La differenza tra l'andamento del
voto amministrativo nel nord Italia e quanto accaduto cioè niente di nuovo sotto
il sole, come sempre, nelle nostre masserie, è un segnale che va analizzato
attentamente ma questa è operazione assai improbabile che gli esperti
comunicatori o gli stessi politici facciano in questo
momento.
In verità da queste parti pare che
parole come casta, sfascio sociale, crisi economica, malgoverno, inchieste,
collusioni, sperperi di denaro pubblico e faccende varie non abbiano alcun
valore, quindi nulla deve cambiare e nulla si cambia perché nulla mai cambierà e
a prevalere, come è sempre accaduto e come sempre accadrà, saranno i rapporti di
vicinato, familiari, di gruppi e tutto questo sfocia nel voto di simpatia e mai
in quello di opinione perchè l'opinione continuano a farla i soliti noti,
in modo più o meno palese ed esplicito.
A Trani, quindi, si andrà al
ballottaggio, i nemici torneranno amici e nel nome della responsabilità e del
bene comune si supereranno tutte le divisioni e si tornerà a sedere allo stesso
tavolo e non sempre questo accadrà per fasce omogenee e
compatibili.
Questo è il cambiamento che nessuno
vuole e che mai ci sarà perchè il voto quì non è il momento della scelta e
dell'espressione di un'idea politica ed amministrativa ma spesso un momento
tanto atteso per alimentare speranze, a volte durature a volte solo momentanee
appagate immediatamente.
Questo è quello che le classi
politiche e dirigenti vogliono e questo danno a quanti questo attendono e per
questo sono disposti quasi a tutto e a tutti auguriamo tanta felicità e un
futuro radioso, solito, scontato, monotono e tanto, tanto
sprecato.
Al nord Italia,
invece...
L'Osservatore
Civico

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