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lunedì 13 ottobre 2014

BAT : Vendita dei prodotti agricoli, "non serve licenza per chi vende prodotti direttamente ai privati."

Vendita dei prodotti agricoli, chiarimenti sulla richiesta di iscrizione al Registro delle Imprese. Confesercenti Bat: «Rispettando le disposizioni in materia di igiene, non serve licenza per chi vende prodotti direttamente ai privati»
Il Ministero dello sviluppo economico e delle politiche agricole, in merito alla modernizzazione del settore, ha inoltrato alle associazioni di categoria quali Confesercenti, chiarimenti con particolare attenzione all’iscrizione del piccolo imprenditore agricolo nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese.
Con una nota del 27 settembre 2006, il Ministero ha chiarito che l’iscrizione sia necessaria per chi intenda esercitare il commercio diretto dei prodotti agricoli al di fuori del fondo di produzione. Sono esclusi da quest’onere coloro che svolgano la vendita all’interno del fondo aziendale o in zone limitrofe ad esso. Non hanno l’obbligo di iscrizione i produttori agricoli con un volume d’affari nell’anno solare precedente, pari a 7mila euro, ma questa esenzione non è comunque applicabile a chi proceda alla vendita su aree pubbliche.
«Stando però alle vigenti norme in materia di commercio – specifica la direzione della Confesercenti provinciale Bat –  la licenza non si rende necessaria per gli imprenditori agricoli che intendano vendere i propri prodotti direttamente ai privati, salvo restando il rispetto delle disposizioni in materia di igiene alimentare».
Per ulteriori informazioni o consulenze è possibile rivolgersi presso il Cat - Centro Servizi per le Pmi “Dino Di Tondo” in via Malcangi, 197 a Trani. Servizi di segreteria: 0883-888236


venerdì 11 ottobre 2013

BARLETTA : Scoppia il caso Villa Bonelli. Altro che affitto, il Comune la mette in vendita

Villa bonelli 001“La compro io paesa’, quanto costa la fontana?” chiedeva un ingenuo turista italo-americano a Totò, che rispondeva “con 10 milioni te la cavi”. Affare fatto, e fontana di Trevi veniva venduta come fosse un comune bene di mercato e non un capolavoro del patrimonio collettivo. Qualcosa di analogo sembra stia per accadere a Barletta, ma stavolta non si tratta della boutade di un film: con delibera di Giunta n. 47 dello scorso 26 settembre si include Villa Bonelli tra gli immobili da alienare, alla stregua di un appartamento in via Libertà e un box auto in via Ofanto.

Notizia shock in primis per il “Comitato pro Villa Bonelli“, il cui presidente, dottor Angelo Maldari, denuncia: “Dalla delibera di giunta n°47 del 26/09/2013 pubblicata sull’albo pretorio informatico si evince che la palazzina storica della Villa Bonelli è in vendita.  Incredibile ma vero.
Analizzando la deliberazione riguardante le valorizzazioni (cessione o locazione a terzi per 50 anni della proprietà, questi si accollano le spese di ristrutturazione ottenendo cosi, il cambio della destinazione d’uso della stessa) ed alienazioni (vendita a privati) degli immobili di proprietà comunale, si può notare che l’edificio storico della villa in un primo momento è stato inserito nel piano delle valorizzazioni ma andando a leggere in dettaglio il piano delle alienazioni ecco spuntare: Palazzina interna Villa Bonelli risalente alla seconda metà del XIX secolo, sottoposta a vincolo da parte del Ministero dei Beni Culturali. Valore base da definire”.
Il giallo infatti nasce proprio da questa incongruenza: nella prima parte della delibera la prestigiosa, anche se ormai da troppo tempo abbandonata alla peggiore incuria, palazzina di Villa Bonelli è inclusa tra gli immobili da “valorizzare a mezzo di concessione o locazione a soggetti pubblici o privati”, ma scorrendo anche la seconda parte del documento, ecco spuntare l’edificio nell’elenco degli “immobili da alienare”. Evidente l’ambiguità del provvedimento.
Cioè il Comune ha realmente intenzione di vendere a privati la palazzina storica? Ed ha anche ottenuto l’autorizzazione da parte del Ministero competente?”, si chiede il dottor Maldari.
“Questa notizia ha dell’assurdo. Villa Bonelli possiede valenze storiche, monumentali, artistiche e botaniche che la rendono un bene culturale di straordinario interesse e dalle grandi potenzialità turistiche. Acquistata dal Comune di Barletta il 10/12/1976 per diventare un centro culturale di rilievo per la città, si parlava di conservatorio comunale o biblioteca comunale, è stata dapprima occupata dagli sfrattati poi abbandonata a se stessa fino ai giorni nostri. Solo il giardino è stato in parte salvato.
All’interno dell’edificio sono presenti ancora oggi affreschi ed ornamenti pompeiani di grande pregio oltre che la cappella dei Bonelli con tutto il suo altare. La Villa è sottoposta a Vincolo dei Beni Culturali e del Paesaggio da maggio 2004.
Il comitato spontaneo “Pro Villa Bonelli”, si augura che il Comune non abbia questa seria intenzione, anzi suggeriamo di impegnarsi, non potendolo fare con riserve proprie di bilancio, ad individuare canali regionali, statali o europei per reperire finanziamenti al fine di ristrutturare un bene storico della nostra città e restituirlo alla fruizione di tutti i cittadini.  Non vogliamo ci sia una nuova ex-distilleria”.