SEQUESTRO PRODOTTI
ALIMENTARI CON PRESENZA DI CARNE EQUINA NON DICHIARATA IN ETICHETTA. IL
CONSIGLIO DEL SINDACATO MACELLAI UNIMPRESA BAT AI CONSUMATORI. “STATE
TRANQUILLI, CONTINUATE A CONSUMARE PRODOTTI FRESCHI ACQUISTATI NELLE PICCOLE
BOTTEGHE DI FIDUCIA. TUTTI PRODOTTI EQUINI SONO TRACCIATI IN MANIERA PRECISA ED
INEQUIVOCABILE”.
TUTTE MONTATURE LE
NOTIZIE CHE DICONO IL CONTRARIO.
Leggiamo
ancora articoli stampa che lanciano generici e dannosi allarmi circa il ritrovamento
della presenza di carni equine non dichiarate in etichetta nei prodotti
surgelati o pronti per il consumo a base di ragù.
Lodevole
l’iniziativa delle Asl a tutela del consumatore, un po’ meno quella di chi non
calibra in maniera corretta le notizie ingenerando spesso confusione specie nel
lettore distratto anche se chi legge e sa leggere ne comprende appieno il senso
e sceglie in tutta sicurezza.
A proposito di
scelta, di libera e consapevole scelta tocca a noi trasformare questa allerta
da negatività per l’impatto mediatico che su pochi consumatori distratti ha
causato inizialmente rispetto al consumo di carni equine fresche in positività
rispetto alla convinzione che mangiare e comprare fresco conviene, è più
intelligente e più nutriente.
Poiché questo
è compito principale anche delle Associazioni di Categoria come la nostra, è
necessario che ognuno, come si suol dire, faccia la propria parte.
Noi riteniamo
di dare ulteriori rassicurazioni per i consumatori anche rispetto ai nostri
precedenti interventi stampa quindi aggiungiamo e rilanciamo l’appello a
preferire il consumo di carni equine fresche acquistate nelle piccole botteghe
di fiducia perché questi prodotti sono tutti tracciati, controllati e
certificati; tutti gli equini sono dotati di microchip e passaporto.
Ogni fattura
di acquisto delle carni equine, infatti, è accompagnata da un cosiddetto
“allegato fattura”, sottoscritto e firmato dal responsabile dell’Azienda che
commercializza il prodotto all’ingrosso e lo distribuisce alle macellerie, dal quale
si evince con chiarezza e senza alcuna possibilità di fraintendimento le
generalità dell’Azienda che distribuisce e quale prodotto distribuisce con
l’indicazione del “Lotto”, della “Tipologia della merce”, del “Luogo di
nascita”, del “Luogo ove è avvenuto l’ingrasso”, dello “Stabilimento di
macellazione”, dello “Stabilimento di produzione” e dello “Stabilimento di
sezionamento”.
E dopo tutto
questo qualcuno si permette ancora di confondere i cavalli sportivi non
destinati all’alimentazione umana quindi non DPA con quelli DPA cioè destinati
all’alimentazione umana, i quali subiscono tutti i suddetti controlli?
Area Soci
UNIMPRESA BAT

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