BISCEGLIE : Maurizio Evangelista, 29 anni, pubblica con la casa editrice La Vallisa la sua prima silloge di poesie dal titolo "Suonatore di Corno".
Nato a Terlizzi, ma residente a Bisceglie, consegue una laurea in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Bari. La sua tesi in Sociologia del Diritto riceve un riconoscimento dalla provincia di Pistoia, per l’impegno e la diffusione di una cultura di genere. Negli anni partecipa a numerosi concorsi di poesia pubblicando in varie antologie. Nel 2009 ottiene una menzione speciale al concorso nazionale del comune di Muro Lucano (PZ) Ma è grazie all’incontro con il prof. Giancane Daniele, direttore della rivista culturale La Vallisa, che realizza la pubblicazione della sua prima silloge di poesie.
“Percepisco una certa diffidenza verso la poesia - dichiara l’autore - un'arte da molti ritenuta senza pubblico, destinata per alcuni ad averne uno di soli poeti o di aspiranti tali. Ma io condivido solo in parte questo pensiero poiché, seppur vero che un arte senza pubblico, e quindi senza comunicazione, diventa spesso elitaria, privilegio di un pubblico competente, è pur vero che, proprio per questo Noi – in quanto scrittori di poesia – costituiamo una comunità e non un mercato. E questo credo sia un merito, un valore aggiunto, non solo un possibile limite”.
Prefazione tratta dal libro Suonatore di Corno (a cura del prof. Giancane Daniele)
A prima vista ciò che colpisce della poesia di Maurizio Evangelista è la costruzione di atmosfere che rimandano immediatamente al mito: i silenzi, l’anima caduta, le brezze inattese, la neve sui nostri capelli, il sapore acerbo del nulla, sono “visioni” che tendono a concretizzare l’oggetto, sino a risolverlo appunto in brevi flashes e soprattutto in una musicalità tenue e remota, come proveniente da un altrove impalpabile e appena percepito. C’è qualcosa nei lessemi, nei versi, nel rapporto col mondo, che rimanda forse ad altri contesti, ad un universo in cui spesso tutto appare concluso nel rapporto io-tu (è sempre ad un’altra che si rivolge la voce del poeta; ma altre volte è l’altro/lettore ed anche l’altro/se stesso)
E’ un mondo – questo in cui la poesia cerca disperatamente uno spazio autonomo – di “uomini mediocri”, persi nella vile quotidianità, senza sprazzi, ideali, progetti: ma la poesia è la voce che torna inesausta. La lingua sconosciuta che si accompagna al silenzio (spesso ripetuto dal poeta) e alla solitudine che è compagna di chi si dedica a quest’arte che richiede fine sensibilità, sguardo acuminato, la capacità di cogliere i segnali del mondo e del proprio se.
Maurizio Evangelista dà vita, con Suonatore di Corno, a un libro coeso e forte, che si coinvolge nel suo mondo lieve, straniante, l’incisivo. Come una carezza un po’ ruvida, una parola vera.
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