Paola Cutini Rubavano le automobili nel Pescarese e le portavano in Puglia per rivenderle o smantellarle e fornire i pezzi al mercato nero dei ricambi. Sono stati i carabinieri della Compagnia di Popoli a chiudere il cerchio delle indagini su due coppie di coniugi di Trinitapoli: i due uomini, A. e G. G., sono stati arrestati, mentre le mogli, che rivestivano un ruolo marginale, sono state sottoposte all'obbligo di firma. L'indagine è partita dopo che due macchine sono state rubate tra dicembre e gennaio nel comune di Torre de' Passeri. Il comandante della stazione del posto, Giovanni Rolando, ha passato al setaccio i distributori e i negozi della zona per visionare le riprese dei sistemi di videosorveglianza perché sapeva che la seconda auto rubata aveva poca benzina nel serbatoio. È così che ha riconosciuto Giuseppe Garofalo. L'uomo, secondo le risultanze investigative, arrivava in Abruzzo in autobus e rubava le macchine incustodite con le chiavi inserite nel quadro d'accensione. Garofalo poi rientrava a Cerignola dove incontrava il fratello per vendere le auto alla mala locale o per farle smontare da officine compiacenti e rivenderne i pezzi di ricambio al mercato nero. Le mogli, sempre secondo i carabinieri, coordinavano i movimenti dei mariti e facevano loro da tramite. Tutti i furti di automobili, in parte recuperate dai carabinieri e restituite, sono avvenuti fra settembre 2010 e febbraio 2011, nelle province di Pescara, Chieti, Teramo.

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