Ritengo doveroso un intervento su una questione che ad Andria è dibattuta da anni e della quale nessuno ha mai voluto assumere responsabilità dirette, specie le Amministrazioni Comunali che si sono succedute. Se è vero che ciascuna Associazione può liberamente decidere con chi stare, quanto essere indipendente e quanto essere capace di assumere decisioni autonome ed incondizionate, così come è pur vero che ciascun personaggio politico può decidere quale ricordo di sé lasciare alla città e per cosa essere ricordato, è altresì vero che in queste scelte nessuno deve farsi male, altrimenti le cose cambiano, parecchio.
Venendo al problema della chiusura di un’ampia zona del centro cittadino al traffico veicolare, non c’è bisogno di trovare giustificazione affermando che queste decisioni sono concertate e condivise dai commercianti perchè dire questo significa volersi parare il sedere e attuare, ancora una volta, la politica di chi sta sempre da una parte e dall’altra, senza mai avere il coraggio di scegliere. La verità che nessuno ha il coraggio di dire è che alcune scelte non sono state né sono condivise, quindi nessuna democratica decisione né tantomeno doveroso coinvolgimento e né “soddisfazione a prescindere” perchè tutti sanno bene che così non è. Non si può pensare ad azioni localistiche senza considerare ciò che decisioni di un certo tipo comportano per altri soggetti coinvolti, soprattutto gli stessi commercianti, i quali hanno pari dignità e diritti né possono subire passivamente errori ed omissioni.
E’ vero, non è e non deve essere una contrapposizione tra sigle sindacali perché la situazione è drammatica per tutti e tutti dobbiamo innanzitutto preoccuparci delle denunce dei commercianti che registrano un calo delle vendite di oltre il 40%, anche in Via Regina Margherita, con la strada pedonalizzata, con le feste e festicciole di strada e con la strada stracolma di gente senza un euro in tasca.
Il mio personale dovere di intervenire, su questo argomento, è per evitare ciò che da oramai molto tempo si sta rischiando, forse anche ingenuamente ed inconsapevolmente da parte di qualcuno che continua ad improvvisare la propria azione, cioè un conflitto sociale tra le Categorie Economiche di questa città. Il pericolo di un conflitto che nel corso di oltre trent’anni di mia attività sindacale “sul campo” non ho mai registrato, anche perchè sempre opportunamente evitato.
Oggi, invece, il rischio è reale e concreto ed io non voglio esserne ritenuto responsabile, quindi devo continuare a scrivere e a parlare. A qualsiasi costo.
Quel conflitto sta nascendo tra gli Operatori del mercato settimanale, tra gli operatori del commercio ambulante e a sede fissa del Settore Ortofrutta, tra la grande distribuzione e il piccolo commercio sulle aperture domenicali, tra i loro dipendenti, tra i commercianti a sede fissa delle varie zone cittadine come le periferie sempre più discriminate ed una parte del centro urbano.
Un conflitto che investe anche le persone, quelle in carne ed ossa, che si vorrebbero relegare al ruolo di semplici spettatori sciocchi, che applaudono e sostengono a tempo, a seconda delle circostanze, in maniera acritica e servile.
Io tacere su tutto questo? Qualcuno se lo scordi e anche usando tutte le peggiori armi a sua disposizione, la cricca non riuscirà a fermare il Libero Pensiero, unico strumento di cui tutti dovrebbero servirsi per riguadagnare dignità e coraggio di fronte al pressappochismo e all’utilitarismo degli stolti.
D’ora innanzi, se qualcuno intende assumere, sostenere, promuovere e vantarsi di alcune decisioni, lo faccia utilizzando metodi e strumenti propri e senza alibi, senza falsi sostegni, senza utilizzare telecamere ad inquadratura stretta e soprattutto assumendone responsabilità, oneri ed onori, anche quelli economici, che pur per lor ci sono.
Vi assicuro che non siamo affatto spaventati.
Il Direttore
Savino Montaruli

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