Hanno partecipato anche alcuni cittadini sanferdinandesi alla manifestazione che si è tenuta lo scorso 18 giugno alle 19 contro l'inceneritore di Borgo Tressanti a Cerignola. Oltre 3000 persone, secondo una stima approssimativa, con la partecipazione del giornalista Gianni Lannes, di don Antonio Mottola, direttore diocesano dell’ufficio Ambiente, sociale, lavoro e migrazioni, alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione di Cerignola, e soprattutto i numerosi comitati cittadini dei paesi della capitanata e della Bat. Nonostante qualche tensione iniziale per via dei simboli politici, la manifestazione è stata da tutti riconosciuta come un successo. Tra fischietti, striscioni e slogan contro le politiche del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il corteo di protesta, durato circa un'ora e mezza, è partito da corso Aldo Moro, di fronte alla villa comunale, ha percorso alcune vie centrali della città, ritornando al punto di partenza. A conclusione del percorso diversi esponenti si sono espressi sul significato dell'iniziativa. “ Sono qui con voi, perchè come Chiesa non possiamo non condividere i problemi che attanagliano la gente. Noi ci troviamo oggi qui numerosi dopo tanto tempo che in alto sono state prese delle decisioni senza il nostro consenso. Vorrei che questo nostro incontro fosse una opportunità non solo per dire che non vogliamo l'inceneritore, ma soprattutto perchè vgliamo educarci a fare la raccolta differenziata” - ha detto don Antonio Mottola. Nicola Abbiuso, del comitato “diritto alla salute” di Lavello ha parlato dell'inceneritore costruito nei pressi di Lavello, e dei numerosi casi di tumore che a distanza di 10 anni si sono verificati sul posto. Mentre Margherita Setteducati, del comitato organizzatore, fa un appello ai politici affinchè non svendano il nostro territorio: “Dobbiamo lasciare il messaggio che Cerignola, la capitanata e la Puglia non sono in vendita”. Infine Matteo Loguercio, esponente molto attivo del “Comitato spontaneo contro gli inceneritori della provincia di Foggia” ha detto: “Molti organi di stampa
avevano posto come obiettivo il numero dei partecipanti alto sopra i mille, e invece anche questo obiettivo è stato non solo centrato ma anche superato di gran lunga, a dimostrazione di quanto il disagio sullo smaltimento dei rifiuti cominci a percepirsi in maniera progressiva. I cittadini di Cerignola ora sanno di più e questo è propedeutico per le future azioni collettive. La nostra battaglia, che è di tutti e per tutti, finirà solo quando l'inceneritore non ci sarà più”.
Leonardo Ingravallo

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