Esprimo la mia solidarietà per quanto accaduto recentemente ad Andria. Un episodio di violenza fisica che non deve ripetersi ma che deve anche far riflettere tutti noi circa ciò che accade nella nostra Comunità e soprattutto ciò che può essere evitato. Personalmente sono convinto che la violenza fisica seppur sempre condannabile non è la peggiore che un essere umano possa subire. Quella psicologica e morale è ancor peggio ed è peggio perché coloro che la utilizzano sono persone che amano nascondersi e spesso agiscono nell’ombra anche da insospettabili. Ecco allora che le reazioni assumono entità sproporzionate proprio perché dettate dall’istinto e conseguenza dell’assimilazione continua e reiterata di continue forme di abuso.
No. Non voglio essere frainteso e ribadisco che la violenza va sempre condannata.
Quanto accaduto ad Andria ha assunto carattere di straordinarietà nella manifestazione di attestazioni di vicinanza, come è giusto che sia. Chi non sarebbe solidale in questo caso?
Solidarietà da esprimersi anche a chi nell’esasperazione arriva a compiere gesti plateali, come ha fatto il commerciante andriese il quale aspettava delle risposte mai giunte e voleva solo salvaguardare il diritto al lavoro, non solo il suo, sbagliando nel metodo.
La prevenzione rimane un sempre valido strumento di deterrenza ed è su questo che continuo ad insistere.
Prevenzione, in questi casi, deve significare una politica più vicina ai problemi della gente; una burocrazia che non sia assillante, farraginosa ed esasperante; le istituzioni che siano più umane e meno arroganti.
Con la mia Associazione ho avviato e portato a termine, nel corso degli anni, una serie di iniziative che miravano all’unico obiettivo di sensibilizzare la classe dirigente politica verso i problemi reali della gente.
Ultimamente ho consegnato al comune di Andria ben mille firme autentiche chiedendo una risposta sul perché dell’ingiustificato ed esagerato aumento della tassa rifiuti: ad oggi non è pervenuta alcuna risposta da parte delle istituzioni. Non credete che questo sia elemento di sollecitazione dell’esasperazione per vedere andare in fumo il lavoro democraticamente svolto?
Anche rispetto alle cinquemila firme raccolte per la recinzione della villa comunale: non aver avuto ancora, a distanza di quasi un anno, nessuna risposta né riscontro non credete che sia pure una forma di violenza?
L’indifferenza delle istituzioni rispetto ai problemi del popolo, vessato e trattato da suddito, oggetto di sfruttamento da parte dei Governi e delle Amministrazioni locali e il grande divario tra i privilegi delle caste e le pensioni da 450 euro al mese non credete che possano ingenerare atteggiamenti di istintiva reazione violenta?
Nessuna apologia della violenza.
Spesso accade che l’astuzia e la scaltrezza dei politici devia l’attenzione dal vero problema così come è stata deviata l’attenzione durante la protesta per l’aumento della tassa rifiuti, concentrandola non già sull’esagerato aumento della tassa ma su altro. E’ accaduto anche per la petizione popolare Tarsu che è stata strumentalizzata e fatta passare come richiesta di referendum e sulla stessa petizione per la recinzione della villa comunale dove le cinquemila firme sono state ignorate e qualcuno si è divertito solo ad esaltare il gesto di qualche ebete comandato a distanza.
Poiché la spinta all’esasperazione è un allenamento che piace a molti in questa città, accade pure che dal 24 dicembre in poi vengano inviate ai contribuenti andriesi le richieste di pagamento dell’I.C.I. e altri Tributi per gli anni pregressi, con allegata “minaccia” di ricorrere al lupo nero per la riscossione coatta.
Secondo voi è questo un bel modo per riconciliarci con una città che si è rivoltata contro la politica ed i suoi rappresentanti lo scorso 21 luglio, sfiduciandoli o forse non credete che questo sia il peggior modo di operare creando ulteriori tensioni civiche?
Questo deve essere ciò che deve far riflettere tutti e far cambiare rotta a coloro che credono che potere politico significhi appropriarsi delle istituzioni e agire senza tenere conto della reale situazione economica dei singoli soggetti e delle famiglie.
Andria vive e vivrà momenti drammatici sul piano economico ed occupazionale e questa è una preoccupazione che dovrebbe far saltare dalle sedie tutta la classe dirigente locale, provinciale, regionale e nazionale.
Altro che le chiacchiere che ci raccontano le televisioni in ogni momento.
Il mondo virtuale che si vuole creare è un grosso pericolo per tutti perché rischiamo seriamente di lasciare indietro grosse fasce di popolazione sempre più indigenti e aumentare il divario tra ricchezza e povertà.
Le notizie che pervengono a livello nazionale sono molto preoccupanti e forse in molti non si sono ancora resi conto di cosa succederà nel nuovo anno.
Il Presidente: Vincenzo Santovito
No. Non voglio essere frainteso e ribadisco che la violenza va sempre condannata.
Quanto accaduto ad Andria ha assunto carattere di straordinarietà nella manifestazione di attestazioni di vicinanza, come è giusto che sia. Chi non sarebbe solidale in questo caso?
Solidarietà da esprimersi anche a chi nell’esasperazione arriva a compiere gesti plateali, come ha fatto il commerciante andriese il quale aspettava delle risposte mai giunte e voleva solo salvaguardare il diritto al lavoro, non solo il suo, sbagliando nel metodo.
La prevenzione rimane un sempre valido strumento di deterrenza ed è su questo che continuo ad insistere.
Prevenzione, in questi casi, deve significare una politica più vicina ai problemi della gente; una burocrazia che non sia assillante, farraginosa ed esasperante; le istituzioni che siano più umane e meno arroganti.
Con la mia Associazione ho avviato e portato a termine, nel corso degli anni, una serie di iniziative che miravano all’unico obiettivo di sensibilizzare la classe dirigente politica verso i problemi reali della gente.
Ultimamente ho consegnato al comune di Andria ben mille firme autentiche chiedendo una risposta sul perché dell’ingiustificato ed esagerato aumento della tassa rifiuti: ad oggi non è pervenuta alcuna risposta da parte delle istituzioni. Non credete che questo sia elemento di sollecitazione dell’esasperazione per vedere andare in fumo il lavoro democraticamente svolto?
Anche rispetto alle cinquemila firme raccolte per la recinzione della villa comunale: non aver avuto ancora, a distanza di quasi un anno, nessuna risposta né riscontro non credete che sia pure una forma di violenza?
L’indifferenza delle istituzioni rispetto ai problemi del popolo, vessato e trattato da suddito, oggetto di sfruttamento da parte dei Governi e delle Amministrazioni locali e il grande divario tra i privilegi delle caste e le pensioni da 450 euro al mese non credete che possano ingenerare atteggiamenti di istintiva reazione violenta?
Nessuna apologia della violenza.
Spesso accade che l’astuzia e la scaltrezza dei politici devia l’attenzione dal vero problema così come è stata deviata l’attenzione durante la protesta per l’aumento della tassa rifiuti, concentrandola non già sull’esagerato aumento della tassa ma su altro. E’ accaduto anche per la petizione popolare Tarsu che è stata strumentalizzata e fatta passare come richiesta di referendum e sulla stessa petizione per la recinzione della villa comunale dove le cinquemila firme sono state ignorate e qualcuno si è divertito solo ad esaltare il gesto di qualche ebete comandato a distanza.
Poiché la spinta all’esasperazione è un allenamento che piace a molti in questa città, accade pure che dal 24 dicembre in poi vengano inviate ai contribuenti andriesi le richieste di pagamento dell’I.C.I. e altri Tributi per gli anni pregressi, con allegata “minaccia” di ricorrere al lupo nero per la riscossione coatta.
Secondo voi è questo un bel modo per riconciliarci con una città che si è rivoltata contro la politica ed i suoi rappresentanti lo scorso 21 luglio, sfiduciandoli o forse non credete che questo sia il peggior modo di operare creando ulteriori tensioni civiche?
Questo deve essere ciò che deve far riflettere tutti e far cambiare rotta a coloro che credono che potere politico significhi appropriarsi delle istituzioni e agire senza tenere conto della reale situazione economica dei singoli soggetti e delle famiglie.
Andria vive e vivrà momenti drammatici sul piano economico ed occupazionale e questa è una preoccupazione che dovrebbe far saltare dalle sedie tutta la classe dirigente locale, provinciale, regionale e nazionale.
Altro che le chiacchiere che ci raccontano le televisioni in ogni momento.
Il mondo virtuale che si vuole creare è un grosso pericolo per tutti perché rischiamo seriamente di lasciare indietro grosse fasce di popolazione sempre più indigenti e aumentare il divario tra ricchezza e povertà.
Le notizie che pervengono a livello nazionale sono molto preoccupanti e forse in molti non si sono ancora resi conto di cosa succederà nel nuovo anno.
Il Presidente: Vincenzo Santovito

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