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lunedì 22 marzo 2010


BAT_REGIOLE : Sannicandro sulle internalizzazioni Avanti, con la forza del diritto, in tutta la Puglia


Esprimo profonda soddisfazione per il dispositivo di sentenza pronunciato dal Tar Puglia Seconda Sezione di Lecce sul ricorso (numero 1678 del 2009 in data 18/03/2010) presentato da “La Cascina Global service” contro la Asl di Taranto e la Regione Puglia per tutti gli atti prodotti dalle stesse al fine di concepire il percorso di internalizzazione dei servizi sanitari esternalizzati.

Il Tar di Lecce si è dunque pronunciato definitivamente sul ricorso e sui motivi aggiunti, dichiarandolo in parte improcedibile ed in parte respinto, definendo così giusti e legittimi sia la delibera n. 3302 della Asl di Taranto sia la delibera di Giunta regionale n. 2477 e tutti gli atti successivi della Asl in merito alla vicenda.

Ho ormai perso il conto delle sentenze, delle pronunce, dei pareri più disparati che sono stati necessari per arginare la spinta restauratrice di chi non vuole rassegnarsi ad accettare un atto di Buon Governo che va ascritto a tutto merito della Giunta Vendola.
Ciò significa che il processo di internalizzazione già in avanzato stato di attuazione a Foggia, potrà presto essere iniziato anche nella Asl di Taranto che potrà dunque affidare i servizi all’azienda in house ed assumere il personale da assorbire presso l’azienda stessa.

A questo proposito, mi piace sottolineare anche il ruolo che i lavoratori stessi hanno avuto in tutta la vicenda delle internalizzazioni.

Non solo il tutto è partito proprio da loro, che hanno avuto la costanza e l’intelligenza di trovare forme di lotta compatibili con il loro delicato compito di assistenza ai malati, ma ad essi va riconosciuto anche il merito di essere riusciti a sensibilizzare il mondo politico che, troppo spesso, purtroppo ha lo sguardo rivolto altrove, soprattutto nel mondo della sanità.

Sono dunque orgoglioso di aver incrociato il cammino di persone tanto capaci quanto coraggiose, e coraggiose al punto che esse stesse si sono addirittura costituite “ad opponendum” (ben 124 lavoratori lo hanno fatto!) al ricorso presentato da “La Cascina”.

Una vittoria di tutti, dunque, delle Istituzioni (Regione e Asl), dei lavoratori, dei sindacati e della collettività.

Chi ci perde sono solo gli speculatori e chi non voleva rassegnarsi a far sì che i lavoratori si emancipassero.

Pazienza.

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