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giovedì 7 novembre 2013

ANDRIA : ASSALTO ALLA CASA, UN OSSO DA SPOLPARE . APPRESSO A UN OSSO CI SONO CENTO CANI

Casa, dolce casa si diceva una volta ma ad Andria si diceva ancora: ““appirs a n’uss, stann cind cain” (appresso a un osso ci sono cento cani) e si sta verificando proprio questa situazione reale ma anche tragicomica perchè qualcuno dimentica che il possesso di un bene non è sinonimo di produzione di reddito o di ricchezza bensì un onere che le famiglie non possono più sopportare oltre.
Tutti lo sanno, ormai, anche i nostri governanti più distratti e distaccati dalla realtà sociale locale che ormai è diventato solo territorio da sfruttare e mai più da coltivare ma la gente non è più disposta a farsi buggerare da certi personaggi inconsistenti e ormai a fine carriera.
Il sottoscritto non vuole ricordare tutto quanto la storia ha conservato e tutte le battaglie civiche che ha combattuto sul campo a difesa del più prezioso bene familiare, la casa, ma quelle esperienze non possono essere vanificate e gettate via come un rifiuto non riciclabile solo perché la sventura ha voluto che il nostro Bel Paese cadesse nelle mani di rappresentanti incapaci di governare anche il proprio condominio e che si dimostrano peggio dei capovaccai, piccoli avvoltoi africani che non lasciano nulla ma divorano tutto quello che c’è attorno al famoso osso. Appresso a quell’osso i capovaccai sono numerosi e tutti bramosi di spolparlo senza nulla lasciare neanche alle formiche.
La casa, quindi,  non più come valore, non più nido di accoglienza dell’amore familiare, non più bene primario da tutelare e tramandare ai propri figli bensì un bene di cui disfarsi come sta accadendo perché ormai diventato oggetto di sfascia famiglie. Noi però continuiamo a pensarla esattamente al contrario perché quell’osso da noi salvaguardato e protetto sino ad ora non siamo disposti a cederlo a chicchessia nè tantomeno alla razza degli avvoltoi sempre più agguerrita e feroce.
Anche se nessuno lo valorizza, quell’osso per noi rappresenta una fonte di sopravvivenza e per noi quell’osso non è qualcosa da dare in pasto ai capovaccai per farne benefici personali e interessi privati ma ci serve per farne brodo per nutrire noi e la nostra famiglia.
Di fronte a questa situazione sappiano gli avvoltoi che la ruota ha cambiato verso e fra qualche settimana le piazze italiane si riempiranno non più di incantatori di avvoltoi o millantatori di promesse e benessere mai visto ma di gente disperata ma non rassegnata che dice basta a questo becero andazzo non più sopportabile.
Quelle saranno le piazze della democrazia e della ribellione che comporterà l’immediata conseguenza del ritiro in massa di politici nominati e non più sopportabili.
Lasciate stare quindi le nostre case e andate a recuperare le risorse nelle vostre lussuose dimore dove avete depositato tutti il maltolto in tanti anni di storia politica italiana tutta da dimenticare e non più recuperabile.
Assistiamo ad un ineffabile silenzio da parte degli esponenti e rappresentanti politici del territorio che sono tantissimi ma sembrano essere diventati tutti dei fantasmi timorosi anche di scrivere un loro pensiero; una parola di conforto o di sostegno verso chi soffre e chi sta pagando il prezzo della loro stessa inefficienza e inoperosità.
C’è un libro bianco che aspetta di essere scritto perché finora non è valsa la pena di sporcarlo per lasciare tracce del nulla e dell’inconsistenza.
Quel libro bianco sarà invece scritto dal Popolo che ha capito, che deve aver capito, che non può non aver capito e deve reagire.
La reazione è cominciata e i capovvaccai sono pregati di togliere il disturbo, subito!
                                                                 
       Il Presidente
                                                                                                    Associazione L.A.C. – Andria

                                                                                                       signor Vincenzo Santovito

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