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News dalle Città della BAT

mercoledì 6 settembre 2017

ANDRIA : IL TERREMOTO, RUDERI DI CASE CHE CROLLANO, L’ABUSIVISMO E I CONDONI EDILIZI NON SONO LA STESSA COSA.

Perché venite oggi? E’ troppo tardi. E’ una meraviglia guardarvi e sentirvi. Siete lì tutti bravi a giudicare e a ciarlare. E’ sera, la terra trema. Trema ancora. Ruderi di case crollano. Sotto le rovine ci sono feriti e morti. Ci sono vite da salvare. Nel buio più profondo la gente corre, corre di qua e di la; su e giù. Si cerca qualcuno o qualcosa. Si sentono grida e urla che chiedono aiuto. Arrivano i primi soccorsi. Si fa silenzio. Si odono delle vocine provenire da sotto le macerie. Ci sono bambini da salvare. I Vigili del Fuoco, superuomini, cominciano a scavare. Dopo tante ore di attesa e d’ansia tre bambini vengono tratti in salvo. Non si fa in tempo a gioire che subito dopo si cercano dei responsabili, colpevoli e soprattutto si citano tre verbi del nostro vocabolario: abusivo, abuso e abusare. Poi c’è un avverbio: abusivamente (in modo abusivo) uguale abusivismo.
Quest’ultimo è un termine molto usato e in voga nel nostro bel paese. Si rimane meravigliati, oggi, per un tipo di sistema che, nel corso di quarant’anni, ha visto proliferare costruzioni di palazzi, manufatti di ogni tipo e case di necessità, abusivamente.
Perché tale uso e costume nella nostra bellissima Italia?
Dov’erano le guardie che erano a guardia; che aprivano le porte e favorivano il fenomeno dell’abusivismo edilizio? Chi ciarla oggi dov’era negli anni ’60, ’70, ’80 e ’90?
Le leggi per punire chi trasgrediva cioè gli abusivi, c’erano ma visto che il fenomeno raggiunse proporzioni enormi, tutti i politici concordarono che bisognava presentare una proposta di legge che sanasse tale fenomeno. Così, nel 1985, i legislatori approvarono la prima legge, la nr. 47. Tutto apposto? Nossignori. L’appetito per la casa non cessava di esistere. Perchè? Molto semplice. La maggior parte dei comuni era sprovvisto del Piano Regolatore Generale e la legge nr. 167 restava disapplicata. Gli amministratori non potevano “affrontare un problema che li danneggiavano” e il fenomeno crebbe a dismisura. Nossignori, non si poteva far rispettare le leggi vigenti, non conveniva a nessuno altrimenti si veniva a creare un conflitto sociale di enorme portata; un metus totius italiae, come sta succedendo a Roma. Ecco che nel 1994 emanarono un altro condono. Il legislatore di allora tutto questo lo sapeva? Anche quelli di oggi lo sanno ma vanno sempre alla ricerca del capro espiatorio e  scaricare le responsabilità sempre sui poveri tapini. Questi signori si erano addormentati assieme a noi standosene seduti in assoluto silenzio perché conveniva a tutti non destarsi dal torpore laddove tante famiglie erano cadute in disgrazia, per colpa loro e non di chi, per sua necessità e della sua famiglia, edificava la propria dimora. Già in più occasioni, nel corso della nostra esistenza, ci avete e ci state giudicando felicemente e per il vostro comportamento, nonostante tutto ciò, non ci sollevate dal rammarico per la nostra sorte. Continuate sempre a condannarci, a giudicarci e a punirci ingiustamente. Ci portate sempre cattive notizie e sono tutte difficili da sopportare. Siete ingannatori di voi stessi, vi preoccupate sempre dell’opinione della gente ma tutti concordano ed hanno capito che i fatti sono andati così come sono. Proprio nella situazione in cui ci siamo trovati ci dimostra che la gente è in grado di non fare tanto male. La peggior sorte tocca a chi viene calunniato ingiustamente e non è detto che chi fa cose brutte non possa fare anche delle cose belle, né saranno tanto capaci di far diventare una persona tanto saggia né tantomeno stolta, lasciandosi guidare dal loro istinto muovendosi come gli capita. Certuni sono informatori di professione; mirano sempre al discredito degli altri, specialmente sui più deboli. Talvolta anche come ricattatori. Anticamente esistevano i sicofanti. Costoro si facevano pagare per non presentare una denuncia. Agli inizi degli anni ’80, nella nostra città, Andria, nasceva spontaneamente un Movimento in Difesa della Prima Casa, edificata in assenza di concessione edilizia. Era un Movimento sostanzioso, unico in Italia. Tutta la città era coinvolta dal fenomeno, per tantissime ragioni, dell’abusivismo edilizio ma nessuno faceva niente. Tutti i politici occultati da un sistema cinico ed arcano, con atteggiamento da “puritani”, condannavano chi costruiva e non chi faceva costruire. Eh si, erano proprio loro i veri responsabili del fenomeno ma facevano gli gnorri, speculando: i proprietari dei terreni vendevano; i notai redigevano contratti; i tecnici, gli ingegneri, architetti, periti agrari, geometri, costruttori e politici. Questi ultimi sono stati i veri responsabili che con i loro intrecci professionali e politici gestivano tutto il territorio. Chi di turno governava si assumeva la sua parte di irresponsabilità mentre i fessi come lo scrivente venivano denunciati, anonimamente, e subiva tutte le angherie che l’iter giudiziario ed amministrativo comportava, mentre lor signori intascavano soldi a palate e c’è chi, tantissimi erano i soldi, che li nascondeva nei loculi del cimitero atteggiandosi come un mecenate. Che importava l’infamia quando i quattrini erano al sicuro? Quando si esaminano certe situazioni e constatato che qualche errore si è commesso, non bisogna adirarsi contro che non ha colpe ma prendersela con se stessi e destarsi. Le calunnie bisogna spiegarle con valide ragioni. Vogliamo parlare di tutto ciò? Smettetela di parlare a vanvera e cercate di ragionare perché voi non avete vissuto di prima persona il problema e le leggi del condono edilizio. Io personalmente ne sono stato protagonista. Sono stato ricevuto dai ministri dei lavori pubblici Franco Nicolazzi e Roberto Radice.
Il 19 ottobre 1994 venni ricevuto, assieme ad altri Comitati delle borgate di Roma, dal Sottosegretario al Ministero dei LL.PP.. Erano presenti il giurista Pascone e l’Architetto Tarantini. Le normative imposte dalla legge 724 del 23 dicembre 1994, che si andava ad applicare, erano impossibili da sostenere. Si addivenne ad un accordo, dietro mio suggerimento, di inserire, nella legge in corso d’opera, l’articolo nr. 34 della legge nr. 47/85. E’ un articolo che agevolava chi aveva costruito la casa per necessità ma su quel carro di Ariberto da Intimiano salirono tutti, anche chi andava posto sotto le ruote di quel carro. I condoni sono serviti allo Stato come bancomat e fare cassa. Lo Stato si comporta come Marzia, moglie di Catone junior.
Oggi più che mai la fame per la casa c’è sempre però è venuto a mancare di molto l’appetito. Tantissime sono le imposte e tasse che si devono sopportare, che si preferisce occupare una casa o morire sotto i ponti. Non per colpa nostra stiamo sopportando una città del tutto perversa che noi tutti amiamo.
Non si può far finta di obbedire allo Stato e non alla propria coscienza. Costoro, ad esempio, come possono prendersela con le nefandezze degli altri? Proprio loro che sono la più nota della cloaca tra i politici moralisti, comportandosi come finti scauri e sentirsi moralizzatori di usi e costumi?
Muore di freddo se l’onestà viene lodata da tutti. Così hanno fatto coloro che con le loro forze occulte hanno riscosso il prezzo del nostro sangue e c’è chi ancora tutt’oggi, sul fenomeno dell’abusivismo edilizio vuole continuare a volare sopra una fenice senz’ali. Si perdonano i corvi e si accusano le colombe. Seppur vero coloro che condannate non indosseranno mai la vostra toga. Cretico non sarebbe tanto spietato nel condannarci.



                                                                                                          Vincenzo Santovito

                                                                                                          Osservatore Civico      

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