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martedì 15 gennaio 2013

TRINITAPOLI : "Voglio un lavoro dignitoso per la mia famiglia"


Il sottoscritto Sarcina Saverio, nato il 29/01/1978 a Cerignola (FG) e  residente in via Corona di Ferro , 4 a Trinitapoli (BAT), tel 3319267702 con la presente comunica che il giorno giovedi 17/01/2013 dalle ore 08.30 iniziera' un  sit-in permanente davanti al Comune della Citta' di Trinitapoli p.zza Umberto  primo , dopo che il 12/gennaio/2013 il Tg Regionale Telesveva mandava in onda  un servizio intitolato " Trinitapoli: una brutta storia di mala giustizia "  il  30/Nov/2012 Il quotidiano Italiano  intitolava un articolo “chiedo solo un  lavoro dignitoso, la disoccupazione dilania l’uomo”: l’appello di Saverio  Sarcina alle istituzioni " , Bat comunica pubblicava " Appello di un cittadino. 
"La condizione di disoccupazione emargina uomini e intere famiglie" , stante la mancanza di interessamento e indifferenza  da parte delle istituzioni preposte e certo che non manchera' di suscitare  lo sdegno dell'opinione pubblica per questa triste vicenda , continuo a lanciare  il proprio grido di uomo, e di padre, al fine di sensibilizzare gli Organi Istituzionali Comunali, Provinciali e Regionali, oltre all’intera comunità locale , pugliese , tutta, al fine di vedere accolta la propria richiesta di ottenere un lavoro dignitoso.
Una richiesta -la mia- che, oramai, specie in questo ultimo periodo, appare essere vera e propria utopia nonostante vi sia nel nostro ordinamento l’art 1 della Carta Costituzionale che eleva il lavoro a diritto fondamentale di ogni  cittadino italiano.
La condizione di disoccupazione con il mancato riconoscimento delle proprie  capacità crea, in chi cerca lavoro, un grande malessere oltre ad un forte senso di frustrazione e di impotenza. 
Se alla condizione di disoccupazione si somma  anche la mancanza di mezzi per sopperire ai bisogni primari l’insieme che si viene a creare è capace di dilaniare un singolo individuo gettandolo nella disperazione più cupa. 
Non nascondiamoci dietro un dito: la condizione di disoccupazione emargina uomini e intere famiglie; crea sacche di attività ai margini della legalità; colpisce la vita affettiva; può provocare gravissimi squilibri psichici e, in casi estremi, può portare anche al suicidio. 
La condizione di disoccupazione nel nostro paese esiste per tanti cittadini italiani nonostante ci siano centinaia di migliaia di lavoratori stranieri; ed è più forte e più lacerante di quanto si possa credere. Non è solo misurabile con una percentuale perché si è aggravata sotto il profilo esistenziale.
Il calvario giudiziario che il sottoscritto sta da tempo attraversando per il riconoscimento della piena capacità genitoriale nell’interesse delle sue figlie (spesso sfociato in atti estremi quali l’incatenamento dinanzi ai cancelli del Tribunale per i Minorenni di Bari, oppure un lungo digiuno) ha fortemente indebolito la mia capacità di produrre reddito. Certo, in maniera dignitosa e con sacrifici enormi ho provveduto (e tutt’ora provvedo) al sostentamento 
economico delle mie figlie cui non mancano, ovviamente, i generi di prima necessità e di quanto altro loro è necessario ma, in conseguenza dell’indebolimento della mia attività commerciale sento, ora più che mai, la necessità di un ulteriore fonte di sostentamento poiché, se continua così, sarò presto assalito dallo spettro della disoccupazione.
Lancio, pertanto, alle Istituzioni di cui innanzi ed all’intera collettività il mio grido di aiuto al fine di sopperire a questo mio stato di bisogno in modo da poter tornare ad essere quello che ero, ovvero un uomo che lavora e che sa occuparsi (come ha sempre fatto, e come tutt’ora fa) della propria famiglia 
 

                                                                                                  
saverio sarcina

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