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mercoledì 16 settembre 2015

CANOSA DI PUGLIA : Giovane scomparso, riprendono le ricerche

Proseguono le ricerche di polizia, vigili del fuoco, operatori della protezione civile e volontari, nel tentativo di trovare Giuseppe Vassalli, il 26enne di Canosa di Puglia, allontanatosi da casa sua il 18 agosto scorso e di cui non si hanno più notizie. Le ricerche ora sono riprese ma in un'altra zona, opposta rispetto a quella battuta finora, al di là dei ruderi del castello di Canosa, e proseguiranno fino a mercoledì, giorno in cui in prefettura si terrà un vertice interforze per fare il punto della situazione e coordinare il da farsi.

A quasi un mese dalla sua scomparsa, nulla di più si sa di cosa possa essergli accaduto. Gli inquirenti ritengono, da tempo, che speranze di trovarlo vivo non ve ne siano. Già due giorni dopo la sua scomparsa esse si affievolirono con il ritrovamento dell'auto del giovane, data alle fiamme, nelle campagne di Canosa, nei pressi di dighe e dirupi. Il ragazzo, trapiantato di fegato, neppure due anni fa, non aveva portato con sè nè i farmaci, nè il necessario per procurarseli.

La polizia, coordinata nelle indagini dalla procura di Trani, che procede per omicidio e occultamento di cadavere e ha iscritto nel registro degli indagati almeno quattro persone, circa una settimana fa ha anche analizzato un cellulare trovato in un pozzo nei pressi del luogo in cui fu ritrovata l'auto, ma è stato escluso che appartenesse a Giuseppe Vassalli come pure che potesse essere riconducibile a qualcuno che abbia avuto a che fare con lui prima della scomparsa. Vassalli, in 12 anni, è la quarta persona scomparsa da Canosa di Puglia, dopo Sabino Sasso e Alessandro Sorrenti, scomparsi nel 2003, e Sabino D'Ambra, di cui non si sa piu' nulla dal 2010.

venerdì 4 settembre 2015

CANOSA DI PUGLIA : Primi indagati per il ragazzo scomparso

Ci sarebbero alcuni indagati per omicidio e occultamento di cadavere nell’inchiesta della procura di Trani sulla scomparsa del 26enne Giuseppe Vassalli, avvenuta il 18 agosto scorso. Il giovane, che in passato era stato sottoposto ad un trapianto di fegato, si era allontanato da casa a bordo della sua auto, senza dare più sue notizie.Nel fascicolo delle indagini coordinate dal sostituto procuratore del Tribunale di Trani, Giovanni Lucio Vaira, sarebbero stati iscritti i nomi di alcune persone con cui Vassalli aveva avuto una discussione il giorno prima della scomparsa. Gli indagati farebbero parte di un gruppo legato alla criminalità locale, persone che da qualche tempo il giovane (che non ha precedenti penali) avrebbe cominciato a frequentare.

Due giorni dopo la scomparsa, la polizia ha trovato l’auto del giovane data alle fiamme nelle campagne tra Canosa e Minervino, in zona Ponte del Diavolo: una Volkswagen Golf di colore blu. Nella stessa zona, è stato recuperato in un pozzo un cellulare bruciato su cui sono in corso verifiche: non sarebbe quello normalmente utilizzato da Vassalli e gli investigatori escludono anche che possa appartenere a qualcuno legato in qualche modo alla vicenda.

Dal giorno della scomparsa è scattato il piano provinciale della Prefettura Barletta- Andria-Trani per le persone scomparse. Con l’ausilio di cani molecolari, specializzati nella ricerca di resti umani, sono state battute soprattutto le campagne vicine alla Diga del Locone e quelle prospicienti la ex Strada Regionale 6 senza alcun esito. Oggi le ricerche proseguiranno in una nuova zona che non era stata ispezionata in precedenza. Assieme agli agenti del commissariato di polizia di Canosa ci saranno anche i vigili del fuoco, speleologi e volontari della protezione civile. Gli investigatori non hanno dubbi sulle sorti del ragazzo: per la polizia Giuseppe Vassalli sarebbe stato ucciso e il suo cadavere nascosto.

L’ipotesi dell’omicidio è avvalorata dal fatto che uscendo di casa, il giovane non ha portato con sè nè i farmaci indispensabili per la sua salute, nè le ricette mediche per procurarseli. Farmaci necessari per curare quel fegato che gli avevano trapiantato alcuni anni fa e che gli aveva restituito la vita, facendogli sognare un futuro da cuoco. Poi qualcosa è cambiato ed oggi di lui gli investigatori cercano solo un corpo certamente senza vita.
di ALDO LOSITO
Fonte Gazzetta del mezzogiorno

lunedì 31 agosto 2015

CANOSA DI PUGLIA : Scomparso 26enne. La Procura apre un'indagine per omicidio

Non si è trattato di un allontanamento volontario, ormai è certo. La procura di Trani indaga con l'ipotesi di omicidio sul caso della scomparsa di Giuseppe Vassalli, il 26enne, svanito nel nulla da Canosa di Puglia dal 18 agosto. Adesso lo cercano ovunque polizia e carabinieri, essenzialmente nella zona dove è stata ritrovata bruciata la sua autovettura, non molto distante dalla diga del Locone, un'area vastissima in cui non mancano gravine e grotte.
Che non fosse potuto andare via da casa spontaneamente era stata subito messo in conto dagli investigatori, il ragazzo era costretto ad assumere farmaci salvavita dopo aver subito un trapianto di fegato negli anni scorsi, non si sarebbe potuto assentare per lunghi periodi. Adesso non lo nascondono più le fonti inquirenti: si teme un caso di lupara bianca, il quarto in pochi anni a Canosa di Puglia, dopo quelli di Sabino D'Ambra, sparito senza lasciare tracce nel 2010, e di Alessandro Sorrenti e Sabino Sasso, di cui non si hanno più notizie dal dicembre del 2003.

Si scava in ambienti della criminalità organizzata anche se il ragazzo era sconosciuto negli archivi delle forze dell'ordine. Di recente però, emerge dal riserbo degli investigatori, avrebbe cominciato a frequentare amicizie definite "particolari", senza aggiungere ulteriori elementi. Immediata è stata l'attivazione delle procedure di ricerca da parte del commissariato di polizia alle quali stanno collaborando il corpo nazionale del Soccorso alpino, la Croce rossa italiana, la federazione delle Misericordie di Puglia e le associazioni di volontariato del territorio, con unità specialistiche.

La prefettura di Barletta, su proposta del questore di Bari, ha attivato il piano provinciale di ricerca persone scomparse, con il coinvolgimento di tutte le forze dell'ordine presenti sul territorio oltre al coordinamento delle associazioni di volontariato di protezione civile. Oltre 200 le persone impegnate tra personale delle forze dell'ordine e volontari. Le ricerche sono concentrate nei pressi della diga del Locone, della strada provinciale 230 o R6 ma anche sulla statale 93 e la provinciale 231 sulla direttrice Cerignola-Andria.

Le ricerche vedono impegnati anche il servizio di protezione civile che si avvale di specialisti del corpo dei vigili del fuoco con l'unità Saf oltre al corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico, per ispezionare lunghi tratti del torrente e le numerose gravine presenti. Le ricerche proseguiranno con l'impiego dei cani molecolari provenienti da Palermo, alla ricerca di resti umani provenienti.