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News dalle Città della BAT

sabato 29 gennaio 2011

TRINITAPOLI : UDC e dissidenti del PD chiedono lo scioglimento. SEL resta "dietro il cespuglio". Il sindaco anche se sfiduciato e senza maggioranza, non molla.

L’unica parola che può riassumere l’enorme matassa intricata che sommerge il palazzo di città è C O N F U S I O N E. Dopo un consiglio comunale fiume che ha visto il sindaco sottoposto incessantemente ad un fuoco incrociato di artiglieria pesante e anche inaspettatamente da fuoco amico, l’unica cosa certa è che una maggioranza è praticamente impossibile immaginarla. Con ordine, cerchiamo di esporre la situazione partendo dalla posizione inamovibile dell’UDC che come un treno inarrestabile viaggia ad alta velocità verso un unico obbiettivo lo scioglimento immediato del consiglio comunale. A fare eco a questa posizione con una scelta ancor più drastica è il gruppo dei fuoriusciti del PD che addirittura minacciano di dimettersi come gesto estremo di dignità politica, visto che trovano a dir poco imbarazzante rimanere in carica se il sindaco invece di prendere atto che i numeri non ci sono più continua a restare aggrappato ad una sedia ormai schiodata e rotolante per le scale.  Il partito di Vendola è la vera sorpresa, anche se dichiara tramite il suo capogruppo di  non voler appoggiare i resti di una maggioranza troppe volte rintuzzata, pertanto invita il sindaco a dimettersi, ma non sembra disposta a firmare lo scioglimento del consiglio comunale. Le sorprese non finiscono qui, se il sindaco è stato riconfermato dalla segreteria provinciale del PD, e SEL non ha espresso fino ad ora veti particolari non è scontato che venga ricandidato senza passare dal giudizio della base dell'elettorato di centro-sinistra. Infatti problemi sembrano arrivare dall’interno, proprio un assessore fedelissimo del PD nello stupore generale ha pronunciato quella che è sembrata una vera è propria bestemmia per i manovratori, la parola primarie. questo perchè se il sindaco si trovasse ad affrontare le primarie dovrebbe confrontarsi presumibilmente con pesi massimi di cui si mormorano già nomi (a torto o ragione), dell’ Ass. Giustino Tedesco per il PD e di Sannicandro per SEL i quali senza ombra di dubbio avrebbero i numeri per sconfiggerlo in maniera imbarazzante. La situazione (primarie ed amministrative future a parte ) per i semplici cittadini non è delle migliori , perché si trovano un sindaco e una giunta in carica che non hanno nessun autorevolezza politica per compiere atti che non siano di ordinaria amministrazione; visto che non hanno più la maggioranza. L’unica cosa auspicabile per abbassare i toni della disputa politica è mettere fine  a questo totale fallimento scioglimendo il consiglio comunale. Infatti il fallimento del sindaco si configura in maniera netta oggi, ma è iniziato ben due anni e mezzo fa con la  cacciata dei consiglieri del PD (dissidenti) dalla maggioranza ed imbarcando consiglieri da tutti gli schieramenti. Quindi l’ultima decisione inamovibile di cacciare il vice sindaco e L’Ass. Marcellino dimostra quanto il fallimento politico sia grande.  Lo scioglimento del consiglio comunale  darebbe la possibilità al PD e  a SEL di allearsi alla luce del sole, uscendo allo scoperto e magari ricandidare (con pace di tutti) Di Gennaro senza problemi; evitando lo scoglio primarie. Contestualmente ridurrebbe la tensione tra gli schieramenti di opposizione e si potrebbe iniziare una campagna elettorale basata sui programmi più che sui giochi di palazzo. Ultimo ma non meno importante è l’aspetto economico infatti avere una giunta senza poteri costerebbe inutilmente ai cittadini le indennità del sindaco, assessori e staff del sindaco (i quali sono legati al mandato del sindaco) , che sommati per due mesi sono poco meno di  ventimila euro. Far risparmiare questi soldi alla collettività in momenti di crisi sarebbe un bel gesto di fine mandato da parte del sindaco e un buon motivo per chiedere a SEL di mettere fine a questa situazione di tutti contro tutti per riproporre con maggiore convinzione il di Gennaro BIS.

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