La corsa alle primarie del centrosinistra, in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera, entra nel vivo. Si susseguono interviste, commenti, lettere aperte dei tre candidati, seguite con particolare attenzione dai cittadini sanferdinandesi. Di seguito, proponiamo la seconda delle tre interviste programmate con il dott. Michele Lamacchia, candidato alle primarie del centrosinistra.
CdO: Dott. Lamacchia, la sua prima intervista al Corriere è stata letta e seguita da moltissimi cittadini. Tanti anche i commenti, equamente divisi tra quelli che la sostengono ed altri che, al contrario, sperano in una sua sconfitta. Come giudica tale interesse attorno alla sua candidatura?
Lamacchia: “Se c’è gente che risponde o esprime giudizi è sempre positivo. L’importante è che gli stessi siano ponderati e fondati sulla conoscenza di atti e provvedimenti. Sono stato un amministratore che ha sempre ricercato la critica, perché attraverso essa si può migliorare l’azione amministrativa”.
Lamacchia: “Se c’è gente che risponde o esprime giudizi è sempre positivo. L’importante è che gli stessi siano ponderati e fondati sulla conoscenza di atti e provvedimenti. Sono stato un amministratore che ha sempre ricercato la critica, perché attraverso essa si può migliorare l’azione amministrativa”.
CdO: Una delle principali accuse che le vengono mosse riguarda il mancato sviluppo dell’area industriale, in particolare dell’interporto, per la costruzione del quale chiese la partecipazione dei cittadini. Quali le cause di tale fallimento?
Lamacchia: “L’interporto serve a veicolare le merci, unisce il trasporto su gomma per trasformarlo in trasporto su rotaie, riduce la dose di inquinamento ed i costi. Nel 1990, prima la Regione, poi la Commissione Europea ed infine il Piano Nazionale dei Trasporti, giudicarono che in Puglia ci sarebbero dovuti essere tre interporti: uno nell’area della Capitanata, uno nell’area barese e l’altro nell’area ionico-salentina. Nel 1995-96, con i fondi del POP regionale, furono finanziati, su richiesta di una società privata, 20 miliardi per la costruzione dell’interporto di Cerignola. Per la costruzione serviva anche una quota parte di privati, che però non avevamo. Quindi, o bisognava perdere quei finanziamenti oppure i comuni dovevano supplire. I comuni di Cerignola e San Ferdinando di Puglia decisero di supplire per tre ragioni fondamentali: ritenevamo che lo sviluppo dell’agricoltura passasse attraverso le infrastrutture e l’interporto è una infrastruttura che a quell’epoca fu giudicata fondamentale, non solo dai Comuni ma anche da Regione, Stato nazionale e Unione Europea. Il Comune di San Ferdinando mise una quota pari al 25% come investimento per sviluppare l’agricoltura. Quell’interporto oggi può essere alienato, ricavando 8-12 milioni di euro, secondo una stima fatta da una società. L’investimento del Comune è ancora lì. Ritengo che un’amministrazione in grado di saper guardare al futuro possa alienare l’interporto, oppure far sviluppare l’idea originale, essendo veicolo per la commercializzazione dei prodotti agricoli della nostra zona”.
Lamacchia: “L’interporto serve a veicolare le merci, unisce il trasporto su gomma per trasformarlo in trasporto su rotaie, riduce la dose di inquinamento ed i costi. Nel 1990, prima la Regione, poi la Commissione Europea ed infine il Piano Nazionale dei Trasporti, giudicarono che in Puglia ci sarebbero dovuti essere tre interporti: uno nell’area della Capitanata, uno nell’area barese e l’altro nell’area ionico-salentina. Nel 1995-96, con i fondi del POP regionale, furono finanziati, su richiesta di una società privata, 20 miliardi per la costruzione dell’interporto di Cerignola. Per la costruzione serviva anche una quota parte di privati, che però non avevamo. Quindi, o bisognava perdere quei finanziamenti oppure i comuni dovevano supplire. I comuni di Cerignola e San Ferdinando di Puglia decisero di supplire per tre ragioni fondamentali: ritenevamo che lo sviluppo dell’agricoltura passasse attraverso le infrastrutture e l’interporto è una infrastruttura che a quell’epoca fu giudicata fondamentale, non solo dai Comuni ma anche da Regione, Stato nazionale e Unione Europea. Il Comune di San Ferdinando mise una quota pari al 25% come investimento per sviluppare l’agricoltura. Quell’interporto oggi può essere alienato, ricavando 8-12 milioni di euro, secondo una stima fatta da una società. L’investimento del Comune è ancora lì. Ritengo che un’amministrazione in grado di saper guardare al futuro possa alienare l’interporto, oppure far sviluppare l’idea originale, essendo veicolo per la commercializzazione dei prodotti agricoli della nostra zona”.
CdO: Alcuni lettori hanno evidenziato una cattiva gestione della spesa pubblica nel corso del suo sindacato, tanto da portare il comune sanferdinandese ad una situazione debitoria molto critica. Come ritiene di aver operato da sindaco ed amministratore di San Ferdinando di Puglia?
Lamacchia: “Ho finito di fare il sindaco nel 2002, lasciando il comune in un solido stato. Abbiamo sempre approvato i bilanci alla fine dell’anno, mai andati in anticipazione di cassa, mai violato il patto di stabilità. Era un comune in grado di fare investimenti ed assumere. Successivamente, altre amministrazioni hanno dilapidato la solidità economica e finanziaria del Comune di San Ferdinando di Puglia, dissipando una serie di risorse che avevo lasciato. Possiamo vedere i bilanci e gli atti pubblici”.
Lamacchia: “Ho finito di fare il sindaco nel 2002, lasciando il comune in un solido stato. Abbiamo sempre approvato i bilanci alla fine dell’anno, mai andati in anticipazione di cassa, mai violato il patto di stabilità. Era un comune in grado di fare investimenti ed assumere. Successivamente, altre amministrazioni hanno dilapidato la solidità economica e finanziaria del Comune di San Ferdinando di Puglia, dissipando una serie di risorse che avevo lasciato. Possiamo vedere i bilanci e gli atti pubblici”.
CdO: Oggi le politiche ambientali sono al centro di un animato dibattito. In particolare, i comuni sono al centro di un cambiamento epocale che vede protagonista ogni cittadino. In merito, quali sono le sue idee e i suoi programmi?
Lamacchia: “Da sindaco, mi sono attivato insieme agli altri amministratori della mia giunta e ai comuni del basso Tavoliere a risanare e costruire un consorzio per la gestione dei rifiuti. Era ed è l’unico consorzio funzionante della Puglia. Tant’è vero che gli impianti costruiti hanno supplito tante volte alla carenza di discariche e siti di tutta la provincia di Foggia, oltre ad aver accolto per mesi anche rifiuti provenienti dalla provincia di Lecce. Questo è la dimostrazione che, insieme agli assessori dell’epoca, abbiamo realizzato una politica ambientale per gestire i rifiuti secondo la legge. Avevamo iniziato la raccolta differenziata, avevamo triplicato le zone verdi e realizzato un depuratore con l’impianto di affinamento. Il Comune di San Ferdinando di Puglia è uno dei pochi in tutta la Puglia che ha un impianto di depurazione con affinamento delle acque. Questa è la vera politica ambientale, che punta alla sostenibilità e alle energie rinnovabili”.
Lamacchia: “Da sindaco, mi sono attivato insieme agli altri amministratori della mia giunta e ai comuni del basso Tavoliere a risanare e costruire un consorzio per la gestione dei rifiuti. Era ed è l’unico consorzio funzionante della Puglia. Tant’è vero che gli impianti costruiti hanno supplito tante volte alla carenza di discariche e siti di tutta la provincia di Foggia, oltre ad aver accolto per mesi anche rifiuti provenienti dalla provincia di Lecce. Questo è la dimostrazione che, insieme agli assessori dell’epoca, abbiamo realizzato una politica ambientale per gestire i rifiuti secondo la legge. Avevamo iniziato la raccolta differenziata, avevamo triplicato le zone verdi e realizzato un depuratore con l’impianto di affinamento. Il Comune di San Ferdinando di Puglia è uno dei pochi in tutta la Puglia che ha un impianto di depurazione con affinamento delle acque. Questa è la vera politica ambientale, che punta alla sostenibilità e alle energie rinnovabili”.
CdO: Per quanto riguarda la gestione dei servizi sociali, ritiene che l’amministrazione uscente sia riuscita ad interpretare correttamente la richiesta avanzata dai cittadini sanferdinandesi, in merito a un miglioramento dei servizi?
Lamacchia: “Assolutamente no! Nelle politiche sociali, San Ferdinando di Puglia è stata all’avanguardia grazie ad un’amministrazione di sinistra molto attenta alla solidarietà, ovvero a mettere al centro della nostra attenzione i bisogni della gente. San Ferdinando era conosciuta per le politiche sociali innovative dal punto di vista dei servizi ai cittadini. Siamo uno dei pochissimi comuni ad avere l’asilo nido, il servizio mensa esteso a tutti i bambini della scuola dell’obbligo, ad aver attivato il telesoccorso in anni molto remoti. Siamo uno dei pochi comuni ad aver attivato già negli anni ’90 il servizio di assistenza domiciliare integrato”.
Lamacchia: “Assolutamente no! Nelle politiche sociali, San Ferdinando di Puglia è stata all’avanguardia grazie ad un’amministrazione di sinistra molto attenta alla solidarietà, ovvero a mettere al centro della nostra attenzione i bisogni della gente. San Ferdinando era conosciuta per le politiche sociali innovative dal punto di vista dei servizi ai cittadini. Siamo uno dei pochissimi comuni ad avere l’asilo nido, il servizio mensa esteso a tutti i bambini della scuola dell’obbligo, ad aver attivato il telesoccorso in anni molto remoti. Siamo uno dei pochi comuni ad aver attivato già negli anni ’90 il servizio di assistenza domiciliare integrato”.
CdO: Quali progetti per il riassetto urbanistico della città?
Lamacchia: “San Ferdinando è riuscita a fare il PUG, il primo in tutta la Puglia ed oggi ancora in vigore, durante l’amministrazione che ho diretto. Si tratta di un PUG fatto da un luminare urbanista, il prof. Borri, che contiene in sé uno degli elementi fondamentali, adesso diventato legge a livello regionale: la perequazione e rigenerazione urbana”.
Lamacchia: “San Ferdinando è riuscita a fare il PUG, il primo in tutta la Puglia ed oggi ancora in vigore, durante l’amministrazione che ho diretto. Si tratta di un PUG fatto da un luminare urbanista, il prof. Borri, che contiene in sé uno degli elementi fondamentali, adesso diventato legge a livello regionale: la perequazione e rigenerazione urbana”.
CdO: In merito alle vicende che hanno portato alla chiusura della piscina comunale, qual è la sua opinione? E quale la possibile soluzione?
Lamacchia: “Come minoranza, avevamo suggerito una posizione diversa: fare una società pubblico-privata almeno per i primi anni, vedere, essendo un servizio innovativo, come veniva fruito dai cittadini, ma anche tutelare al meglio il bene pubblico rappresentato dalla piscina. Il Comune non ha fatto la piscina per farla gestire ad un privato, ma per dare un servizio alla città, ed è giusto che l’investimento fatto abbia un ritorno in qualità dei servizi. Nel caso sia io il vincitore delle primarie e poi il sindaco della nuova amministrazione, proporrò che una piscina su base mista pubblico-privato: coniugare la necessità di tutelare alcune categorie deboli e l’efficienza garantita da un privato”.
Lamacchia: “Come minoranza, avevamo suggerito una posizione diversa: fare una società pubblico-privata almeno per i primi anni, vedere, essendo un servizio innovativo, come veniva fruito dai cittadini, ma anche tutelare al meglio il bene pubblico rappresentato dalla piscina. Il Comune non ha fatto la piscina per farla gestire ad un privato, ma per dare un servizio alla città, ed è giusto che l’investimento fatto abbia un ritorno in qualità dei servizi. Nel caso sia io il vincitore delle primarie e poi il sindaco della nuova amministrazione, proporrò che una piscina su base mista pubblico-privato: coniugare la necessità di tutelare alcune categorie deboli e l’efficienza garantita da un privato”.
CdO: Molti cittadini lamentano scelte sbagliate nella gestione del gas. Da una parte i costi salati delle bollette, dall’altra una richiesta di autonomia nella gestione della rete, come nella vicina Trinitapoli, che avrebbe garantito minori costi in bollette ed utili nelle casse comunali. Cosa ne pensa?
Lamacchia: “Questa è una vicenda di oltre trent’anni fa. San Ferdinando di Puglia è stato uno dei primi paesi in Puglia ad avere il gas. Abbiamo una delle migliori reti. Quando fu fatto l’appalto il Comune non ha speso nulla per fare la rete. Oggi il Comune ha una rete solida senza avere avuto mai un incidente serio, e quando finirà la gestione affidata alla società potrà tornare in possesso della rete. Fu una scelta che considero ancora valida, che ha permesso di avere subito il gas in tutta la città, una gestione efficiente e tariffe all’epoca determinate dal CIP, cioè tariffe amministrate e determinate dalla Commissione Provinciale Prezzi”.
Lamacchia: “Questa è una vicenda di oltre trent’anni fa. San Ferdinando di Puglia è stato uno dei primi paesi in Puglia ad avere il gas. Abbiamo una delle migliori reti. Quando fu fatto l’appalto il Comune non ha speso nulla per fare la rete. Oggi il Comune ha una rete solida senza avere avuto mai un incidente serio, e quando finirà la gestione affidata alla società potrà tornare in possesso della rete. Fu una scelta che considero ancora valida, che ha permesso di avere subito il gas in tutta la città, una gestione efficiente e tariffe all’epoca determinate dal CIP, cioè tariffe amministrate e determinate dalla Commissione Provinciale Prezzi”.
CdO: Queste primarie del centrosinistra hanno preso le sembianze di una vera e propria campagna elettorale. Una pericolosa esagerazione senza contenuti, come sostenuto da alcuni, o una forte esigenza di partecipazione politica?
Lamacchia: “Io la vedo come primarie. Ho sempre avuto un’attività politica educata e seria, il cui concetto principale è il rapporto con la gente. Mi voglio confrontare con i cittadini, non sono mai stato affascinato da campagne elettorali berlusconiane. Mi piace avere un rapporto diretto con i cittadini, perché mi interessa captare quali sono le loro esigenze, intercettare i loro bisogni e poi cercare le soluzioni”.
Lamacchia: “Io la vedo come primarie. Ho sempre avuto un’attività politica educata e seria, il cui concetto principale è il rapporto con la gente. Mi voglio confrontare con i cittadini, non sono mai stato affascinato da campagne elettorali berlusconiane. Mi piace avere un rapporto diretto con i cittadini, perché mi interessa captare quali sono le loro esigenze, intercettare i loro bisogni e poi cercare le soluzioni”.
CdO: Puttilli, Acquaviva, D’Addato, Masciulli, Piazzolla. Chi temerebbe di più nella corsa a sindaco di San Ferdinando, in caso di vittoria alle primarie di domenica prossima?
Lamacchia: “Nessuno! Perché ognuno di loro esprime posizioni diverse dalla mia. Il mio punto di riferimento è la città, i bisogni dei cittadini. Il giudizio che la città di San Ferdinando ha dato su questi signori, quando hanno amministrato, segna la necessità di avere oggi un’amministrazione diversa, più orientata al cittadino, che mette al centro i suoi bisogni e che sia in grado di decidere. San Ferdinando, da lunghi anni, è priva di un punto di riferimento. Si vota per eleggere un’amministrazione che sia in grado di assumere decisioni”.
Lamacchia: “Nessuno! Perché ognuno di loro esprime posizioni diverse dalla mia. Il mio punto di riferimento è la città, i bisogni dei cittadini. Il giudizio che la città di San Ferdinando ha dato su questi signori, quando hanno amministrato, segna la necessità di avere oggi un’amministrazione diversa, più orientata al cittadino, che mette al centro i suoi bisogni e che sia in grado di decidere. San Ferdinando, da lunghi anni, è priva di un punto di riferimento. Si vota per eleggere un’amministrazione che sia in grado di assumere decisioni”.
RUGGERO RONZULLI
Fonte : Corriere dell'Ofanto

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