture fatiscenti e inesistenza di un sistema di welfare.
Il Governo Letta ha mosso un primo passo nella giusta
direzione grazie al dl “l’istruzione riparte” approvato al Senato, ma bisogna
essere chiari nel dire che le risorse stanziate, oltre ad essere per la maggior
parte previste solo per un anno, sono insufficienti a risolvere problematiche
radicate e strutturali; finché queste persisteranno, il nostro Paese non avrà
mai quello scatto in avanti in termini di crescita sociale, culturale e
conseguentemente economica, necessario per porre fine alla disastrosa
situazione attuale.
È fondamentale INVERTIRE LA MARCIA investendo nella SICUREZZA
delle nostre scuole con un Piano dell’edilizia scolastica che garantisca
ambienti di studio e lavoro adeguati, varare
una legge nazionale sul
DIRITTO ALLO STUDIO che
dia copertura legislativa anche agli studenti medi ed investire concretamente
nei sistemi di welfare, rendere alla portata di tutti il
TRASPORTO PUBBLICO garantendone la gratuità per gli studenti e per i giovani, assicurare la GRATUITA’ DEI LIBRI DEI TESTO ed il
loro comodato d’uso all’interno delle scuole.
Crediamo,
come sindacato studentesco,che garantire davvero un’istruzione pubblica per
tutti sia la base di ogni ragionamento in tema di rinascita dell’Italia, e per
questo apprendiamo con estremo rammarico l’inserimento, all’interno della Legge
di Stabilità, di un investimento di 220 milioni di euro destinato alle scuole
paritarie, una cifra pari a più della metà dei fondi stanziati per l’intero
decreto legge sulla scuola.
In questo senso, inoltre, chiediamo alla
Provincia BAT e ai comuni del Patto Territoriale Nord-Barese Ofantino di
giustificare l’erogazione di borse di studio destinate esclusivamente agli
studenti della LUM, università privata che, grazie ad un bando dalla dubbia
regolarità sul quale non è mai stata fatta chiarezza, ha aperto lo scorso anno
una sede di tutoraggio a Trani. Nonostante le continue proteste di varie
associazioni territoriali, si sta nuovamente per effettuare una spesa con soldi
pubblici che non solo non coinvolge le migliaia di studenti che frequentano le
altre università del nostro territorio, ma va a ridurre sensibilmente la
quantità di risorse che invece potrebbero essere impiegate per migliorare la
condizione dei soggetti in formazione delle nostre città; per esempio
rimettendo sul tavolo politico la discussione riguardante il Reddito di
Formazione, prevedendo servizi che
agevolino l’accesso alla cultura degli studenti, tramite il possesso della
carta “io studio”, ad esempio, nei musei, teatri, cinema, mostre
dell’hinterland, facendo nascere nuove biblioteche, centri culturali e aule
studio per studenti medi e universitari.
La
Rete degli Studenti Medi ha avuto la possibilità di cominciare a discutere con
l’Assessore comunale all’Istruzione Divincenzo, dei bisogni primari che gli
studenti di Barletta hanno e delle difficoltà che affrontano ogni giorno, a
cominciare dal forte dato dell’abbandono scolastico sino ad arrivare al tema
dei trasporti. Avremo l’opportunità di disegnare un percorso di scelte
condivise con l’amministrazione e di indirizzare l’attenzione verso i bisogni
degli studenti e delle loro famiglie, con proposte concrete maturate in anni di
sindacalismo studentesco, convinti che
il Comune di Barletta debba fare una scelta forte e decisa, investendo senza
riserve nella cultura e nell’istruzione per dare una nuova spinta alla città.
Per
dare forza alle nostre proteste e proposte, saremo in piazza venerdì 15 Novembre
(partendo dal Liceo Scientifico Cafiero alle ore 9), data anche dello sciopero
generale indetto dai sindacati nella BAT, perché siamo convinti è solo
investendo in scuole e lavoro che si può realmente INVERTIRE LA MARCIA.

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