Ormai sono mesi che, tra assemblee e incontri in tutta la Puglia, manifestiamo la totale opposizione di Alternativa comunista al Piano sanitario della Giunta Vendola concordato con l'allora ministro Tremonti che taglia in Puglia 220 posti letto e chiude 19 ospedali, mentre ne finanzia ben 11 privati con soldi pubblici.
L'ospedale di Trani è inserito in questo contesto che va del tutto a scapito dei lavoratori tranesi a cui vengono ridotti o addittura eliminati servizi indispensabili per le cure mediche. Come abbiamo spiegato in tutte le città della Puglia interessate dai tagli dove siamo stati presenti, da Nardò nel Salento a Torremaggiore nel foggiano, l'obiettivo dei governi, tanto regionale che nazionali, è quello di smantellare la sanità pubblica per favorire quella privata, per arrivare a livelli di assistenza pari a quella statunitense, dove ci si può curare solo se si ha un'assicurazione, altrimenti niente. Tra l'altro, tagliare reparti e posti letto, come a Trani, significa allungare inesorabilmente le liste d'attesa, spingendo a curarsi dai privati solo se si ha la possibilità di farlo. Se hai soldi ti curi, altrimenti pazienza! Insomma una sanità di seria a per i ricchi ed una di serie b per le masse popolari. A Trani si vede lo stesso film che si sta vedendo in tante altre città pugliesi.
Anche qui serve uno sciopero generale dei lavoratori della sanità e della città per ottenere il ritiro della decisione riguardante l'ospedale di Trani. Noi supporteremo la lotta tranese inserita in una lotta più generale che stiamo conducendo contro i tagli del piano sanitario regionale, contro la chiusura di reparti, posti letto ed ospedali in Puglia e per la ripubblicizzaizone della sanità.
Michele Rizzi

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