“A nome dell’intera cittadinanza andriese intendo esprimere sentimenti di sincera solidarietà e vicinanza al carabiniere andriese Fabio Tartaglione, in servizio presso il battaglione Carabinieri Lazio Tor di Quinto e ferito negli scontri di piazza avvenuti lo scorso sabato a Roma. La stessa vicinanza la esprimo ovviamente anche nei confronti della famiglia del giovane carabiniere.
Quelle terribili scene del blindato dei Carabinieri prima accerchiato, quindi distrutto e poi incendiato, hanno riportato alla nostra mente gli scontri del G8 di Genova avvenuti dieci anni fa. Per un attimo è sembrato di rivivere i drammatici momenti di Piazza Alimonda, quando perse la vita Carlo Giuliani, ma grazie alla freddezza ed al coraggio di Fabio Tartaglione, sabato c'è stato un epilogo fortunatamente diverso.
A lui, come a tutto il personale preposto all’ordine pubblico, rinnovo la mia personale gratitudine per l’insostituibile contributo apportato quotidianamente a difesa delle Istituzioni e della nostra libertà e sicurezza. Colgo l'occasione anche per abbracciare simbolicamente tutti i ragazzi andriesi che prestano il loro servizio tra le forze dell'ordine, lontani dalle proprie famiglie e dalla propria città. A loro va il mio più affettuoso e caloroso saluto.
La manifestazione di sabato, seppur inizialmente animata da buoni propositi in ordine a certe tematiche di natura economica e sociale, sarà ricordata purtroppo per la bieca teppaglia, riconducibile ad ambienti antagonisti dell'estrema sinistra e dei movimenti anarchici più violenti, che ha messo a ferro e fuoco la Capitale.
E’ necessario, pertanto, avere sempre alta la guardia di fronte al fiume carsico della violenza che all’improvviso riappare con tratti inquietanti ed è alimentato da “cattivi maestri” che ogni giorno, a tutti i livelli, creano artatamente un clima di intimidazione intollerabile con le loro parole”.

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