La
giornata internazionale della donna vissuta dalla Cgil come momento di
riflessione sul tema dell’occupazione femminile.
Il
tasso di disoccupazione femminile nella provincia di Barletta - Andria - Trani
nel 2013 era il più alto rispetto a quello della Puglia e del resto d’Italia e risultava
anche superiore se paragonato alla condizione degli uomini nello stesso
territorio. Quasi il 30% delle donne non aveva un lavoro, un numero che
diventava il 50 percento prendendo in considerazione la fascia delle più
giovani, cioè fino ai 24 anni d’età. Per gli uomini, invece, si parlava di un
tasso pari al 18 percento nel primo caso ed al 30 nel secondo. Sono numeri
tratti da un’elaborazione del vice presidente dell’Euroidees su dati Istat,
Emanuele Daluiso, secondo il quale il tasso di attività nella popolazione
femminile, cioè la forza lavoro, è nella Bat di poco superiore al 30 percento,
rispetto a quasi il 40 nel resto della Regione ed a oltre il 53 percento in
Italia. Stando alle previsioni nel 2014 la situazione non dovrebbe essere cambiata
di molto.
A
ricordare questi numeri la segretaria della Cgil Bat Angela Seccia in occasione
dell'8 marzo, la giornata internazionale della donna: un momento, che per la
rappresentante del sindacato di via Guido Rossa, è “utile per riflettere sui
diversi aspetti che riguardano il lavoro ed in particolar modo l’occupazione
femminile. Sia chiaro – spiega la
Seccia – non è una questione di genere, c’è bisogno di più
lavoro e per tutti, uomini e donne, giovani e meno. Ma alla mancanza di
possibilità di occupazione si aggiunge il fatto che, spesso, le donne sono meno
pagate degli uomini e tra loro si registra il maggior numero di mobilità, senza
parlare delle discriminazioni dopo aver avuto un figlio”.
“La
domanda che ci poniamo ora è questa: se già la situazione è molto complicata
così, con il ‘Jobs act’, nel momento in cui riteniamo i diritti vengono
calpestati e le tutele svaniscono, che ruolo potranno avere le donne nei posti
di lavoro? Che fine faranno le tante azioni per alleviare le difficoltà del
mondo femminile nella cura amorevole dei bambini e degli anziani? Insomma, che
fine fa il welfare? Non posso non ricordare nella mia riflessione quanto
accaduto pochi giorni quando Susanna Camusso, presente a Barletta alla prima di
un docu-film dedicato all’incendio alla Triangle ed alla strage di via Roma, è
tornata sul tema del lavoro sommerso, un’autentica piaga non solo per questo
territorio. Dopo il crollo della palazzina tanti sono stati i controlli a
Barletta, decine di aziende di buona volontà sono uscite dal sommerso, alcune
imprese hanno dato vita ad un consorzio con servizi di sostegno alle
lavoratrici ed ai lavoratori che ci lavoreranno. A questo punto mi chiedo, il ‘Jobs
act’, invece, cosa fa per attenuare o debellare il fenomeno del nero? Secondo
me, nulla. E questo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti altro
non è che, come dice la nostra segretaria generale Camusso, un contratto a
monetizzazione crescente”.
Michela Alicino
Ufficio Stampa Cgil Bat

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