La nostra azione a difesa della comunità e del territorio prosegue. Saremo oggi pomeriggio dinanzi al Palazzo di Città per denunciare una classe politica sorda di fronte alle voci di protesta che emergono nella nostra città da parte di varie soggettività sociali.
Scendiamo in strada perché non si sta facendo nulla di fronte ad una manovra economica portata avanti dal Governo Monti che, con la scusa di farci uscire dalla crisi, fa pagare i costi sociali ai soggetti più deboli della nostra società.
Anzi quello che avviene nella nostra città è in perfetta continuità con la manovra classista che si sta portando avanti a livello nazionale, dove una elite politica garantisce alle imprese di fare grandi affari, cancellando qualsiasi tutela sia dal punto di vista ambientale che da quello dei diritti dei lavoratori.
Barletta ha assistito in questi ultimi mesi ad avvenimenti intollerabili: la tragedia del crollo di via Roma, che ha causato la morte di 5 donne, le villette costruite a Montaltino, bocciate dal TAR in quanto abuso edilizio, la VIA concessa dalla Provincia per l’aumento dei rifiuti da bruciare all’interno della Cementeria.
In tutte queste vicende le responsabilità di una intera classe politica sono sotto gli occhi di tutti.
Si assiste ad una organizzazione politico-economica che sostanzialmente si autoassolve da ogni responsabilità sociale. Si assiste all’espropriazione dei beni comuni a favore dell’interesse privato ad opera di governi sempre meno indipendenti rispetto a soggetti economici che determinano la privatizzazione di beni e servizi, di consumo dl territorio e di sfruttamento dei più deboli.
Sono proprio questi luoghi comuni (sviluppo urbanistico, luoghi della cultura e della conoscenza, trasporto pubblico, reti di utilities e telecominicazioni, ospedali), realizzati in comune con la fiscalità generale, ed in generale le strutture che fondano la convivenza civile (i sistemi di disposizione dei rifiuti, la risorsa idrica, le carceri e molti altri) ad essere trasferiti ad interessi privati per diventare frutto di processi di accumulazione e di profitto.
Questo scenario rischia di aggravarsi nei prossimi mesi con l’approvazione del Piano Urbanistico Generale che, nel silenzio dell’assessore Sciusco che ha la delega al PUG, sicuramente si trasformerà in un ennesimo strumento utile a garantire ai soliti pochi, noti, privilegiati la possibilità di perseverare nei loro affari.
Per tutti questi motivi, riteniamo necessaria la più ampia partecipazione possibile al sit-in di oggi pomeriggio: per evitare che a pagare gli effetti sociali, ambientali, sanitari e, in generale, di qualità della vita, siano sempre e solo i cittadini.
Noi non siamo più disposti a tollerarlo.
Alessandro Zagaria – collettivo Exit
Sabrina Salerno – associazione Beni Comuni

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