È noto che l’esplosione urbanistica delle città nel secolo scorso, le nuove e più ampie funzioni amministrative e il dirompente sviluppo economico abbiano profondamente stravolto i tratti che per secoli hanno caratterizzato il volto delle città stesse, producendo fenomeni migratori verso i centri urbani, generando pertanto il bisogno imprescindibile di nuovi quartieri e di più ampi confini. Barletta non è sfuggita a questa metamorfosi disegnando quartieri periferici dai tratti urbanistici confusi e approssimativi, privi dei servizi più elementari frutto avvelenato dell’assenza di pianificazione e di logiche legate agli interessi delle solite lobbies del mattone, con la complicità di “miopi” amministratori che nel tempo si sono avvicendati.
Le città moderne si sono spesso caratterizzate per la contrapposizione centro/periferia, associandovi il più delle volte un significato di carattere negativo, identificandole come aree deboli, con problemi di natura economico e sociale, di struttura urbana, mobilità e qualità della vita, rispetto al centro che si presenta come parte vitale della città, sede degli affari e dei servizi principali, luogo culturale, espressione dei valori storici e dell’identità della comunità. Spesso le periferie urbane coincidono con le periferie dell’esistenza di tanti cittadini emarginati, oltraggiati e vessati da una società sempre più egoista ed individualista che ha smarrito il senso autentico della solidarietà e del bene comune.
Allo stesso tempo queste realtà, con le proprie forze, con il proprio carattere, con i propri tratti identitari, riescono più facilmente a ritrovare i tratti salienti delle comunità a dimensione umana, micro cosmi di solidarietà e di volontariato diffuso non sempre “istituzionalizzato” di cui il Comitato Salviamo le Periferie di Via delle Querce ne è l’esempio più evidente nella città di Barletta per aver saputo con interpretare, pur tra mille difficoltà, il grido di dolore dei cittadini della periferia barlettana, vittime designate di promesse elettorali dei vari candidati che di elezione in elezione si sono avvicendati e sistematicamente disattese.
“Solidarietà” e “Gratuità”, due termini oramai sbiaditi nel vocabolario della società di oggi, sono le gambe sulle quali il Comitato Salviamo le Periferie e gli amici della parrocchia di “San Giovanni Apostolo” si muovono quotidianamente e silenziosamente cercando di dare risposte concrete a chi ne ha più bisogno.
Non è più tempo per le promesse, esigiamo impegni precisi da chi vuole ambire a governare la città. Pochi punti, ma ben chiari. Del libro dei sogni non abbiamo bisogno.
C’è un campo rom che va immediatamente spostato per questioni di igiene pubblica in prima istanza e poi per consentire una vita più dignitosa a quelli che sono oramai cittadini barlettani a tutti gli effetti e quindi anche elettori. Abbiamo bisogno di strade più sicure per i pedoni e per gli automobilisti. Chiediamo l’apertura di uffici comunali periferici per consentire ai cittadini di avvertire meno il peso della distanza con il centro, così come chiediamo più sicurezza attraverso la presenza stabile di un presidio di polizia municipale.
Riportare le “periferie” al centro è l’imperativo per chi ambisce ad amministrare la città di Barletta.
Da tutto il mondo si leva il grido delle periferie che sono le più disparate e non solo quelle fisiche delle città. Questo grido di dolore tanto forte è stato interrotto nei giorni scorsi da eventi inimmaginabili: Papa Francesco che le mette al centro della propria missione rivolgendo lo sguardo agli ultimi e per noi italiani un rappresentante delle istituzioni che appena eletto presidente della Camera dei Deputati pone le “periferie” al centro del suo discorso di insediamento.
Rinasce la speranza, il nostro impegno è rafforzato, ci sentiamo meno soli in questa “battaglia” di civiltà a cui vorremmo che si unissero tutti quei cittadini che come noi non vogliono disperdere energie importanti lagnandosi per le cose che non vanno e che invece vogliono attivamente e fattivamente fare valere il proprio senso civico e di solidarietà per migliorare la vivibilità delle nostre periferie
Peppino Porcelluzzi
Presidente
Comitato "SALVIAMO LE PERIFERIE"
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