
TRANI : Berlusconi indagato Oggi a Trani gli ispettori di Alfano
Sarà il giorno degli ispettori del ministro Angelino Alfano. Saranno inviati alla Procura di Trani per accertare se l’inchiesta sulla presunta concussione che vede indagato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il commissario dell’Autorità Garante per le comunicazioni (Agcom) Giancarlo Innocenzi presenti delle anomalie.
E dunque se il sostituto procuratore Michele Ruggiero abbia commesso eventuali abusi, spingendosi al di là delle sue competenze e nell’intercettare numerose conversazioni telefoniche che partendo dal naturale alveo dell’inchiesta sui presunti reati di truffa ed usura dell’«American Express», sono giunte a svelare le presunte pressioni che il premier avrebbe esercitato sul suo ex dirigente Mediaset Giancarlo Innocenzi Botti per tentare di metter il silenziatore, nel suo attuale ruolo di membro dell’Agcom, ad «Annozero» e ad altre trasmissioni della Rai «scomode» per il presidente del Consiglio. Intercettazioni che hanno interessato anche il direttore del Tg1 Augusto Minz olini.
Le chiamate di Berlusconi sono finite nelle bobine della Guardia di Finanza di Bari (la stessa che indaga sul caso Tarantini) perché ad esser intercettati erano i telefoni dei suoi interlocutori, non dunque le sue utenze. Ma questo non degrada la volontà del Guardasigilli di capire se siano stati commessi illeciti da parte del pm Ruggiero e del suo procuratore Carlo Maria Capristo, che ha il compito di direzione dell’ufficio inquirente tranese.
Secondo Alfano, che peraltro oggi sarà a Bari per altri motivi, «l’indagine evidenzia almeno 3 gravissime patologie: un problema di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni ed un terzo sulla rivelazione del segreto d’ufficio». Per far chiarezza su tutto ciò ha incaricato il capo degli ispettori del ministero della Giustizia, Arcibaldo Miller, di inviare gli ispettori a Trani. Ma non è detto che giungano oggi nell’ufficio di Piazza Duomo.
Il Procuratore Capristo non avrebbe avuto una comunicazione ufficiale della loro venuta, che, evidentemente, non può avvenire solo per pubblici proclami. Di certo della pattuglia di Via Arenula non farà parte l’ispettore Michele Nardi perché di Trani e perché qui ha lavorato come giudice fino al 2006.
LE INTERCETTAZIONI - Sulla vicenda «Il fatto quotidiano» ha pubblicato ieri stralci di conversazioni telefoniche intercettate tra il premier e Innocenzinella quali si parla di una «strategia» da mettere a punto per fermare «Annozero» e Michele Santoro, che domani sarà ascoltato a Trani.
I colloqui del premier intercettati sarebbero circa 20, una dozzina con Innocenzi, 5-6 con il direttore del Tg1 Augusto Minzolini. «Dovete fare qualcosa che consenta alla Rai di dire: chiudiamo tutto», suggerisce il premier a Innocenzi. Il commissario sembra incassare ma, parlando con un componente del Consiglio di amministrazione della Rai, Alessio Gorla, si sfoga: «il capo sta incazzato come una biscia».
È addirittura «idrofobo». Innocenzi tuttavia – se - condo la ricostruzione – si sarebbe in qualche modo attivato per accontentare il premier. La «strategia» comunque non andrà mai a buon fine, nonostante l'invito che Innocenzi avrebbe rivolto al Cavaliere, segnalando che sarebbe stato «utile un esposto dell’Arma» per fare scattare l’intervento dell’Agcom. Stanco di attende l’intervento dell’Autorità garante – sempre secondo il quotidiano – Berlusconi si sarebbe lamentato ancora con Innocenzi. «Non fate nulla?», chiede il premier, che dopo qualche giorno di attesa inveirà contro l’Agcom (definendola una «barzelletta») e contro «Annozero» (questo non è «servizio pubblico»).
Il pressing di Berlusconi sfinisce Innocenzi che, parlando con un amico, si lascia andare all’ennesimo sfogo. Da Santoro - dice – stanno per esplodere «le bombe atomiche». E ancora: Berlusconi «mi manda a fare in c... ogni tre ore». Dall’ascolto di queste conversazioni sarebbe nata l’ipotesi di reato di concussione a carico di Berlusconi e Innocenzi.
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