Non si placa la polemica relativa alla scuola Mazzini di Canosa. Il Comitato di quartiere “Don Peppino Pinnelli” aveva lanciato nei giorni scorsi l’allarme del sottoutilizzo del maestoso edificio canosino. Il problema risiede nel fatto che sono sempre meno gli studenti iscritti alla “Mazzini” e, di conseguenza, diminuiscono le aule utilizzate. Molte stanze dell’edificio antico sono attualmente vuote ed il comitato avanzava una proposta: collocare gli uffici comunali all’interno del suddetto palazzo.
La proposta non ha trovato tutti d’accordo, tanto è vero che una parte degli esponenti del consiglio comunale ha chiesto che fosse fatta luce sulla vicenda di una possibile chiusura del “Mazzini”. In particolare, il consigliere comunale Giovanni Quinto si chiedeva, all’interno di un articolo pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno il 23 novembre, quale futuro potesse avere il vecchio immobile.
Non si è fatta attendere la risposta della giunta comunale che, nella persona del vicesindaco Saverio Di Nunno, ha replicato agli interrogativi provocatori mossi dall’altro schieramento politico.
“Si può strumentalizzare un’idea, utilizzare una proposta che i cittadini di quartiere lanciano con lo scopo di valorizzare un importante manufatto della città di Canosa, pur di comparire sul giornale? – si chiede il vicesindaco. Evidentemente per il consigliere comunale Gianni Quinto, si può”.
“L’iniziativa del Comitato di quartiere “don Peppino Pinnelli” – ha sottolineato Di Nunno -, è semplicemente quella di assicurarsi che il maestoso edificio che ospita la scuola “Giuseppe Mazzini” non venga sottoutilizzato. Il comitato ha proposto, ed è questo il punto criticato da Quinto, di raggruppare gli uffici comunali nell’antico manufatto. Ma solo nel caso in cui, in futuro, il numero delle aule utilizzate continuasse a diminuire.
Il comitato, dunque, non ha mai pensato di chiudere agli alunni la scuola Mazzini. Il consigliere Quinto deve ben comprendere che il comitato non ha natura politica ma è espressione del volere e delle preoccupazioni di chi vive in quelle strade, in quei vicoli, dove insiste il comitato stesso; per discutere di tale iniziativa il comitato ha incontrato la vicaria della scuola, Maddalena Giaschi, esprimendo le proprie preoccupazioni sul futuro dell’istituto.
Quinto sta strumentalizzando la proposta del comitato mettendo discordia tra i cittadini, che invece possono realizzare tutte le petizioni che vogliono, perché è previsto dal regolamento comunale, senza per questo chiedere il permesso al consigliere comunale o al sindaco. Quindi, di “nessuna brutta figura” il consigliere Quinto può parlare; anzi, la brutta figura l’ha fatta solo lui, dato che ha parlato senza documentarsi adeguatamente. E per quanto riguarda il sindaco, tengo a sottolineare che non è che “ha potere assoluto” sui consiglieri ma io stesso sono sempre in completo accordo con il primo cittadino, perché lavora bene e credo, personalmente, che sia il miglior sindaco che la città di Canosa abbia mai avuto”.
Alla luce delle dichiarazioni al vetriolo del vicesindaco è più che lecito attendersi una replica da parte del consigliere Quinto, chiamato a giustificare le sue accuse.
Fonte Il quotidiano di Puglia

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