Riceviamo è pubblichiamo la lettere del coordinatore di Sinistra Ecologia e Libertà di Margherita di Savoia :"circa due anni fa cominciava la mia militanza in Sinistra Ecologia e
Libertà; SEL allora era reduce da una
tornata elettorale disastrosa sul territorio salinaro, in quanto i dissidi con
il coordinatore provinciale (a quel tempo provvisorio) Vincenzo Brucoli,
avevano portato gli iscritti a preferire lo scioglimento del circolo piuttosto
che assecondare scelte che poi si dimostrarono sciagurate.
Dalle ceneri di quella disfatta,
si pensò di dare inizio ad un’opera di ricostruzione che vedesse impegnate
persone che nulla avessero da spartire con la vecchia classe dirigente margheritana
e che da questa si volessero distinguere, magari anche col rischio di peccare
di inesperienza, per la volontà di rimanere sempre ancorate al principio di
buona fede e all’obbiettivo del bene comune.
E in questi due anni SEL è stata
questo: Antonio, Maria, Melania, tutti noi ci siamo impegnati per portare
avanti battaglie importanti per il territorio salinaro, con la volontà di
rimanere estranei alle becere logiche di potere che, negli anni recenti, hanno
afflitto il nostro paese. Nulla ci è stato dato, ci siamo retti con le nostre
forze e lo abbiamo fatto con piacere e passione, per il solo fatto di credere
nel progetto di alternativa propostoci dal presidente Vendola.
E’ dunque con grande rammarico
che oggi vi comunico che il mio cammino politico all’interno di questo partito
si interrompe in quanto, a mio avviso, le coincidenze col passato iniziano ad
essere preoccupantemente troppe. Al solo sentore di votazioni amministrative abbiamo
iniziato a ricevere, da parte del dirigente provinciale, tutte quelle
attenzioni che non siamo riusciti ad ottenere nei due anni trascorsi in SEL, durante i quali la federazione provinciale mai
si è preoccupata di fiancheggiarci nelle battaglie POLITICHE che abbiamo condotto:
non un documento, né un parere tecnico o tantomeno un’interlocuzione con i
vertici regionali. Attenzioni che ancora oggi non vertono, peraltro, sui reali
problemi del territorio, su cui mai abbiamo sentito esprimersi il segretario provinciale
bensì, sulla necessità di sottoscrivere tessere, indipendentemente dalla
definizione e condivisione di un progetto politico comune, e sull’indicazione, con mal celata imposizione, di quali dovrebbero essere le “naturali” (a
suo dire) alleanze da osservare sul territorio cittadino. Tutto questo
ignorando le decisioni che gli iscritti al circolo locale hanno, fino ad oggi, intrapreso
per determinare il percorso di rottura col passato.
Questo concezione della politica
non mi appartiene, questo parlare delle persone come
numeri piuttosto che concentrarsi sul i programmi, sulle idee e sugli
obbiettivi, va contro ogni mia convinzione. Le stesse alleanze cittadine non
possono essere un diktat calato dall’alto ma, il frutto di un percorso comune
e condiviso con le altre sane forze
locali. La mancanza di rispetto per il lavoro e le scelte dei circoli locali, a
seguito di una totale assenza politica, è un modus operandi che ha permesso al
segretario provinciale, oggi come ieri, di ridurre a brandelli non solo il circolo
locale, ma anche altri della federazione, come dimostrano le vicende di Trani e
Canosa, con conseguenti disastri elettorali per il partito, o le recenti
dimissioni del coordinatore cittadino di Barletta. Evidentemente non sempre si
impara dai propri errori.
Pertanto, con la presente intendo
formalizzare le mie dimissioni dalla carica di coordinatore cittadino di
Sinistra Ecologia e Libertà e da componente della commissione di garanzia
provinciale, in quanto non posso e non voglio essere complice di questo modo di
intendere la politica.
Utilizzo le ultime righe per
ringraziare i compagni che in questi due anni mi sono stati vicini nella guida
del partito, con i quali ho condiviso un percorso politico basato sulla
collegialità e sul rispetto reciproco e da cui ho davvero imparato molto; a loro rivolgo un
abbraccio e auguro il meglio per il futuro."
Giuseppe Schiavone
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