Ieri, il Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni “Tavoliere Meridionale”, Antonio Acquaviva, ha scritto al Presidente della Giunta dell’Unione, Francesco di Feo, per rassegnare le proprie dimissioni.
Questo è solo l'ultimo atto di una situazione che oramai si protrae da anni, in cui questo mostro-politico chiamata "Unione dei Comuni Tavoliere Meridionale non ha fatto altro che produrre ultimamente solo sprechi e perdite di tempo inutili.
Andiamo con ordine partendo dalle dimissioni del Presidente del consiglio Antonio Acquaviva il quale in breve dichiara che le motivazioni sono da ricercare nell'evidente e dannosa situazione di stallo politico-amministrativo interno all’Ente, già denunciato in passato dal presidente Acquaviva. Di seguito, riportiamo una parte della missiva inviata al Presidente Di Feo.
«Egregio Sig. Presidente, in considerazione della immutata e apparentemente irreversibile situazione di stallo decisionale che, sul piano politico, sta caratterizzando l’Unione del Tavoliere Meridionale, con la presente rassegno le dimissioni dalla carica di Consigliere e di Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni.
Non posso nascondere tutta la mia amarezza e delusione, nell’assumere questa decisione.
Sono passati circa otto mesi da quando avevo dichiarato in seno al Consiglio che, in mancanza di un più razionale ed economico funzionamento istituzionale dell’Unione a totale beneficio delle comunità da noi amministrate, avrei rassegnato le mie dimissioni."
Come possiamo apprendere dalle parole del Presidente del consiglio dell'Unione la situazione è di stallo da parte dell'ente, dal punto di vista amministrativo sembra che non si muova niente da almeno otto mesi. Quindi con gran senso di responsabilità sceglie di dare le dimissioni o, noi ci permettiamo di affermare che la seconda parte risulta essere molto importante e sicuramente deve essere momento di riflessione politica per tutti i cittadini dei tre comuni.
"A nulla sono valse le dichiarazioni e gli appelli profusi dai rappresentanti istituzionali dei tre Comuni aderenti all’ente sovracomunale, per imprimere una reale svolta delle attività da intraprendere.
Nessun atto amministrativo elevabile al rango di azione capace di produrre efficacia è stato adottato. Nessun servizio comunale da svolgere in forma associato è stato trasferito.Nemmeno l’atto elementare, su cui ho incessantemente insistito, di ricognizione dei servizi comunali e della conseguente programmazione di quel necessario modello di organizzazione è stato avviato. "
Con questa ultima affermazione il Presidente Acquaviva prospetta una situazione drammatica infatti non si comprende come mai si continua a tenere in piendi un ente che per bocca del suo presidente del consiglio non ha visto i comuni partecipanti associare nessun servizio e sopratutto non si comprende perchè quasi tutte le parti politiche continuano a dire che bisogna salvare l'ente.
Speriamo che questa lettera abbia l'effetto di far accettare ai restanti membri la dura verità che questo ente va chiuso e subito!
In questo momento di crisi di tutto si ha bisogno tranne di ulteriori perdite di tempo e soldi pubblici.
Il Presidente Acquaviva utilizza parole che noi condividiamo in pieno per chiudere questa lettera che suona oggi come una piena presa di coscienza di un uomo che ci permettiamo di definire onesto intellettualmente e di grosso spessore etico : "Non voglio e non posso condividere una responsabilità che si è, di fatto, tradotta in una irresponsabilità politica ed istituzionale.
Abbiamo ereditato colpe non ascrivibili alla nostra recentissima presenza nell’Ente, tuttavia è doveroso prendere atto che manca una reale volontà di superare quella linea d’ombra che imprigiona le dinamiche politiche di ogni singola municipalità a scapito di un miglioramento dei servizi rivolti al bene comune delle tre città.
Questi sono i fatti, ed i fatti sono la cosa più ostinata che esistono in natura.
Riconoscerlo è un atto di onestà intellettuale."

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