In occasione del piano di riordino ospedaliero di cui si parla spesso creando un surplus informativo teso soltanto ad evidenziare lo spauracchio dei “tagli” e della “chiusure”, SEL intende operare alcune considerazioni necessarie ed indispensabili per collocare tale piano in un ambito più grande e più completo quale è quello di un progetto politico per la Salute nella Regione Puglia ed in particolare nella nostra città con le ricadute applicative di tale progetto.
Queste considerazioni auspichiamo vengano recepite sia dal prossimo consiglio comunale monotematico che dalla direzione generale della ASL BAT che, come sappiamo, con la nuova gestione appare forse più attenta a queste considerazioni del mondo politico.
Non possiamo che sottolineare in via preliminare che una elencazione di cifre e numeri con posti letto che aumentano e diminuiscono, con specialità che si aprono e si chiudono, con ospedali che si riconvertono va lasciato ai tecnici e soltanto ai tecnici (I quali però hanno il dovere di collocare tali numeri in un piano organico per la salute che definisca i parametri entro cui fare queste variazioni e soprattutto gli strumenti per assicurare i livelli minimi di assistenza ai cittadini di un territorio.
E’ quindi indispensabile che la ASL BAT offra una chiara visione di quale tipo di assistenza ospedaliera si vuole dare al Presidio di Barletta, quale indirizzo operare per la politica della salute da lanciare sul territorio (auspicando il sempre più forte coinvolgimento di sindacati ed associazioni), in definitiva quale visione di sanità comporta il nuovo riordino ospedaliero per la ASL del nostro territorio.
I vari progetti di casa salute o di altri modelli tecnici non ancora realizzati e funzionanti sul territorio non danno certo indicazioni rassicuranti in tal senso.
Ben venga un riordino di posti letto ed ottimizzazione dell’assistenza ospedaliera con meno ospedali, con reparti di eccellenza e con branche collegate per specialità interconnesse che possono essere di attrazione anche per una mobilità sanitaria che sia finalmente attiva; tutto ciò deve però essere collegato ad un corrispondente e preciso piano di riordino territoriale con progetti condivisi con i vari territori, con i cittadini e soprattutto con l’indicazione dei mezzi per farvi fronte.
In definitiva chiediamo che gli stessi numeri dati per il piano di riordino ospedaliero siano forniti, in contemporanea, per il piano di riordino territoriale e che non si possa dare un senso al primo senza prima definire il secondo.
Vogliamo che siano portati a conoscenza di tutti gli standard della regione Puglia e quelli nazionali per l’assistenza territoriale confrontandoli con quelli attualmente forniti nel nostro territorio cittadino e provinciale.Riteniamo pertanto che mai può esservi assistenza ospedaliera se non integrata con quella sul territorio in un'unica visione d’insieme.
Michelangelo Acclavio
Coordinatore cittadino
SEL Barletta
Sinistra Ecologia Libertà
Queste considerazioni auspichiamo vengano recepite sia dal prossimo consiglio comunale monotematico che dalla direzione generale della ASL BAT che, come sappiamo, con la nuova gestione appare forse più attenta a queste considerazioni del mondo politico.
Non possiamo che sottolineare in via preliminare che una elencazione di cifre e numeri con posti letto che aumentano e diminuiscono, con specialità che si aprono e si chiudono, con ospedali che si riconvertono va lasciato ai tecnici e soltanto ai tecnici (I quali però hanno il dovere di collocare tali numeri in un piano organico per la salute che definisca i parametri entro cui fare queste variazioni e soprattutto gli strumenti per assicurare i livelli minimi di assistenza ai cittadini di un territorio.
E’ quindi indispensabile che la ASL BAT offra una chiara visione di quale tipo di assistenza ospedaliera si vuole dare al Presidio di Barletta, quale indirizzo operare per la politica della salute da lanciare sul territorio (auspicando il sempre più forte coinvolgimento di sindacati ed associazioni), in definitiva quale visione di sanità comporta il nuovo riordino ospedaliero per la ASL del nostro territorio.
I vari progetti di casa salute o di altri modelli tecnici non ancora realizzati e funzionanti sul territorio non danno certo indicazioni rassicuranti in tal senso.
Ben venga un riordino di posti letto ed ottimizzazione dell’assistenza ospedaliera con meno ospedali, con reparti di eccellenza e con branche collegate per specialità interconnesse che possono essere di attrazione anche per una mobilità sanitaria che sia finalmente attiva; tutto ciò deve però essere collegato ad un corrispondente e preciso piano di riordino territoriale con progetti condivisi con i vari territori, con i cittadini e soprattutto con l’indicazione dei mezzi per farvi fronte.
In definitiva chiediamo che gli stessi numeri dati per il piano di riordino ospedaliero siano forniti, in contemporanea, per il piano di riordino territoriale e che non si possa dare un senso al primo senza prima definire il secondo.
Vogliamo che siano portati a conoscenza di tutti gli standard della regione Puglia e quelli nazionali per l’assistenza territoriale confrontandoli con quelli attualmente forniti nel nostro territorio cittadino e provinciale.Riteniamo pertanto che mai può esservi assistenza ospedaliera se non integrata con quella sul territorio in un'unica visione d’insieme.
Michelangelo Acclavio
Coordinatore cittadino
SEL Barletta
Sinistra Ecologia Libertà

Nessun commento:
Posta un commento