La Regione Puglia ha bandito un avviso
pubblico a sostegno delle Piccole e Medie Imprese operanti nel settore del
commercio ed alla somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.
«Un’iniziativa lodevole per aver finalmente
coinvolto settori economici tradizionalmente esclusi da forme di agevolazioni
pubbliche, ma che sin da principio ha evidenziato alcune criticità - ha
spiegato l’Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Barletta -
Andria - Trani Antonia Spina -. Vi è infatti una certa sproporzione fra il
numero dei potenziali beneficiari (si consideri che il solo settore commercio
conta, da solo, 103.120 imprese attive in Puglia, cioè il 30,6% delle aziende
di ogni settore) e le risorse messe a disposizione (appena 6 milioni e mezzo di
euro). Era prevedibile, infatti, che il numero di aziende sarebbe stato
decisamente superiore rispetto a quelle poi finanziate (circa 230 attività
appena). Stupisce leggere in alcuni comunicati ufficiali che le “previsioni sono
andate oltre ogni aspettativa”; è infatti accaduto ciò che in realtà, sin da
principio, era evidente, e cioè che migliaia di aziende, in data 04 Marzo
(prima data utile per la spedizione delle domande on-line) hanno fatto
richiesta di accesso al sito www.sistema.puglia.it,
facendo “collassare” il sistema informatico che non ha retto il collegamento
contemporaneo di tutti quelli utenti. La procedura, ad oggi, è sospesa e
l’invio delle domande riprenderà il prossimo 13 Marzo - prosegue l’Assessore
Spina -. Due i quesiti che desideriamo porre alla Regione: perché non si è
provveduto a rendere il sistema informatico idoneo a supportare il flusso di
ingresso degli utenti, sapendo che, come la Regione stessa ha dichiarato, i
potenziali beneficiari erano diverse migliaia? La Regione provvederà, sin da
subito, ad incrementare in maniera significativa e non simbolica le risorse a
disposizione per questa misura, finanziando se non tutte, almeno un’importante
parte delle imprese che ne fanno richiesta? Si tratterebbe - ha poi concluso
Tonia Spina - di una reale azione di sensibilizzazione verso il territorio e le
sue attività produttive; questo darebbe probabilmente valore reale a tale
misura agevolativa che, altrimenti, rischia di essere ricordata semplicemente
come un’azione propagandistica, ricaduta, guarda caso, nel pieno dell’ultima
campagna elettorale per le elezioni politiche».

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