Non è stato vano, ed è giusto ribadire oggi – di
fronte all’operazione condotta congiuntamente dalla Guardia di Finanza, dalla
Polizia di Stato e dalla Polizia municipale che ha portato al sequestro
preventivo di un opificio in via Trani – l’impegno assunto ai primi di dicembre
a cospetto del tragico incendio nella fabbrica-dormitorio di Prato in cui
persero la vita sette lavoratori cinesi.
Non è
possibile tollerare in qualsiasi luogo e da parte di alcuno situazioni come
quelle scoperte dalle forze dell’ordine nell’opificio di proprietà di un
cittadino cinese. Nè può mai essere umiliato il rispetto dei diritti dei
lavoratori.
Il
sequestro di quella struttura e la denuncia della violazione delle più basilari
norme di sicurezza che, insieme a quelle igieniche mortificano la dignità di
ogni lavoratore, meritano il convinto compiacimento e inducono a rilanciare
l’azione necessaria per affrontare con determinazione e culturale l’esigenza
del pieno rispetto delle regole e della coesione sociale.

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