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venerdì 7 dicembre 2012

ANDRIA : AndriaconBari” illustra i risultati raggiunti con la raccolta firme

La petizione chiedeva l'esclusione di Andria dalla provincia di Foggia e l'adesione alla prov. di Bari. Dopo Bisceglie anche Trani potrebbe indire un referendum in tal senso.

 

Il  Vice Presidente del Consiglio Regionale e Presidente del Consiglio Comunale di Andria Nino Marmo ed il cosigliere comunale Luigi Del Giudice, parteciperanno domani, venerdì 7 dicembre 2012, ad Andria, alle ore 17:00, ai piedi di Palazzo di Città in Piazza Umberto I, alla conferenza stampa dei promotori del comitato cittadino “AndriaconBari” nella quale saranno illustrati i risultati raggiunti con la sottoscrizione della Petizione Popolare “Andria con Bari”.
La petizione, promossa da qualche settimana in Città, chiedeva l’adozione di una Delibera di Consiglio Comunale che escludesse l’aggregazione di Andria alla Provincia di Foggia ed esprimesse l’adesione del Comune di Andria alla Provincia di Bari, destinata ad essere sostituita dalla costituenda Città Metropolitana.

Alla luce di tali firme, in questa circostanza, saranno altresì illustrati i successivi passaggi dell’iter amministrativo da intraprendere affinché la volontà di migliaia di andriesi sia rispettata e concretizzata.

E intanto, altra novità, dopo Bisceglie, anche Trani potrebbe celebrare il suo referendum cittadino per stabilire se passare in Provincia di Foggia, come previsto dal decreto del Governo Monti attualmente in fase di conversione in legge, oppure aderire all'istituenda Città Metropolitana di Bari.

Si è, infatti, insediato in queste ore un comitato per la raccolta delle firme dei cittadini tranesi necessarie ad indire la consultazione popolare. Ne dà notizia un comunicato diffuso dall'associazione Trani Civica.
«La Provincia Bat, istituita nel 2004 - scrivono Alessandro Moscatelli e Giovanni Loconte per conto dell'associazione Trani Civia -, è destinata, allo stato attuale, ad essere eliminata ed unificata alla provincia di Foggia a seguito del provvedimento di riordino degli enti locali, approvato dal Consiglio dei Ministri. Ove tale provvedimento dovesse divenire definitivo, ci vedremmo accorpati alla lontana provincia di Foggia e non, come in origine, alla vicina Bari. Ciò assumerebbe un significato che va al di là della semplice appartenenza campanilistica, rappresentando un ostacolo vero e proprio al diritto di partecipazione alla vita democratica di una comunità».
«L’unico modo per riassaporare l’auspicata autodeterminazione - scrivono - è quello di esercitare il nostro diritto, riconosciuto dalla Costituzione, di organizzare un referendum consultivo con il quale poter scegliere la provincia di appartenenza. L’art. 66 dello statuto comunale prevede che un comitato promotore possa inoltrare al Sindaco la richiesta di ammissibilità per indire il referendum consultivo previa raccolta di almeno 500 sottoscrizioni dei cittadini. Anche se non risulta mai essere stato istituito, presso il Comune di Trani, il “Difensore Civico” che comunque esprimerebbe solo un parere non vincolante, Trani Civica, sulla scia di quanto sta già avvenendo nei comuni limitrofi, in data 5 dicembre 2012 ha costituito il comitato promotore per la raccolta delle sottoscrizioni necessarie per inoltrare la detta richiesta al Sindaco».
«I componenti del Comitato per il referendum - si legge nella nota - sono Antonio Loconte (presidente), Luciana Capone, Saverio Pansini, Michele Mazzilli, Umberto Moscatelli. Il prossimo 12 dicembre 2012 alle 17.00 presso la sede di Trani Civica in viale Europa n.41 verranno rese note le modalità della campagna per la raccolta delle firme».
L'iniziativa è sicuramente lodevole, solo che rischia di essere tardiva, complice le festività natalizie. Il decreto del Governo, infatti, dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 7 gennaio 2013. Per quella data, ammesso che esista ancora la possibilità di modificare il provvedimento dopo il suo passaggio nelle competenti commissioni parlamentari, il Governo dovrà già aver preso atto della volontà dei cittadini tranesi. Ed è difficile immaginare che si possa celebrare un referendum a cavallo del Natale, il cui esito dovrà poi essere recepito dal Conisiglio comunale ed essere trasmesso alla Regione ed al Governo, prima della scadenza del 7 gennaio.
Lo stesso comune di Bisceglie, il primo ad aver seguito questa strada, ha previsto la consultazione popolare per il 9 dicembre, proprio per avere i tempi tecnici per inoltrare la sua determinazione agli organi competenti.
Ma al di là degli aspetti tecnici, indubbiamente la richiesta di referendum ha un alto valore politico, in quanto si traccerebbe per la prima volta la strada della partecipazione diretta dei cittadini alle scelte cruciali per la vita di Trani. Insomma, la sfida è lanciata.

Fonte : Andria Live

 

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