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venerdì 8 giugno 2018

ANDRIA : Minaccia dipendente pubblico, la Fp Cgil chiede interventi urgenti a tutela del personale

Nuovo grave episodio accaduto a meno di due mesi di distanza dall’altro. Abbascià e Marzano: “La questione deve diventare una priorità per le amministrazioni”

“Due episodi eclatanti in poco tempo, altri di minore rilievo accadono quasi all’ordine del giorno. Dopo la tentata aggressione ai danni del dott. De Robertis, avvenuta negli uffici di via Mozart ad Andria, ora accade che un altro dipendente pubblico venga minacciato, si tratta di un lavoratore di un altro settore, altrettanto delicato come quello del servizio casa. Lo avevamo già detto ed alla luce di quanto successo riteniamo che sia ormai improcrastinabile che l’amministrazione comunale intervenga predisponendo ancor più efficaci ed urgenti misure di sicurezza, soprattutto riguardo ai luoghi più delicati. Anzi, riteniamo che il problema della sicurezza dei dipendenti, già da noi segnalato, deve diventare una priorità per le amministrazioni pubbliche”. Così Giulia Abbascià e Luigi Marzano, della segreteria della Fp Cgil Bat, dopo il nuovo episodio di minacce nei confronti di un dipendente pubblico a 50 giorni dall’altro, gravissimo fatto, accaduto ai servizi sociali.
“Si tratta di episodi che hanno un impatto fortissimo dal punto di vista emotivo di fronte ai quali non possiamo che lanciare un nuovo grido di allarme perché servono urgenti misure di sicurezza per tutelare l’incolumità dei lavoratori sempre più esposti a rischi. È necessario che si mettano in piedi tutte le iniziative affinchè gli addetti siano in condizione di operare con serenità in strutture rispondenti a requisiti tecnici in materia di sicurezza, così come prevede la legge”.
“La sicurezza deve essere un punto fermo, irrinunciabile e non negoziabile, nell'esercizio del lavoro pubblico ed, in particolare, in settore così delicati. Al dipendente minacciato ieri mattina va la solidarietà della Fp Cgil Bat", concludono Abbascià e Marzano.

Michela Alicino
Ufficio stampa Cgil Bat

lunedì 23 gennaio 2017

TRANI : Aggressioni personale al carcere. Le organizzazioni sindacali sospendono le trattative in segno di protesta

Un incontro convocato presso la sede del carcere di Trani con all’ordine del giorno la “rivisitazione dell’organizzazione del lavoro” che è ben presto diventato terreno di protesta dopo le recenti aggressioni subite dal personale di polizia penitenziaria all’interno dell’istituto di pena.

Tutte le organizzazioni sindacali presenti: Sappe, Usp, Cnpp e Fp Cgil (assente l’Osap per impegni personali e la Cisl Fns sempre per protesta) hanno deciso di interrompere trattative e relazioni sindacali con la direzione per sollecitare la stessa ad assumere provvedimenti in linea con le norme e regole vigenti “per garantire la sicurezza dei lavoratori della polizia penitenziaria che quotidianamente sono sottoposti a minacce da parte della popolazione detenuta e che si traducono molto di frequente in vere e proprie aggressioni”, sottolinea il segretario generale della Funzione pubblica Cgil Bat, Luigi Marzano, come denunciato ancora di recente.

La Fp Cgil quindi, in linea con le altre OO. SS., ha abbandonato la trattativa a tempo indeterminato, sino a quando cioè non saranno ripristinate le condizioni minime che consentano “al personale di svolgere il proprio mandato nel rispetto delle regole e delle normative vigenti anche tendenti a rieducare il detenuto per condanna, come previsto dalla Costituzione”.

Per la Fp Cgil Bat al tavolo era presente Giuseppe Piazzolla che ha fatto mettere a verbale come “l’ultimo episodio di violenza nei confronti di un ispettore di polizia penitenziaria, unitamente ai precedenti, è sintomatico di una gestione dell’utenza a dir poco discutibile che si realizza attraverso l’assenza di regole certe che pregiudica la sicurezza. Atteso lo stato di abbandono del personale appare grottesco discutere di organizzazione del lavoro. L’unica organizzazione attualmente possibile è dividere in parti eque le violenze e le offese da subire”.

Michela Alicino

Ufficio stampa Cgil Bat

giovedì 24 novembre 2016

BISCEGLIE : Carenza di personale al Comune

La Fp Cgil incontra il Sindaco che garantisce l’attivazione di procedure in materia di assunzioni


L’urgenza di intervenire in alcuni settori ed il grave disagio per la carenza di personale, sono alcuni dei temi affrontati in un incontro tra la Fp Cgil Bat ed il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, che ha assicurato di attivare ogni procedura utile prevista dalle leggi vigenti in materia di assunzione del personale.

Il tavolo tra i rappresentati del sindacato ed il Sindaco si è svolto a pochi giorni dalla presa di posizione della Fp Cgil Bat sul piano triennale di assunzioni al Comune. Nell’occasione la segreteria provinciale ed i rappresentanti aziendali hanno ribadito, così come già fatto in un intervento sulla stampa, le forti perplessità rispetto alla riorganizzazione della macchina amministrativa ed alla non complessiva lettura delle singole situazioni afferenti alle aree.

“Abbiamo evidenziato – spiega Luigi Marzano, segretario generale Fp Cgil Bat– un utilizzo eccessivo dellatipologia di lavoro flessibile. Non solo, abbiamo anche fatto presente al Sindaco la carenza d’organico che caratterizzaalcuni settori, così la scarsità di figure professionali come, per esempio, gli assistenti sociali.È necessario ed urgente, inoltre, rivedere la macrostruttura ed il carico di lavoro (aumentato negli anni a causa delle nuove funzioni e competenze attribuite agli enti locali) a cui fa fronte un personale invecchiato, demotivato, non sempre reso partecipe nell’aggiornamento e formazione”.

“Bisogna subito attivare nuove forme di dialogo con le figure dirigenziali presenti nell’ente visto che ci troviamo difronte ad una non omogenea applicazione di sistemi di lettura e valutazione interni ma che hanno una notevole ricaduta sull’esterno e sulla comunità dei cittadini fruitori di servizi”.

Il Sindaco ha riconosciuto nel sindacato un importante interlocutore per affrontare, in maniera rispettosa nei diversi ambiti di appartenenza e rappresentanza, un confronto che coinvolga tutti nelle tematiche riguardanti l’organizzazione del personale, concordando di stabilire una modalità di consultazione reciproca nei prossimi mesi.

“Riteniamo – conclude Marzano – che il dialogo sia uno strumento di crescita per tutti, abbiamo sempre creduto nel confronto e continueremo a farlo. Garantiamo a questo punto di non abbassare la guardia e soprattutto di vigilare affinché alle parole seguano i fatti nel pieno rispetto delle regole”.


Michela Alicino

Ufficio stampa Cgil Bat

venerdì 16 ottobre 2015

BARLETTA : L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE RECLUTA PERSONALE PROVENIENTE DALLE PROVINCE

Sono pubblicate all’albo pretorio dell’Ente due determinazioni dirigenziali del settore Organizzazione e Sviluppo Risorse Umane con le quali l’Amministrazione comunale, tenendo conto della complessa evoluzione del quadro normativo collegato alla riforma delle Province e al riassetto del personale in servizio a tempo indeterminato, intende sopperire alla carenza di figure specifiche nei settori Servizi Sociali e Vigilanza, rispettando il programma del fabbisogno triennale delle assunzioni 2015-2017 approvato dalla Giunta con le delibere n. 21 e n. 50 rispettivamente del 5 febbraio e del 13 marzo scorsi. 
In particolare, con la determinazione n. 1296 del 21 settembre 2015 è stata attivata la procedura di avvalimento, destinata esclusivamente al personale della polizia provinciale degli enti di area vasta, per l’utilizzo presso il Comune di Barletta di tre agenti di polizia municipale di categoria “C” per l’anno in corso e tre per il 2016, nonché di uno specialista di vigilanza di categoria “D” (equivalente di fatto al ruolo di vicecomandante della polizia municipale).
Il provvedimento, nel rispetto dei vigenti vincoli di finanza pubblica in materia di assunzioni a tempo indeterminato, tiene conto di quanto disposto dal Decreto Legge n. 78 del 2015 nell’ambito del riassetto istituzionale delle Province, che consente al personale appartenente ai corpi e ai servizi di polizia provinciale di transitare nei ruoli degli enti locali per lo svolgimento delle funzioni di polizia municipale.
Con la determinazione n. 1389 del 7 ottobre 2015 è stata invece attivata la procedura di mobilità volontaria, destinata esclusivamente al personale delle Province e della Città metropolitane, per l’iscrizione nei ruoli del Comune di Barletta di due “esperti in erogazione in campo sociale” (assistenti sociali) di categoria “D1” per l’anno 2015, utilizzando le risorse rivenienti dalle cessazioni del triennio 2011-2013, così come consentito dalla legge.
Si è così tenuto conto dei margini consentiti dal complesso quadro normativo messo in risalto dal blocco temporaneo delle politiche assunzionali da parte dei Comuni, in attesa del marzo 2016 per quel che attiene agli effetti della riforma delle Province.


venerdì 23 gennaio 2015

ANDRIA : Un’Amministrazione che non tutela il personale

Resoconto redatto dalla 2^ Commissione Consiliare permanente della  “Struttura”

circa la condizione in cui trovasi il personale comunale e sulle politiche attive del lavoro in atto al Comune di Andria


Il Presidente della Commissione, Francesco Cannone, con i consiglieri comunali Pasquale Colasuonno, Luigi Del Giudice ed Agostino Troia hanno incontrato ripetutamente i componenti  della Rappresentanza Sindacale Unitaria del Comune di Andria.

           Una situazione analizzata a 360 gradi, dove sono emersi più punti oscuri, molte zone d’ombra e purtroppo poche situazioni chiare.
L’apporto fornito dai rappresentanti sindacali alla 2^ C.C.P. è stato decisivo e fondamentale ed a loro va il ringraziamento dell’intera commissione. Sono intervenuti per relazionare, dopo regolare invito i Sigg.ri Giuseppe Cagnetti, Presidente della RSU, con i rappresentanti Francesco Porro, Pasquale Pagano, Marco Pastore, Matteo Cassetta, Fabio Attimonelli, Riccardo D'Ettole ed Antonio Falcetta.

            Il Presidente della 2? CCP, rag. Francesco Cannone, sul punto ritiene sintetizzare quando emerso dall’articolato e fruttuoso dibattito svolto rilevando «ob torto collo, come il dialogo tra amministrazione e rappresentanze sindacali , specie in quest’ultimo anno,  si è oltremodo inasprito tanto da diventare contrappositivo e non anche propositivo e, comunque, in contrapposizione alla ricerca del dialogo per  l’acclaramento delle numerose pendenze contrattuali».
            «Quello che desta maggiormente preoccupazione- prosegue Cannone- è la presa d’atto che, ad oggi, il personale del Comune di Andria non ha ancora ricevuto alcun compenso per i c.d. “progetti obiettivi” relativi all’anno 2013 e nulla ancora si parla sul fondo di produttività 2014».

            Ed infine, «in un contesto temporale di disoccupazione giovanile ormai alle stelle, si deve  prende atto amaramente  che l’Amministrazione comunale, che pur vanta successi ma solo visionari, non è riuscita ad avviare alcuna procedura concorsuale  depauperando del 50% l’ormai  anemico organico comunale».

Circa la definizione della performance per l'erogazione del restante 60% dei compensi accessori per il personale comunale, il Presidente delle RSU Cagnetti ha informato la Commissione che, dopo tante difficoltà, finalmente solo nell'ultimo incontro di delegazione trattante con la pubblica amministrazione si è giunti alla definizione di tale vicenda, che si trascinava ormai lungamente da lunghi mesi.
Ma altra questione che attende di essere risolta è quella relativa ai Piani di rientro dei fondi di incentivazione della produttività per tutti i Comuni. Cagnetti ha voluto sottolineare che, ai sensi delle ultime novità legislative, è intendimento della Parte Pubblica accertarsi che la costituzione di Fondi di Produttività collettivi pregressi siano stati costituiti regolarmente.  
Pertanto il Comune di Andria ha dato avvio al Piano di rientro così come stabilito dal D.l.16/2014 e, in via precauzionale,  una somma pari a circa 60mila euro, rinveniente da economie del 2012,  è stata riportata nel fondo del 2013.
La Parte Pubblica ha motivato ai rappresentanti sindacali che, qualora a seguito di verifiche, vengano riscontrate irregolarità, potrà dare avvio al Piano di Rientro e ad  una relazione in tal senso si avrà entro maggio 2015.
Ma la RSU ha espresso categoricamente il proprio disaccordo nella speranza che a livello nazionale la questione venga diversamente definita.
La Rappresentanza sindacale del Comune di Andria, in varie occasioni ha evidenziato la scarsa considerazione che la Parte Pubblica ha avuto ed ha nei confronti dei dipendenti, che, attraverso le RSU, lamentano quotidianamente i propri disagi. Tali mancanze hanno portato, nel giro di un paio di anni, ritardi notevoli nella erogazione di spettanze ai dipendenti.
Purtroppo nel Comune di Andria, si sono riscontrate mancanze da parte degli organi preposti al completamento dell'iter, in particolare l'Organismo Indipendente di Valutazione (che dovrebbe valutare l’operato dei Dirigenti) che non ha inteso accelerare i tempi. Questo Organismo, nato nel 2011, non ha minimamente preso in considerazione la ventina di osservazioni che la RSU ha sottoposto alla sua attenzione.
In merito al Piano della performance, ad esempio, sono state evidenziate alcune lacune soprattutto sull'interpretazione dell'attribuzione di incarichi di responsabilità. Il Dirigente del Settore Personale ha ritenuto di quantificare le assenze in massimo di 66 giorni per i dipendenti amministrativi e 72 per la P.M.,  senza considerare i giorni di congedo ordinario ed altri istituti garantiti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Il consigliere Colasuonno ha ritenuto che la P.A., sorda alle richieste delle RSU, con l'erogazione ai dipendenti di quanto dovuto da circa due anni, abbia concesso un contentino lasciando invariata tutta la problematica evidenziata dalle RSU. Quindi ha chiesto come le RSU abbiano risposto alla deliberazione di Giunta che ha affidato ad una agenzia interinale l'assunzione di personale a tempo determinato e quali i criteri adottati per l'assegnazione di dipendenti e non dipendenti all'ufficio del Giudice di Pace.

Il Presidente Cagnetti ha risposto evidenziando che appresa la notizia la RSU ha immediatamente sollevato le proprie perplessità sulla procedura adottata che invece avrebbe dovuto passare attraverso il regolamento di mobilità interna. Tale passaggio non è avvenuto e le RSU lo hanno fatto rilevare con una nota esplicita.

Attimonelli, della UIL ha sottolineato come, in varie occasioni, il Comune ha omesso di cercare tra i propri dipendenti il personale cui assegnare incarichi particolari provvedendo diversamente. Il problema di fondo è, secondo Attimonelli, la mancanza di una buona e corretta relazione sindacale perché alle ripetute richieste di confronto da parte delle RSU, non si sono avute risposte. Sono tante le situazioni anomale segnalate dai dipendenti tra cui anche progetti realizzati e, non si sa come, mai ufficialmente autorizzati e, ad oggi, non ancora retribuiti.

Porro della CISL ha spiegato che i progetti obiettivi sono strettamente legati agli obiettivi del Piano Economico Gestionale del Comune. Poiché oggi viene pagata la produttività 2013, a seguire saranno evasi anche i progetti obiettivi, per la parte che compete ai Settori che hanno formalizzato nel PEG, nella performance, gli obiettivi strategici.

Attimonelli ha altresì lamentato i ritardi con cui vengono evasi tali compensi.

Cagnetti ha fatto emergere come le relazioni sindacali, in quest’ultimo anno, sono peggiorate al Comune di Andria. La RSU ha sempre dimostrato di essere partecipativa, di contribuire al miglioramento delle condizioni lavorative, benché non sempre concordi con la P.A. . A tal proposito, proprio in una recente assemblea sindacale, che ha visto grande partecipazione, sono state individuate soluzioni, compresa la diffida alla parte pubblica, ma risposte non se ne sono ancora avute.

Il consigliere Colasuonno ha rilevato se non fosse il caso di ricorrere legalmente su tali atteggiamenti.

Secondo i rappresentanti sindacali si ha l’impressione che le RSU siano viste come un impiccio.  Pagano, della CGIL ha aggiunto che, specialmente quest’ultimo anno, i lavoratori siano stati particolarmente colpiti. Basti pensare all’ultima novità circa il piano di rientro a partire dal 1995 ad oggi su premialità, a detta del Governo, indebitamente percepite. Tante le proposte che sono pervenute dalle RSU in quest’ultimo anno, ma tutte ignorate.

Pastore della USB ha tenuto ad aggiungere che l’assurdo è che il calcolo del fondo accantonato in via precauzionale, di circa 60mila euro, venga fatto in danno dei lavoratori, perché in sostanza vengono tolte  risorse ai dipendenti ed incrementato il Bilancio stesso. Se tali fondi sono stati erogati erroneamente, qualcuno ne è responsabile.

Ad esempio, Cagnetti precisa che l’Organo che avrebbe dovuto valutare, l’O.I.V., è stato già retribuito prima dei dipendenti. Una autentica anomalia.

Attimonelli ha posto all’attenzione della CCP un’altra problematica circa la formazione del personale, ferma non si sa a quanti anni fa. La macchina amministrativa procede con efficienza grazie al personale che lavora con grande professionalità nonostante le dicerie sul dipendente comunale fannullone. Tutto quanto la P.A. produce è opera dei dipendenti che, dietro le quinte, lavorano, si formano da soli, senza ricevere gratificazioni. Attualmente i dipendenti si sono ridotti a circa 400, un organico ormai risicato del 50% della dotazione organica. Il personale va invece formato e va considerato.

Porro, proprio in merito al personale, ritiene che ben venga un maggior dialogo tra le RSU e la parte politica, al fine di porre l’attenzione su alcune vicende. Basti considerare che il Comune di Andria, che conta più di 100mila abitanti, viene portato avanti egregiamente e con grande competenza da circa 300 dipendenti che si formano da soli e sui quali non si discute mai. Il consigliere Colasuonno, ha evidenziato che, paradossalmente solamente un collasso del sistema porterebbe finalmente l’attenzione sul problema.

Cagnetti, in conclusione ha ritenuto che, dopo questi ultimi anni di duro lavoro delle RSU, l’attuale regolamento sulla performance non sia adeguato alla nostra realtà ma vada modellato alla situazione locale. Il Comune di Andria è sotto organico ma il livello medio-alto dei dipendenti consente la prosecuzione senza intoppi della macchina amministrativa.

           Pertanto, sia i Consiglieri della 2^ Commissione Consiliare Permenente che i Rappresentnati sindaclai dei dipendenti comunali, ritengono sia avvenuto il momento di una positiva inversione di tendenza e che finalmente venga rivisto il modello organizzativo e, in base alla condizione economica, avviate nuove assunzioni dall’esterno e progressioni verticali tra il personale dipendente.

           Ci auguriamo che quest’ultimo breve segmento di vita amministrativa, venga utilizzato quanto meno per la sistemazione dei tasselli mancanti in favore del personale che aspetta da anni di vedere soddisfare le più che legittime aspettative di vita lavorativa


Resoconto trasmesso dal Presidente

della 2^ Commissione consiliare permanente

della “Struttura”


Cannone Rag. Francesco