
BAT_REGIONE : L'INCONTRO A BARI Vendola e D'Alema, "Amici come prima"
Un abbraccio al bar del Kursaal Santalucia, prima di salire sul palco e affrontare insieme l'affollata platea. Così è cominciato stasera a Bari l'atteso incontro tra il presidente uscente della Regione Puglia e leader di Sinistra Ecologia e Libertà Nichi Vendola, che punta a bissare il suo mandato, e Massimo D'Alema. Un incontro atteso perchè il primo in Puglia tra i due dopo essersi trovati su posizioni opposte durante le primarie per l'individuazione del candidato presidente del centrosinistra.
Una battaglia dura, che ha portato il Pd pugliese a lacerazioni profonde. Poi la scelta delle primarie e la larga vittoria di Vendola sul candidato del Pd, il deputato Francesco Boccia, sostenuto da D'Alema proprio perchè poteva rappresentare la possibilità reale di un allargamento della coalizione all'Udc. Incassata la sconfitta, D'Alema non ha esitato un attimo a scendere in campo e a iniziare la campagna elettorale: per far vincere Vendola. E tutti e due oggi a Bari lo hanno ribadito: «Nessun conflitto, posizioni politiche diverse», questo il messaggio. Insomma, amici come prima, più di prima perchè ora bisogna battere la destra. Il confronto pubblico - moderato dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe De Tomaso - è stato incentrato sostanzialmente sui temi nazionali e si è parlato anche del nuovo caso che tiene banco sui giornali: l'inchiesta di Trani.
È D'Alema il primo, poco prima dell'incontro, a parlarne con i giornalisti: «C'è parecchia barbarie in circolazione», dice. E sulle intercettazioni aggiunge: «il tema non è questo. Il problema è l'agenda del presidente del Consiglio dei ministri. Di che si occupa? Invece di occuparsi di problemi degli italiani? Questo preoccupa».
Un Berlusconi che D'Alema non esita poi sul palco a dipingere come «pasticcione persino nell'arroganza». Sul caso Rai-Agcom interviene dal palco anche Vendola: «Quelle intercettazioni telefoniche, quelle che riguardano il muscolare direttore del Tg1 e gli altri protagonisti non so che rilievo hanno dal punto di vista penale, non mi interessa; mi interessa quello che mandano a dire: e cioè qual è il punto di degrado del costume pubblico di questo Paese». Parla ancora una volta Vendola da leader nazionale. Entrerà mai nel Pd? «Credo che questo non sia un problema», dice. E a D'Alema scappa una battuta: «Semmai è una opportunità».
Vendola invita i partiti del centrosinistra a confrontarsi: «Abbiamo parlato troppo poco tra noi», dice. Il centrosinistra «si è inflitto molte sofferenze», e la coalziione che verrà «deve essere un patto tra la politica del centrosinistra e una nuova generazione che dobbiamo affascinare». E Di Pietro? Il leader dell'Idv non è un problema, assicura il presidente della Fondazione Italianieuropei. «Parlandoci - dice - può essere ragionevole». Una cosa è certa: il futuro del centrosinistra sarà diverso: «Io penso che c'è una sinistra - dice D'Alema - al di fuori del Partito democratico che può diventarne parte costituente. Io immagino il centrosinistra come una coalizione intorno a un grande partito». Il cantiere è aperto e D'Alema assicura: «Ci siamo incamminati nella direzione giusta».
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