Il
Consiglio provinciale di Barletta - Andria - Trani ha approvato stamani
all’unanimità dei presenti un ordine del giorno con cui si chiede e sollecita
un provvedimento urgente per la riapertura e l’utilizzo del Carcere di
Spinazzola.
Il
documento è stato presentato dal Presidente della 2^ Commissione consiliare
permanente “Politiche del Lavoro e Politiche del Personale” Carlo Scelzi, ed in
Consiglio ha ottenuto i voti favorevoli dei Consiglieri (Ventola, Corrado,
Dipalma, Fasanella, Fisfola, Lovino, Mastrogiacomo, Antonucci, Silvestri
Vigilante, Zinni, Russo, Riserbato, Lonigro, Matarrese, d’Addato, Valente,
Dipaola, Scelzi, Superbo, Evangelista, Marmo e Landolfi).
«La
chiusura del carcere di Spinazzola è in netta contraddizione con l’affermazione
e la constatazione di una conclamata emergenza penitenziaria tristemente in
atto ed in virtù della condanna della Corte europea dei diritti umani di
Strasburgo» si legge nell’ordine del giorno approvato, che sarà trasmesso alla
Conferenza dei Sindaci della Bat (al fine di darne una maggior valenza
politica), al Ministero della Giustizia, alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri ed alla Presidenza della Repubblica.
«La
Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha per la quarta volta condannato
l’Italia per il trattamento inumano e degradante di sette carcerati detenuti
negli Istituti penitenziari di Busto Arsizio e Piacenza - recita il documento
approvato dal Consiglio provinciale -. Nello specifico la Corte ha stabilito che
l’Italia viola i diritti dei detenuti, tenendoli in celle di meno 3 metri
quadrati. Nella sentenza, oltre alla condanna del pagamento di un ammontare di
euro 100.000 ai detenuti per danni morali, la Corte invita l’Italia a porre
immediatamente rimedio al sovraffollamento carcerario. Il Piano Carceri, varato
nel novembre del 2011 dal precedente Governo, prevedeva la costruzione di nuovi
penitenziari e l’ampliamento di quelli esistenti, oltre al ricorso di pene
alternative al carcere. Con decreto emanato dal Ministero della Giustizia, a
firma dell’ex Ministro Angelino Alfano, fu disposta la chiusura dell’Istituto
Penitenziario di Spinazzola, sezione distaccata di Trani. Nel corso di diverse
visite all’Istituto, effettuate da diversi Parlamentari, Consiglieri regionali,
provinciali e autorità civili, si è potuto osservare da vicino come, grazia al
quotidiano impegno del personale e della direzione (nonostante le immancabili
difficoltà e criticità che caratterizzano il sistema penitenziario nazionale),
l’Istituto di Spinazzola ha conseguito brillanti risultati. Risultati
conseguiti nonostante le modiche risorse a disposizione, impressionando
positivamente per l’organizzazione, l’ordine e la pulizia degli ambienti,
apparsi scrupolosamente curati a partire dagli ambienti di uso comune e dai
servizi, sino alle sezioni detentive, al cui interno è stato possibile
osservare il funzionamento di numerose iniziative trattamentali a favore della
popolazione detenuta, tutte connotate da concretezza ed effettiva valenza risocializzante
in termini di costituzione di un bagaglio professionale realmente spendibile
una volta in libertà, facendo riferimento ai corsi professionali relativi
all’installazione di impianti elettrici, alla lavorazione della cartapesta, al
restauro di mobilio d’epoca, nonché alla realizzazione di oggettistica ed alla
lavorazione della pelle mediante tecniche artigianali di pregio ed altri
ancora. Urge riorganizzare - conclude il testo dell’ordine del giorno - il
lavoro del personale addetto anche puntando sull’utilizzo di interventi di
automatizzazione, vigilanza in remoto e solarizzazione, che potrebbero essere
realizzati anche attraverso progetti trattamentali finanziati dalla Cassa delle
Ammende».
«Accolgo
con favore quest’ordine del giorno - ha affermato in conclusione il Presidente
della Provincia di Barletta - Andria - Trani Francesco Ventola -. E’
inconcepibile che un patrimonio pubblico quale la struttura che ospita il
Carcere di Spinazzola, sia letteralmente abbandonato, mentre in Italia vi sono altre
carceri a dir poco sovraffollate. Non appena sarà insediato il nuovo Governo,
chiederò a tutti i Parlamentari di questo territorio di accompagnarmi per
chiedere la riapertura della struttura».

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