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News dalle Città della BAT

mercoledì 27 gennaio 2016

BARLETTA : PUG, la partecipazione che non c’è

Presenziare al primo forum plenario “Tutta mia la città” organizzato dall’amministrazione Cascella per strutturare il processo di partecipazione della cittadinanza alla elaborazione del Piano Urbanistico Generale (PUG) è stato come assistere ad una commedia dell’assurdo. La labile traccia che ha unito gli interventi si è basata ovviamente sulla partecipazione, concetto ripetuto ed enfatizzato da tutti gli ospiti senza critica alcuna ma con formule tipiche dei manuali.
Il Sindaco Cascella, l’assessore comunale alle Politiche del Territorio Azzurra Pelle, i coprogettisti del PUG Renato Cervini e Nicola Ferdinando Fuzio, il direttore del Patto Territoriale per l’Occupazione Nord Barese/Ofantino Marco Barone vivono la nostra città e non possono non conoscere i fallimenti nei processi partecipativi che hanno caratterizzato l’amministrazione Cascella. Il leccese Fedele Congedo, esperto in processi partecipati inclusivi, invece non può non aver chiesto informazioni a riguardo dato che sarà il curatore del processo partecipativo legato al PUG.
Ebbene, è dunque di dominio pubblico, anche se c’è chi fa finta di non saperlo o peggio ancora che non abbia alcuna importanza, che a novembre 2014  l’amministrazione Cascella ha approvato il regolamento degli Istituti di Partecipazione. L’iter partecipato, gestito dalla Commissione Affari Istituzionale, si rivelò un bluff. Chiamati cittadini ed associazioni a produrre osservazioni sulla propria bozza preparata a porte chiuse la stessa commissione non  ritenne necessario convocare un incontro pubblico per comunicare e spiegare quali osservazioni fossero state accettate e quali rigettate, del resto la bozza non fu modificata e approvata in consiglio comunale senza il contributo dei cittadini. Approvato il regolamento, non si è proceduto a creare l’albo comunale delle associazioni propedeutico a dar vita alle consulte e ad una strutturata e continuativa partecipazione.
In assenza di ciò non sono mancati da parte di noi cittadini approcci finalizzati a garantire il nostro diritto alla partecipazione. La rete cittadina “salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” richiese la compilazione dettagliata di una scheda inviata a tutti i comuni italiani nell’ambito del censimento nazionale promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, allo scopo di mettere in luce la realtà delle strutture edilizie già presenti nel territorio di ciascun municipio e, in particolare, il numero di quelle sfitte, vuote, non utilizzate (ed eventualmente la superficie), le superfici edificabili residue del vigente piano urbanistico e quelle previste da eventuali piani adottati. L’assessore Pelle si impegnò ritenendola uno strumento utile anche ai fini del PUG ma dopo mesi di attesa non ritenne necessario consegnarcela, nonostante fosse pronta a maggio scorso, al fine di organizzare un incontro pubblico per la presentazione dei dati.
Il coprogettista Nicola Ferdinando Fuzio ha fatto riferimento al protocollo d’intesa per la realizzazione di un monitoraggio ambientale, sottoscritto a novembre dal comune di Barletta con Provincia, Regione, Arpa, Asl e Cnr-Irsa, dimenticando di denunciare il mancato coinvolgimento da parte dell’amministrazione di quelle realtà sociali che da anni si battono per la tutela dell’ambiente e della salute e che sei mesi prima dell’approvazione del suddetto documento, tra l’altro fatto solo di buoni propositi e non operativo, avevano presentato in accordo con il sindaco una proposta di deliberazione dettagliata e operativa preparata dal dott. Di Ciaula, esperto in tematiche sanitarie legate ad impianti insalubri in particolare all’incenerimento dei rifiuti, finalizzata ad un monitoraggio ambientale e sanitario. Proposta poi rifiutata senza motivazioni dallo stesso Cascella. L’architetto Fuzio ha chiarito inoltre come il Protocollo per il monitoraggio ambientale sia importante per la VAS (valutazione ambientale strategica) che deve accompagnare il PUG. Un serio monitoraggio ambientale che valuti lo stato di salute dell’uomo e della natura necessita di tempo, risorse umane e finanziarie, nonché di volontà politica che ad oggi i fatti ci dicono non esistere. Come conciliare tutto questo con i tempi di approvazione del PUG?
Di esempi di mancata partecipazione o di partecipazione di facciata ce ne sarebbero ancora tanti e non possono che risuonare in tutta la loro potenza le affermazioni di Marco Barone, presidente del parco territoriale Nord barese-ofantino. Barone ha sottolineato la vera natura della partecipazione che non dovrebbe consistere nel mettere al vaglio decisioni già prese ma finalizzata al reale coinvolgimento per diminuire il deficit democratico ed aumentare l’ascolto dei bisogni e dei sogni dei cittadini, così come previsto da norme nazionali ed internazionali e dalla Convenzione madre in materia, quella sull'accesso alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l'accesso alla giustizia in materia ambientale, firmata nella cittadina di Aarhus, in Danimarca, nel 1998 ed entrata in vigore nel 2001.
Non è mancato un riferimento ai tempi lunghi della partecipazione con il quale non posso che essere d’accordo. Aggiungo che la partecipazione deve essere insegnata perché non tutti i cittadini godono della stessa sensibilità e degli stessi strumenti culturali in grado di far loro pretendere e consumare tale diritto e non sarà sufficiente l’iter proposto dai due esperti in materia, Congedo e socio, a garantire un PUG realmente inclusivo.
La platea presente al Teatro Curci era difatti, non solo esigua, ma anche composta dai soliti noti: politici e rappresentanti di associazioni di categoria e di ordini professionali. Pochissimi i rappresentanti di associazioni e movimenti, pochissimi i ‘normali’ cittadini. Qualcuno ha cercato di capire i motivi di tale assenza?
E poi la bellezza del Teatro Curci quale luogo scelto, sottolineata dal coprogettista Cervini, che comporta però una spesa non indifferente ogni volta che viene utilizzato e che non può essere giustificata da una manifestazione che non è riuscita a riempire nemmeno metà della sua capienza, oltre ad enfatizzare con la sua conformazione architettonica la distanza tra istituzioni e cittadini e a dar l’idea di uno spettacolo quale in realtà è stato il forum in oggetto. E l’elogio da parte dello stesso progettista dell’iniziativa di rendere pedonale parte del centro cittadino durante il periodo natalizio. Mi domando come sia possibile non denunciare la natura straordinaria di una tale misura adottata unicamente per favorire i consumi e non il senso di comunità, né per cercare di sanare una città altamente inquinata e congestionata dal traffico.
Il mio intervento non può che concludersi facendo riferimento al coraggio del Sindaco, lodato dall’assessore regionale alla Qualità del Territorio Annamaria Curcuruto. Sì, ci vuole coraggio a pensare di poter apparire credibile avendo una maggioranza che senza vergogna prende pezzi dall’opposizione e viene abbandonata da propri membri, casualmente proprio in concomitanza con l’inizio dell’iter legato al PUG.  Una lacerata maggioranza che insieme all’opposizione si riunisce spesso e volentieri nelle commissioni consiliari salvo poi essere convocata in sporadici consigli comunali facendo spesso mancare il numero legale e che, ai sensi della legge, dovrebbe approvare il PUG proprio in consiglio comunale.

Sabrina Salerno, cittadina libera e pensante










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