Scatta l'aumento dell'imposta a valore aggiunto, che con il passaggio dal 21 al 22% porterà consistenti rincari nel settore dell'abbigliamento (+81 euro) e nell'acquisto di scarpe (+25 euro).
Secondo un'analisi dell'Ufficio Studi Confcommercio sono stati evidenziati i pesanti effetti recessivi di questo aumento, un impatto negativo che andrà ad incidere non soltanto sui consumi ed i prezzi, ma che causerà non pochi problemi nella produzione con riduzione della occupazione. Dalla mezzanotte del 1 ottobre 2013 l'iva aumeterà di 1 punto percentuale, attorniata dalla crescente preoccupazione dei commercianti. La crisi «ha già stremato famiglie e imprese - ha fatto osservare il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli - e l'aumento dell'Iva determinerà effetti recessivi e depressivi esiziali per l'economia reale».
L'aumento al 22%, ha anche sottolineato Federconsumatori e Adusbef, riguarderà il 70% dei prodotti e costerà 207 euro annui a famiglia, portando consistenti rincari nel settore dell'abbigliamento (+81 euro) e nell'acquisto di scarpe (+25 euro). «L'aumento dell'Iva - ha commentato il vicepresidente vicario di Confesercenti, Massimo Vivoli - non solo darà un nuovo duro colpo all'occupazione, alle imprese che lavorano per il mercato interno ed ai consumi, ma potrebbe essere solo l'inizio di una nuova grandinata fiscale insopportabile per famiglie ed imprese».
Secondo la Confcommercio l'aumento causerà un impatto sui consumi, con una previsione negativa a chiusura d'anno pari al -2,4%. In una situazione in cui l'inflazione è sostanzialmente sotto controllo, si avrebbe un incremento dei prezzi tra ottobre e novembre di circa lo 0,4%, il cosiddetto "effetto scalino", con inevitabili effetti di trascinamento anche nel 2014. Inoltre, come già accaduto con l'aumento dell'aliquota dal 20 al 21%, la contrazione della domanda porterebbe con sé anche una riduzione del gettito Iva atteso. Un ulteriore impatto si verificherà su produzione e occupazione: la perdita di produzione, determinata dal calo dei consumi, comporterebbe, a regime, una riduzione dell'occupazione approssimativamente di 10 mila posti di lavoro.
Secondo un'analisi dell'Ufficio Studi Confcommercio sono stati evidenziati i pesanti effetti recessivi di questo aumento, un impatto negativo che andrà ad incidere non soltanto sui consumi ed i prezzi, ma che causerà non pochi problemi nella produzione con riduzione della occupazione. Dalla mezzanotte del 1 ottobre 2013 l'iva aumeterà di 1 punto percentuale, attorniata dalla crescente preoccupazione dei commercianti. La crisi «ha già stremato famiglie e imprese - ha fatto osservare il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli - e l'aumento dell'Iva determinerà effetti recessivi e depressivi esiziali per l'economia reale».
L'aumento al 22%, ha anche sottolineato Federconsumatori e Adusbef, riguarderà il 70% dei prodotti e costerà 207 euro annui a famiglia, portando consistenti rincari nel settore dell'abbigliamento (+81 euro) e nell'acquisto di scarpe (+25 euro). «L'aumento dell'Iva - ha commentato il vicepresidente vicario di Confesercenti, Massimo Vivoli - non solo darà un nuovo duro colpo all'occupazione, alle imprese che lavorano per il mercato interno ed ai consumi, ma potrebbe essere solo l'inizio di una nuova grandinata fiscale insopportabile per famiglie ed imprese».
Secondo la Confcommercio l'aumento causerà un impatto sui consumi, con una previsione negativa a chiusura d'anno pari al -2,4%. In una situazione in cui l'inflazione è sostanzialmente sotto controllo, si avrebbe un incremento dei prezzi tra ottobre e novembre di circa lo 0,4%, il cosiddetto "effetto scalino", con inevitabili effetti di trascinamento anche nel 2014. Inoltre, come già accaduto con l'aumento dell'aliquota dal 20 al 21%, la contrazione della domanda porterebbe con sé anche una riduzione del gettito Iva atteso. Un ulteriore impatto si verificherà su produzione e occupazione: la perdita di produzione, determinata dal calo dei consumi, comporterebbe, a regime, una riduzione dell'occupazione approssimativamente di 10 mila posti di lavoro.

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