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venerdì 28 luglio 2017

TRINITAPOLI : Il consiglio comunale respinge l'aumento mostruoso della tassa dei rifiuti. Però ora con l'afa si rischia l'emergenza rifiuti.

Il Consiglio comunale di Trinitapoli respinge all'unanimità la diffida del Consorzio Bacino Fg 4 a sottoscrivere ad horas un contratto che porterebbe all'aumento della Tari. La massima assise cittadina,  ha respinto l'invito perentorio del presidente Franco Metta a firmare entro domani un contratto di Ambito regionale ottimale.

Lunga discussione mattutina, in aula consiliare, sul tavolo la diffida di Metta che il 25 luglio annunciava, in caso di mancata sottoscrizione, di quantificare il danno subito da Sia Srl, di rescindere il contratto di servizio con Trinitapoli per inadempienza del Comune e di licenziare i dipendenti Sia in forza sul territorio casalino.

In risposta, dopo approfondito dibattito, il Consiglio comunale resta unito e unanimemente delibera di costituire una commissione permanente, individuata nella Conferenza dei capigruppo che monitori di qui ai prossimi giorni i rapporti con Sia Srl ed il Consorzio.

Il Consiglio dà indirizzo al sindaco di Feo di dare risposta negativa alla missiva di Metta, dicendo no anche alla sottoscrizione del contratto di Aro, contenendo così anche ogni ipotesi di aumento della Tari ai danni dei cittadini.

Questa è la cronaca di una crisi senza fine che probabilmente porterà solo ad un ulteriore aumento della tassa sui rifiuti. Infatti per quanto giusto rispedire al mittente l'ordine di aumento, bisogna anche dire che si sapeva già dall'Aprile 2016 che il servizio della SIA nel 2017 sarebbe dovuto aumentare del 80 % circa, si sapeva benissimo che oggigiorno la SIA conferisce i nostri rifiuti in una discarica molto distante dal sesto lotto che andava costruito e che non è mai stato realizzato, perchè i cittadini di Cerignola non lo vogliono e perchè gli era stato promesso in campagna elettorale che non sarebbe stato costruito. Oggi i cerignolani non hanno il sesto lotto, avranno anche loro l'aumento della Tassa, ma in cambio, hanno "la puzza di morte" come la chiamano alcuni comitati locali.


Se è giusto per i cittadini di Trinitapoli non pagare l'aumento è anche giusto non pretendere il servizio porta a porta, il quale costa molto di più rispetto ai vecchi "Bidoni". Uscire dalla SIA forse non è la scelta più conveniente dal punto di vista economico e per quanto ci si sforzi di urlare, nessuno mostra dati previsionali sui costi dell'uscita o della gestione dell'emergenza rifiuti che rischia di esplodere, anzi sicuramente esploderà, nelle prossime ore. I politici tutti, che prenderanno le decisioni in un eventuale crisi igenico-sanitaria, dovuta dalla sospensione del servizio, devono prendersi la responsabilità politica di questa crisi e dei suoi costi straordinari. 

Infatti come stavano i conti della SIA, a cosa si andava incontro era facilmente prevedibile da almeno 12 mesi fa, e per tanto come in estate si sà che fa caldo, si sapeva che la SIA voleva più soldi dai trinitapolesi.

Perchè si debba arrivare a situazioni estreme per noi è molto difficile comprenderlo. Il sindaco Metta non ha ragione, questo è fuori discussione, ma il consiglio di amministrazione di SIA neanche, e neanche il consorzio che li nomina. Infatti il CDA di SIA è stato nominato dalla politica, questo è giusto dirlo ai cittadini. Quindi bisognerebbe commissariare prima il Consorzio, facendo nominare dalla regione un commissario straordinario, che sia indipendente dalla politica e che a sua volta nomini un amministratore delegato fuori dalla politica per risanare SIA. Solo escludendo la politica dalla gestione della raccolta rifiuti, si potrà sperare di provare a risolvere il problema, minacciare di cambiare bacino va bene per contrattare, ma se succede forse cambieranno solo i problemi, ma non i costi.

Nota dolente, che lascia il cuore dei trinitapolesi straziato  è che forse non rivedremo il sindaco Metta con la fascia, dietro la processione alla festa della Madonna di Loreto. 

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