C'è chi dice no. Anzi, in troppi
dicono no. In Italia circa l'80% dei
ginecologi è obiettore di coscienza. Se poi analizziamo i dati pugliesi la
percentuale sale, arrivando a sfiorare il 90%. "Il Buon Medico Non
Obietta" è la risposta della Consulta di Bioetica a questi numeri, oltre
che alla marcia per la vita andata in scena a Roma qualche settimana fa. Una
campagna che si schiera dalla parte del diritto delle donne di
autodeterminarsi, al di là del personale convincimento che può portare ad
essere a favore o meno dell'interruzione volontaria di gravidanza. Ciò che
questa iniziativa si propone di fare, è di riportare al centro della questione
la donna, perchè ad oggi l'argomento ruota, soprattutto, intorno alle convinzioni ideologiche, morali, religiose del medico. E il
diritto della donna a ricorrere all'IVG, diritto sancito dalla stessa 194 che
garantisce il diritto all'obiezione di coscienza, è forse un diritto di serie
B? La sanità pubblica non dovrebbe tutelare e garantire i diritti delle utenti/pazienti che vi si rivolgono?
Sono questi gli interrogativi per
i quali il "Se Non ora Quando – Barletta" ha deciso di aderire alla
camapagna "Il Buon Medico Non Obietta", iniziativa che vedrà
impegnate, il 6 giugno p.v., diverse città italiane. L'appuntamento barlettano
è ovviamente fissato per mercoledì 6 giugno ore 20,00 presso il Punto Einaudi
per un incontro-dibattito a cura del "Se Non Ora, Quando? - Barletta"
con la partecipazione del Dr. Lazzaro Lattanzio, ginecologo non obiettore ed il
Dr. Domenico Baldini, esperto in fecondazione assistita. Modererà la
discussione Francesca Langiano, studentessa della Facoltà di Filosofia
dell'Università "La Sapienza".
Se Non Ora, Quando? - Barletta

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