IL COMPITO PIÙ DIFFICILE SARA’ PORTARE NEI NUOVI LUOGHI DELLA CULTURA E
DELLO SVAGO I DELINQUENTI CHE CONTINUANO AD APPROPRIARSI DELLA NOSTRA CITTA’,
SPESSO IN UN CLIMA DI INDIFFERENZA E DI OMERTA’.
Sabato
e domenica scorsi sembra che la città di Andria abbia continuato ad essere un
terreno di battaglia dove ognuno può permettersi di commettere qualsiasi tipo
di infrazione o di reato. In pieno centro urbano, nel salotto buono cittadino,
quello dove si balla, spensierati o “stimolati”, sui tavolini dei bar con
qualcuno che passa e quasi se ne compiace, magari intravedendo in quei corpi in
movimento i propri o le proprie figlie che rientreranno a casa, se
rientreranno, non prima dell’alba; in una zona cosiddetta pedonale dove
dovrebbero regnare il rispettoso silenzio che si deve anche ai residenti
costretti a sopportare all’infinito musica ad alto volume in una città che non
si è mai dotata di un minimo regolamento a riguardo e dove più che altrove
dovrebbero essere evidenti i segnali di una città viva, anche economicamente,
vista la massiccia presenza di esercizi pubblici, molti dei quali in cerca di
nuove titolarità; nella centralissima Corso Cavour, attorno alle ore 22,30,
secondo quanto apprendiamo dagli organi di stampa, si sono affrontati due
gruppi di giovani ragazzi che hanno dato vita ad una violenta maxi rissa
iniziata all'esterno di un bar e poi protrattasi anche sulla strada impedendo
alle auto il transito e coinvolgendo anche
i bidoni della spazzatura presenti e pieni di rifiuti di ogni tipo per
la raccolta differenziata all'esterno di un'attività commerciale con la
conseguente fuoruscita dei rifiuti sparsi per tutto il marciapiede e per la
strada, rimossi solo dopo l'intervento, a tarda sera, dei dipendenti dello
stesso bar.
Stesso
sabato sera e nelle vicinanze del salottino verde cittadino, in Largo Torneo,
un vigile urbano viene aggredito da un giovane diciannovenne pare in stato di
urbriachezza.
E’ accaduto
anche questo a chi, come il vigile urbano fuori servizio, ha pensato che
bisognava fermare la follia di quel giovane che, alle ore 23,00 di sabato sera,
quasi in contemporanea con la rissa in Corso Cavour, aveva pensato di trasformare Largo Torneo in
una pista da corse acrobatiche.
La risposta
del giovane motociclista che pare non abbia affatto gradito il “rimprovero” è
stata una violenta reazione sfociata in un colpo al volto del vigile procurando
a questi una ferita da taglio a causa dell’utilizzo di una bottiglia di birra
rotta, con conseguente ricorso alle cure del pronto soccorso ed arresto
dell’aggressore.
La domenica
mattina successiva, alle ore 12,20, sempre nel salotto buono cittadino in
prossimità del passaggio a livello di Viale Gramsci, a due passi da Largo Torneo,
uno spericolato motociclista entra direttamente nello sportello posteriore di
un’autovettura causando oltre a ingenti danni materiali anche un fortissimo
spavento all’intera famiglia presente in auto e soprattutto ad un’adolescente
di quattordici anni che vede letteralmente la ruota della moto schiantarsi
violentemente contro lo sportello. Il motociclista, non curante neanche della
presenza nelle immediate vicinanze di una macchina della Polizia Municipale in
servizio continua la sua corsa attraversando a folle velocità interi
marciapiedi incurante dei possibili pericoli per le centinaia di pedoni
presenti a quell’ora in quel luogo. Risultato: auto danneggiata, famiglia
spaventata, giovane ragazza scioccata finita al pronto soccorso e motociclista
rimasto impunito anche perché la propria moto non era targata perché di uso
sportivo quindi non facilmente identificabile, neanche da parte dei Vigili
Urbani comunque impediti negli inseguimenti.
Questo è
quanto di ufficiale è accaduto in quella che dovrebbe essere un’ordinaria
serata di fine settimana in una città che vorrebbe autodefinirsi culturalmente
avanzata e progredita.
Questo è
quanto accaduto in pieno centro e siamo certi che tanto altro ancora si è
verificato nelle immense, sperdute e desolate periferie urbane dove proprio nei
fine settimana il senso di isolamento e di abbandono è più evidente con uffici
e i servizi pubblici sottofunzionanti ma di queste notizie siamo certi non
avremo mai menzione.
Di fronte a
questo, allora, bisogna riflettere e soprattutto essere consapevoli che è
inutile presentare libri a chi già li legge; è inutile parlare di bullismo a
chi il bullo non lo fa; è inutile parlare di legalità a chi non fa lo
spacciatore o il delinquente o il mafioso o il corrotto; è inutile parlare di
cultura a chi la cultura la pratica; è inutile spiegare la musica ai musicisti;
è inutile parlare di alimentazione a chi ha già la pancia piena.
Le nuove
inaugurazioni di luoghi di svago e culturali in città vanno benissimo ma se non
capiamo che il lavoro più arduo sarà quello di portarvi al loro interno i
delinquenti che continuano ad appropriarsi della nostra città, spesso in un
clima di indifferenza e di omertà, facendo capire loro qual è la strada giusta,
allora tutti quei nastri tagliati resteranno sempre e soltanto un gesto, un
semplice seppur generoso ed apprezzabile gesto che sarà servito a poco o nulla.
Settore Cultura & Progresso
Associazione “Io Ci Sono!”
ANDRIA

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