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News dalle Città della BAT

venerdì 5 marzo 2010


BISCEGLIE : CASELLO AUTOSTRADALE:, costoso, inutile, dannoso.



Non servirebbe considerarsi sostenitori di destra, militanti di sinistra, o partitari di centro, per sapere che la cantierizzazione
ridondante di un casello autostradale sulla A14 in territorio di Bisceglie sarebbe soltanto l'ennesima procurata forzatura
di ruspe e bitumiere, a metà fra l'inutile e il dannoso.


Chiacchiere immancabili, quasi echeggiando dalla mentalità consumistica di moda negli anni '50 del secolo scorso, sembrano
voler lodare il prospettato casello come uno "status symbol" imbiancato, presuntamente buono per "l'immagine" e persino
"il prestigio" della città di Bisceglie o dei suoi scarsamente informati abitanti.
Non dovrebbe essere necessario interrogarsi su quanto un simile preconcetto sia campato in aria, prima che ridicolo e controproducente:
per il territorio, per la salute, per le casse comunali ovvero le stesse tasche dei cittadini, da alleggerire prima
e ipotecare poi tramite clausole "assicurative" a carico pubblico e a tranquilla copertura di un altrimenti aleatorio lucro autostradale
privato. Se infatti, come prevedibile e previsto (o già precisamente noto), non ci sarà un flusso monetario sufficiente
di pedaggi sull'aggiunto casello (il terzo su un tratto di appena 14 km), il Comune di Bisceglie dovrà rimetterci per
contratto e a tempo indeterminato le spese manutentive e gestionali dell'inutile "infrastruttura".
Ben altri sono nel 2010 gli indicatori di modernità, maturità, progresso, intelligenza e prestigio di una comunità civile di
50.000 e più persone: in pratica, l'esatto contrario della tendenza a iatture come il traffico pluri-inquinante e cancerogeno,
la perdita di altro territorio sommerso da cemento e asfalto, la distruzione ulteriore di quanto vi rimanga di naturale, originale,
caratteristico, identitario. Senza ritegno al peggio, i cantieri del casello e relativi svincoli cancellerebbero anche un
raro sito archeologico superstite: l'area cultuale preistorica di Via Stradelle (l'altra di Strada Abazia fu distrutta abusivamente
nel 2006).
Oggi è assurdo continuare a perseguire la deleteria idiozia che modernità e "prestigio" di una società, di una popolazione o
di una città, possano misurarsi dall'aumento dell'asfalto fine a se stesso e dalla disposizione al traffico a combustibile fossile
con tutti i danni che ne conseguono: all'esatto opposto appunto, benessere e civiltà si misurano invece dalla capacità di programmazione
dei "fermi-macchina" e dal ridimensionamento economico dei flussi veicolari motorizzati, dalla riduzione
complessiva e sistematica dei consumi automobilistici e loro conversione su mezzi non inquinanti, dalla pianificazione e
incentivazione di mobilità alternativa privata e pubblica, dall'integrazione di aree decentrate di parcheggio e decongestionamento
diffuso con reti di trasporto ecologico urbano ed extraurbano, restando solo nel tema specifico.
Ugualmente campata in aria la presunta equazione:
"casello autostradale" uguale "crescita del
turismo", specialmente a Bisceglie dove qualsiasi
eventuale turista (sempre sparuto grazie all'inesistente
o fallimentare "politica" locale nel settore
come in questo caso) volendo usare l'automobile,
non avrebbe (né ha mai avuto) alcun problema
giungendo dalla parte di Trani o Molfetta o dalla
superstrada SS16 in ogni punto, piuttosto che
dalle provinciali di Corato o Ruvo (quest'ultima
poi, previsto collegamento con la A14 ma limitata
e sinuosa seguendo un'antica via campestre e
non permettendo il traffico maggiore o pesante,
si vorrà paradossalmente alterare, come l'altro
raccordo su Via Stradelle e Lama Santa Croce,
per "ampliamento necessario" al casello inutile,
aggiungendo manomissione e solito spreco allo
spreco e solito maneggio di denaro pubblico che
servirebbe molto più altrove, anziché a stravolgere quasi una ventina di ettari dell'agro superstite, con uliveti anche secolari
e altre colture da espropriare anche in area tutelata dal Piano paesaggistico regionale).
Di ben altro avrebbe bisogno Bisceglie per attrarre turismo, e di tutto tranne che un casello insensato stile 1960, come
sembra non capirsi ancora nel 2010, dopo 50 anni di misero e rovinoso "tirocinio" locale.
Banalmente: sulla superstrada SS16 di grande comunicazione a quattro corsie, fatta apposta dopo la A14 per servire maggiormente
la zona e che passa presso la città e la costa (ovvero più vicina di chilometri rispetto all'autostrada) con ben 4
uscite dirette e gratuite su Bisceglie (più una quinta a Bisceglie-est verso Molfetta), il traffico è sempre molto più grande
che sulla A14 (anche perchè non si paga): per vederlo, basterebbe contare e confrontare i passaggi di veicoli in 5 minuti
successivi di un giorno qualsiasi in punti qualsiasi fra Trani e Molfetta sia sull'autostrada che sulla statale. Persino i tanti
incidenti e morti in più sulla SS16 rispetto alla A14 stanno da decenni a indicare chiaramente la grande convenienza e prevalenza
di traffico sulla superstrada, ugualmente ampia ma molto più frequentata.
Chissà se i Biscegliesi vorranno rendersi conto (ammesso un qualche interesse per la cosa) di come quest'altra prevista
"opera" inutile, dannosa e costosa, o specchietto per allodole rappresentativo della "politica" all'italiana (pure preelettorale),
non sia altro (se non peggio) che l'ennesima cretinata.
A. L.

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