il 21 novembre 2011, il nostro Consiglio Comunale ha deliberato l’adesione al Piano di Azione dell’Unione Europea per l’efficienza energetica, tra cui il cosiddetto Patto dei Sindaci a cui partecipiamo insieme ad altri nove comuni che fanno parte del Patto Nord Barese Ofantino.
Molte altre città europee sono impegnate per raggiungere gli obiettivi della politica energetica comunitaria in termini di riduzione delle emissioni di CO2 attraverso una migliore efficienza energetica e una produzione e utilizzo più sostenibile dell’energia.
Oggi arriva in Consiglio per l’approvazione il Piano di Azione per le Energie Sostenibili (PAES).
La domanda è: cosa prevede il Piano per il nostro Comune rispetto a come riusciamo a ridurre le emissioni di CO2?
Su questo è doveroso sottolineare un aspetto che credo meriti di essere inserita nel percorso che stiamo “continuando a costruire”: uso questa espressione perché il Comune di Trinitapoli già da molti anni ha attivato strategie di efficientamento e messo in campo politiche ambientali a 360° gradi anche in grado di andare incontro all’esigenza di ridurre le emissioni di C02. Faccio solo alcuni esempi: tutela del territorio con recupero di molte aree verdi, interventi su edifici comunali a cominciare dal Palazzo di Città, continuando con il plesso di scuola materna “Agazzi” con il finanziamento ministeriale PON Energia, altri interventi ottenuti con fondi Area Vasta che interessano altri immobili comunali, incentivi per i privati così come previsti dal Piano Casa, azioni diverse già sperimentate per l’illuminazione pubblica, eliminazione del parco auto con la concessione gratuita prima di un’auto con motore verde e poi con il successivo acquisto, la realizzazione e l’adozione di un Piano della mobilità urbana e del Piano di zonizzazione acustica, l’avvio sperimentale della raccolta porta a porta, l’ottimizzazione del ciclo delle acque per il riutilizzo delle stesse, il progetto Piedibus, la realizzazione di un moderno Centro di educazione ambientale, i diversi progetti di educazione ambientale con molteplici campagne di sensibilizzazione.
E’ nei fatti che queste progettualità abbiano, nel tempo, spinto il nostro Comune verso l’adozione di concrete politiche verdi e indotto nella collettività una nuova sensibilità ambientale: ricordo a tutti cosa possa aver rappresentato il recupero del Parco della zona umida, a ridosso del perimetro delle Saline e appena al limite del centro abitato in termini di fruizione sostenibile invece che come discarica a cielo aperto e quali vantaggi abbia portato l’investimento nella realizzazione della pista ciclabile di via Mare in termini di minore utilizzo delle auto e maggiore utilizzo della bicicletta o attraverso altre attività motorie che, sicuramente, hanno negli ultimi anni, evitato di molto emissioni di C02, ridotto gli spostamenti in macchina e aiutato a stimolare una coscienza civica maggiore da parte di tutti.
Sarebbe importante raffrontare con dati certi quali benefici si sono avuti, rispetto ad alcuni parametri ambientali e di sostenibilità, a seguito di precise progettualità già citate, e gli obiettivi fino al 2020. Io credo che il nostro Comune potrebbe vantarsi di essere più verde di molti altri, più europeo e ancora con molti margini di lavoro.
Oggi la realtà è il Piano di azione per le energie sostenibili del Patto dei Sindaci di cui condividiamo idea e strumenti di attuazione. In Commissione abbiamo però dovuto condividere che questo lavoro, iniziato già a fine 2011, è arrivato dopo più di un anno e senza che possa essere considerato esaustivo e rispondente alle necessità del nostro comune: è come se venisse fuori una fotografia sbiadita sia rispetto alla realtà e sia rispetto agli obiettivi. Ricordo come dal giugno 2012 ad oggi, in cui venne presentata la raccolta dei dato di base (BEI) alla Sala Rossa del Castello di Barletta a cui ho partecipato e ricordo anche la presenza del vicesindaco, dei consiglieri Ortix e Albore e del Sindaco al tavolo dei realatori, non è stato fatto nessun passaggio pubblico né di partecipazione per creare intorno al Piano quel vasto consenso politico per garantire il sostegno e la stabilità a lungo termine e per ottenere la più ampia condivisone dei cittadini, dei portatori di interesse e di altri soggetti interessati.
Anche qui mi permetterete un esempio: se i settori con un consumo energetico maggiore sono gli edifici residenziali e i trasporti privati che insieme rappresentano l’85% del consumo totale nel nostro Comune (pari a emissioni di C02) non è pensabile di immaginare di raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni solo ed esclusivamente attraverso interventi di efficientamento energetico su immobili comunali a cui dobbiamo aggiungere la scarsità di risorse economiche pubbliche a disposizione per questi investimenti.
Molte cose sono state riviste rispetto alla prima bozza arrivata in Consiglio Comunale e a cui ho chiesto, dal primo momento, una revisione prima della approvazione. Molte cose rimangono in sospeso e in Commissione si è concordato di pensare a questo piano come ad un atto di indirizzo e documento base per un lavoro di implementazione e approfondimento: a partire dal fissare obiettivi e target più precisi e puntuali seguendo i principi dell’acronimo SMART: specifico, misurabile, attuabile, realistico e tempestivo e dall’individuazione di corrette strategie di finanziamento così come indicate nelle linee guida: fondi di rotazione, piani di finanziamento da parte di terzi, società di servizi energetici, partenariati pubblico-privato.
Ma ci sono tre cose che si possono attuare subito che seguono in parallelo il Piano da adottare e che riguardano le nostre scelte politico-amministrative:
1.Regolamento edilizio: attuare e promuovere l’architettura sostenibile e gli sconti sugli oneri di urbanizzazione
2. Percorsi partecipativi: incontri con la cittadinanza per condividere questi obiettivi attraverso un coinvolgimento attivo e capillare del tessuto socio- economico
3. Collaborazione virtuose con enti locali che hanno già sperimentato azioni che per noi sono ancora opportunità: un esempio potrebbe essere la Società pubblica Energetica Lucana premiata oggi da Legambiente nell’ambito del Premio Comuni rinnovabili 2013, per l’attività di pianificazione energetica, svolta nel territorio della Basilicata nell’ambito della campagna europea del Patto dei Sindaci, che ha accompagnato la realizzazione di progetti da fonti rinnovabili nell’ambito di Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) nei Comuni di Calvello, Potenza, Tolve, Tito, Oppido, Sasso di Castalda, Avigliano, Anzi, Laurenzana e Chiaromonte.
Questo Piano guarda al 2020 e forse oltre per costruire tutti insieme politiche per lo sviluppo sostenibile: lasciare questo nostro pezzo di territorio meglio di come lo abbiamo ereditato.
Donato Piccinino
Capogruppo Trinitapoli da vivere

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