Il francobollo dal emesso dal Governatorato della Città del Vaticano riproduce il ritratto di Papa Innocenzo XII, tratto da un’incisione realizzata dalla stamperia De Rossi, che operò tra il 1648 ed il 1738, conservata presso la Segreteria di Stato.
Valore del francobollo 95 centesimi, tiratura massima di centocinquantamila esemplari. Annullo in cui è riprodotto lo stemma di Papa Innocenzo XII ripreso da una medaglia del 1693, nel giorno di emissione.
La sede prescelta che ospiterà il convegno, la Camera dei Deputati, Montecitorio già Palazzo Ludovisi, è tra le numerose opere completare o fatte realizzare a Roma dal pontefice nato a Spinazzola.
Montecitorio fu designato da Papa Innocenzo XII inizialmente come ospizio per i poveri, successivamente il Papa decise di istallarvi la Curia apostolica. L’incarico di continuare i lavori a Palazzo Ludovisi dopo 30 anni di interruzione, furono affidati all’architetto, ingegnoso mastro comacino Carlo Fontana, 1634-1714.
La Curia innocenziana fu inaugurata nel 1696 fornendo acqua alla grande fontana collocata in fondo al cortile semicircolare (all’inizio del XX secolo quando il Palazzo venne modificato, la tazza fu rimossa e la restante parte architettonica abbandonata sul lungotevere, all’Aventino).
Papa Innocenzo XII è ricordato come riformatore della Chiesa, costruttore di pace, intervenne nelle grandi questioni teologiche del secolo: giansenismo e quietismo. In politica si dimostrò abile, fermo: sotto il suo pontificato si chiuse in modo conciliativo la questione delle libertà gallicane della Chiesa francese. Fermo nei suoi valori operò contro la simonia e abolì il nepotismo con la sua bolla Romanum decet Pontificem, un progetto cui il suo predecessore, Alessandro VIII, aveva lavorato a lungo.
Antonio Pignatelli da Pontefice dedicò tutta la sua attenzione ad elevare la dignità dei poveri che amava definire “i miei nepoti”. Autentico e profondo amore il suo verso gli ultimi.
Come ricordato nella biografia curata da Francesco Antonio Gisondi: “durante il suo pontificato la città di Roma, era affollata per le vie, piazze e chiese da poveri medicanti, uomini, donne e bambini malati e storpi coperti di piaghe, avvolti di cenci e scalzi; i quali vivevano in abbandono e nella più nera miseria. Si trattava di persone con lavori precari, mal pagate, disoccupate, anime senza alcuna fonte di sopravvivenza. La carità per Papa Innocenzo XII era la più grande delle virtù cristiane”.
E per i miseri Papa Innocenzo XII recuperò il palazzo di S.Giovanni in Laterano, non più abitato dai papi, destinandolo a ospizio per i poveri invalidi da aiutare e soccorrere in modo continuativo.
L’Istituto di San Michele a Ripa Grande da lui fatto ampliare ed in parte costruire. Il complesso, oggi sede del Ministero dei Beni Culturali, nel suo insieme poté ospitare orfani e bambini abbandonati fino a 300 unità. I giovani assistiti venivano avviati ad apprendere un lavoro.
Innocenzo XII fondò il“Conservatorio delle zitelle”, a Ponte Sisto, presso l’Ospizio di Sisto V, che ebbe il nobile scopo di raccogliere le fanciulle povere e quelle orfane, disperse in città e di preservarle dal mal costume e dalla miseria che avrebbero incontrato in età avanzata.
Nel conservatorio volle che le ragazze fossero istruite alla religione e ai lavori adatti al loro sesso, affinché potessero divenire oneste e mogli brave e laboriose, e madri di operai e artigiani, oppure pie e utili novizie di qualche ordine religioso, se a loro fosse piaciuta questa scelta di vita.
La dedizione ai poveri si manifestò in tante altre opere e attenzioni, tanto da essere acclamato dal popolo come il “padre dei poveri”.
Un amore contagioso che vide molti religiosi, nobili e non, contribuire alla sue opere. Ma dove vi era sofferenza non mancò la sua assistenza. Si prodigò moltissimo, ricorrendo anche al Tesoro Pontificio per portare soccorsi, per affrontare la peste e il terremoto che nei suoi anni afflissero Roma.
Tra le altre opere importanti di Papa Innocenzo XII il porto di Anzio, l’arrivo dell’acqua potabile a Civitavecchia.
Nel 1698 fece recintare la fontana del Gianicolo (detta Fontanone) con l'attuale balaustra di colonnine, unite con sbarre di ferro, per evitare che i carrettieri vi abbeverassero i cavalli.
Inoltre fece tracciare una via di collegamento tra due importanti arterie del traffico romano, l'Appia Antica e l'Appia Nuova: nacque l'Appia Pignatelli. Volle anche la costruzione della Via Nettunense che collegava Nettuno-Roma e sulle pietre miliari fece incidere lo Stemma delle “tre pignatte”. Sempre sulla stessa via il Papa volle che venisse costruita una fontana che aveva la funzione di ristorare i viandanti.
Ultimo suo atto fu indire il XVI Giubileo con la bolla Regi saeculorum del 18 maggio 1699, con l'illusione che sull'Europa regnasse la pace e che le grandi potenze si ritrovassero unite davanti alla Porta Santa.
Nella notte tra il 27 e il 28 settembre 1700 Innocenzo XII si spense, in concetto di santità.
Cosimo Forina
Ufficio Stampa
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