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News dalle Città della BAT

mercoledì 1 aprile 2015

ANDRIA : TEATRO ASTRA

Per che, come me, ha vissuto almeno un lustro a Milano (ma il discorso può essere esteso a Roma, Napoli, Torino, Genova, persino a Bari) ha avuto la fortuna di frequentare il Piccolo Teatro, la Scala, il Teatro Nuovo, Nazionale, Smeraldo, ecc. ecc. Ha conosciuto i grandi autori, classici e moderni. Apprezzare l'antico teatro greco-romano di Sofocle, …, Plauto. Autori più recenti come Shackspeare, Goldoni, Alfieri, Brecht. E' un patrimonio immenso che ha profuso, a piene mani, l'amore per la libertà, la giustizia, la bellezza. Valori eterni e immortali che dovrebbero essere innati nell'uomo di ogni tempo e di qualsiasi latitudine.
Oggi, il teatro è dappertutto in decadenza. Vuoi per motivi finanziari ed economici, vuoi per la massiccia concorrenza della televisione e di tutti i media.
In Andria il teatro resiste solo nelle sale parrocchiali, vedi l'Oratorio Salesiano, il “Monsignor Di Donna”, … Vi sono parecchie compagnie teatrali di tipo amatoriale, non di attori professionisti. Il loro impegno, la loro serietà, la loro passione sono molto lodevoli. Ma sono soltanto un hobby, laddove nelle grandi città lavorano grandi attori professionisti e una solida programmazione annuale.
Passare, in corso Cavour, davanti all'ex Cinema Teatro Astra nella totale indifferenza dei cittadini, sostare brevemente a guardarlo, contemplare la sua facciata fatiscente e decrepita, polverosa e sporca di escrementi vari. Un tabezao cinese sulle cui vetrate di accesso, ermeticamente chiuse, si susseguono locandine e manifesti d'ogni genere. E' uno spettacolo indecente, indecoroso. Uno scandalo senza limiti. Per chi il Teatro Astra lo ha conosciuto e lo ha frequentato è una pena profonda. Lo pervade un'amarezza indicibile. Rabbia, stizza, orrore!
Oggi, il Teatro Astra è un rudere. Un rudere rimasto lì a futura memoria degli Andriesi del tempo neanche troppo lontano, quando ospitava le compagnie teatrali più rinomate, nazionali e internazionali.
Dal suo palcoscenico sono passati gli attori italiani più importanti di teatro. Se dovessi elencarli tutti, rischio di dimenticare parecchi di loro! Ma tutti se lo ricordano.
Un tempo c'era la programmazione annuale che spaziava dal teatro classico al teatro contemporaneo, dai concerti di musica leggera, ai più rinomati gruppi musicali rock, ai grandi cantautori.
All'avanguardia era anche la programmazione cinematografica. I migliori film, prodotti da cinquant'anni fa in qua, sono passati dal Teatro Astra. E poi le scuole di ogni ordine e grado erano di casa in occasione delle prime e dei mattinèe. E i politici, grandi e piccoli? Hanno calpestato il palcoscenico per le loro mega campagne elettorali!
Per concludere, non si può abbandonare alla deriva il nostro glorioso Teatro Astra. E' vero che è di proprietà privata. E' vero che la proprietà privata è sacra e inviolabile. Tuttavia è anche vero che l'interesse pubblico per la salvaguardia e l'uso dei beni culturali dovrebbe prevalere sul diritto privato, in questo caso come in altri.
Si arrivi ad un accordo definitivo e chiaro con gli attuali proprietari del Teatro Astra. Si stipuli un contratto di compravendita tra Comune di Andria e la famiglia Gioscia. Vantaggioso sia per chi acquista sia per chi vende. E' un'assoluta urgenza. La vicinissima Corato con il suo bel Teatro Comunale ha risolto già da tempo le mille pastoie burocratiche legate alla sua esistenza. Come il Teatro Petruzzelli a Bari. Anche Andria deve e può farlo. Con l'ausilio di finanziamenti pubblici (Comune, Provincia BAT (?), Regione Puglia, Stato, Unione Europea) e privati.
                                                                                                                                     In fede
                                                                                                            Riccardo Suriano

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