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martedì 31 maggio 2016

ANDRIA : IL BILANCIO COMUNALE E I CITTADINI TARTASSATI

Ho partecipato personalmente ad un incontro pubblico nella sala giunta del comune di Andria lo scorso 18 maggio, in occasione della presentazione del bilancio comunale. Un dibattito costruttivo, pacato e partecipato, diretto dal Sindaco coadiuvato dall’Assessore alle Finanze, prof. Rinaldi il quale teneva tra le mani un corposo faldone di documenti relativi ai conti del bilancio medesimo.
Sicuramente in quei documenti tutto risulterebbe a posto ma non sempre due più due fa quattro, specie per chi vuol tenere i conti in ordine.
Dal dibattito sono emersi spunti che lo scrivente garbatamente ha ripreso nel suo intervento dopo aver chiesto la parola al Sindaco. Il sottoscritto metteva in evidenza la situazione economica e finanziaria del comune che è oggettivamente molto critica e preoccupante per le tantissime famiglie che vivono il dramma della disoccupazione con bilanci familiari assorbiti per la maggior parte dal pagamento delle tasse, imposte e tributi.
il Sindaco illustrava e tutti gli altri rappresentanti delle quattro Consulte comunali, tutti presenti e molto partecipi, oltre che molti politici uditori presenti in sala che ascoltavano la relazione sul bilancio io facevo notare, nel dibattito che ne conseguì, le difficoltà delle famiglie di far fronte alle esigenze familiari trascurando non per difetto e non per vizio di onorare i pagamenti di carattere fiscale ormai giunti a un punto di non ritorno. Tanto elevata è la pressione fiscale che tantissimi figli del buon Cristo preferiscono farla finita con la propria esistente e nonostante ciò la burocrazia fiscale non ha pietà neanche per i defunti, comportandosi come dei giustizieri e carnefici di un cannibalismo fiscale senza precedenti.
Se questo è un argomento di carattere personale lascio il giudizio a chi legge.
Alcune osservazioni e cenni di storia vanno segnalate.
Il sottoscritto da oltre trent’anni si sta spendendo e consumandosi a causa di tantissimi problemi che si erano sviluppati in un sistema consolidato dove tutto era lecito proprio perché quello che dovevamo fari politici ed amministratori l’ho fatto io senza ottenere nulla in cambio, al contrario di chi in tal sistema ci ha sguazzato come un suino nel proprio letame.
Nel contribuire allo sviluppo della nostra città non è seguito il progresso anche perchè ogni qualvolta che decido di prendere iniziative come previsto dagli art. 17 e 21 della Carta Costituzionale subito mi si viene vietato dalle forze dell’ordine. Perchè?
Aver segnalato e smosso la coscienza dell’allora Sindaco del 1992 che nella nostra città ci si stava trascurando e non si prestava attenzione agli strumenti legislativi di urbanistica come la legge 47/85, la 167, la 56/80 e la 40/86.
Dal lontano 1995 sono a contestare civilmente la legge della raccolta e smaltimento rifiuti abnorme e fraudolenta per estorcere soldi legalmente ai cittadini. Come accennato durante l’incontro al comune di Andria, nel 2002 raccolsi cinquemila firme per l’abolizione della tassa sulla prima casa, quest’anno abrogata definitivamente. Di certo non ho beneficiato soltanto io personalmente,.
Il mio sforzo sociale è stato molto impegnativo trascurando la famiglia, il lavoro e anche la salute.
La storia della città di Andria che io amo tantissimo è cambiata negli ultimi anni. Non si vedono più manifestazioni di piazza organizzate da politici e sindacati. Perché? Quando il sottoscritto è riuscito ad organizzare qualche manifestazione la città ha risposto in modo massiccio e forse tutto ciò non garba a qualcuno. Non vogliono sentirsi scavalcati da un piccolo fiore, quel fiore unico che non fa primavera, a detta di qualcuno.
Mi ritengo un fiore sbocciato sulla cima di una duna in pieno deserto dove non c’è acqua però il fiore c’è ed è anche molto profumato e tutti dovrebbero prenderne esempio e rifletterci sopra del perché quel fiore solitario è sbocciato in un deserto e profuma tanto e continua a vetteggiare vivamente senz’acqua. Accanto vi è una pietra che di giorno si arroventa al sole mentre di notte trasuda acqua e tiene in vita quel fiore annaffiandolo. Per taluni quel fenomeno naturale gli è inconcepibile capirlo. Non tutti si comportano come Euripide che offrì la propria vita in cambio di quella del marito Admeto.
Tutti si infiammano alle dolcezze della propria gloria facendone lettura dei propri versi e diventa mania nello scrivere con un cuore vecchio e malandato. Non è di rado che chi si dimostra povero non tiene soldi per far regali alla propria moglie ma li trova per l’amante e per il leone addomesticato che tiene in casa.
Io non vado raccogliendo messe e non aro la terra non sapendo che frutto mi darà.
Non bisogna comportarsi come Quintiliano che scriveva e veniva pagato con laute somme di denaro per le sue lezioni pubbliche.
Io non aspetto dal destino un regno o un trionfo tuttavia non mi aspetto tanta fortuna. E’ più facile trovare un corvo bianco.
Bisogna per primo mostrare le ricchezze del proprio animo, bisogna essere tenaci, osservare la giustizia nei fatti non nelle parole così ogni cittadino da dove esso provenga, anche se raro la Patria l’applaude.
Non bisogna applaudire chi del suo nome ne fa una celebrità.
Si fanno pensieri per il domani ma si trascurano i danni che tutti hanno fatto ieri.

Il Presidente
Libera Associazione Civica Andriese

Santovito Vincenzo

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