La Procura di Trani ha concluso l’indagine su Standard&Poor's. Reato di manipolazione di mercato
All’inizio dell’indagine, un paio d’anni fa, nessuno avrebbe dato
credito a Ruggiero, accusato di protagonismo velleitario o, tutt’al più,
di spericolato donchisciottismo. Ma concedendo il minimo indispensabile
ai media, il sostituto procuratore è andato avanti per la sua strada,
ha raccolto i documenti che gli servivano, è riuscito a far deporre le
persone responsabili dell’Agenzia. E alla fine ha tirato le somme.
L’Agenzia americana Standard & Poor’s – si legge nell’avviso di
conclusione delle indagini notificato ieri a Milano ai vertici
dell’Agenzia - ha messo in atto “una serie di artifici concretamente
idonei a provocare una destabilizzazione dell’immagine, del prestigio e
dell’affidamento creditizio dell’Italia sui mercati finanziari”. Non
solo, ma nell’attività fraudolenta di manipolazione dei rating italiani,
i responsabili di S&P avrebbero utilizzato, “analisti inesperti e
incompetenti”, nonché comunicazioni ai mercati fatte in maniera non
tempestiva, bensì in modo selettivo e mirato in relazione ai momenti di
maggiore criticità della situazione politica ed economica italiana.
Il reato ipotizzato è quello di manipolazione di mercato continuata e
pluriaggravata a carico di cinque persone: il presidente di Standard
& Poor’s financial service Deven Sharma, il managing director del
rating di Londra Yann Le Pallec, Eileen Zhang; Frankiln Crawford Gill e
Moritz Kraemer della direzione europea del rating sui debiti sovrani.
Gli indagati, secondo i magistrati di Trani, avrebbero fornito
intenzionalmente ai mercati finanziari, quindi agli investitori,
“un’informazione tendenziosa e distorta (come tale anche “falsata”) in
merito all’affidabilità creditizia italiana ed alle iniziative di
risanamento e rilancio economico adottate dal governo italiano, in modo
da disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e
deprezzarne, così, il valore”. Con l’aggravante della rilevante
offensività nei confronti dello Stato sovrano italiano e del danno
patrimoniale di rilevantissima gravità procurato al nostro Paese.
Che seguito giudiziario potrà avere l’istruttoria della Procura di
Trani è presto per dirlo, dando anche per scontato il fuoco di
sbarramento che i più grandi studi legali del mondo apriranno nei
confronti del “davide” pugliese. Certo è che i presidenti delle due
associazioni dei consumatori, Elio Lannutti, di Adusbef, e Rosario
Trefiletti, di Federconsumatori, da cui l’indagine ha avuto inizio,
hanno già annunciato che si costituiranno parte civile “a nome di
migliaia di risparmiatori frodati”. A sua volta il pm Ruggiero ha
dichiarato che “è stata una indagine laboriosa perché abbiamo dovuto
rileggere tutti gli episodi che erano legati in pratica alle tappe dei
pronunciamenti di S&P sull’Italia. E questo ha portato anche a un
cambiamento del reato perché prima si parlava di notizie false, non
vere, ora si parla di questioni molto, ma molto più gravi”.
“Riteniamo che le accuse riportate siano prive di ogni fondamento e
non supportate da alcuna prova. Continueremo a difendere strenuamente le
nostre azioni e la reputazione della società e delle nostre persone”,
hanno commentato in una nota i legali di S&P.
fonte : romacapitale

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