ANDRIA: Menegon 6,5, Meccariello 6,5, Contessa 6, Arini 6, Cossentino 7, Mucciante 6,5, Comini 6,5 (33’st Larosa SV), Paolucci 6,5, Gambino 6, Russo 6 (12’st Loiodice 6,5), Minesso 6 (22’st Taormina 6,5). All. Cosco. A disp: Ragni, Evangelisti, Giglio, Zaffagnini
BARLETTA: Sicignano SV (11st Pane 6), Mazzarani 6 (16’st Masiero 5,5), Pelagias 5,5, Guerri 6, Mengoni 6, Migliaccio 6, Schetter 6,5, Di Cecco 6, Hanine 5,5 (23’st Infantino 5,5), Franchini 6,5, Mazzeo 5,5. All. Cari. A disp: Angeletti, Cerone, Pisani, Zappacosta
ARBITRO: Borriello di Mantova
RETI:18’st Minesso (r), 37’st Franchini, 44’st Cossentino
NOTE:Ammoniti Mucciante, Guerri, Pelagias, Cossentino. Angoli 7-6 per l’Andria. Spettatori 3500 (con 800 tifosi provenienti da Barletta) per un incasso di 31mila euro. Recupero 2’pt e 5’st
ANDRIA - La regola del derby trionfa ancora: vince la squadra sfavorita dai pronostici e dalla classifica. Nella sfida della sesta provincia trionfa l’Andria sul Barletta, con un gol al novantesimo di una partita spenta nel primo tempo ed emozionante nella ripresa. Il cuore degli azzurri vince sulla tecnica dei biancorossi che non hanno sfruttato il grande potenziale di un organico bravo ad imporsi solo nella fase centrale del secondo tempo. Troppo poco per un Barletta che aspira ai quartieri alti della graduatoria. Grande gioia, invece per un’Andria che ringrazia l’arbitro (rigore generoso) ma conquista tre punti frutto della tenacia, dell’impegno e della personalità di un gruppo per nulla intimorito dai quotati avversari.
La festa sugli spalti fa da cornice al derby, con le due tifoserie che rinnovano lo storico gemellaggio fuori dallo stadio «Degli Ulivi», con cori e abbracci un’ora prima del fischio d’inizio. Alle 18 in punto, sotto la luce dei riflettori, si alza il sipario sulla super sfida della Bat. Le due formazioni si schierano in campo in maniera speculare, utilizzando il rodato modulo 4-2-3-1. Un ritorno al passato per il Barletta e poche novità per la nuova Andria targata Vincenzo Cosco, che ha rilevato mister Di Meo lo scorso mercoledì. Nel Barletta c’è Hanine nel ruolo di trequartista, mentre nell’Andria è Russo che sostituisce lo squalificato Del Core, con Gambino terminale offensivo.
La partenza lascia ben sperare e illude gli spettatori. L'Andria punge e il Barletta risponde. Nel primo giro di lancette, i padroni di casa creano subito la prima palla gol con Gambino, anticipato in angolo dall'uscita di Sicignano. La reazione degli ospiti non si fa attendere e arriva con un rasoterra di Schetter parato da Menegon. Nella fase iniziale la grinta degli azzurri ha la meglio sulla tecnica dei biancorossi ed i padroni di casa fanno gridare al gol su azione d'angolo: sul tacco di Gambino si lancia in tuffo Arini, ma Sicignano blocca la sfera sulla linea di porta. Dopo le fiammate iniziali, gli ospiti prendono le misure ai padroni di casa. Il ritmo del match cala e le emozioni scarseggiano. Non è un caso se i fischi del pubblico accompagnano i calciatori verso gli spogliatoi al termine della prima frazione.
Nella ripresa, però, la musica cambia. Mister Cari striglia i suoi e la pressione offensiva dei biancorossi prende corpo. Mengoni non riesce a concretizzare un ottimo assist di Mazzeo e manda la sfera fuori con un colpo di testa indirizzato sul primo palo. Il Barletta fa molto male quando decide di giocare, peccato che lo fa solo a sprazzi. Di Cecco verticalizza per Schetter che non riesce ad angolare la conclusione e costringe Menegon alla deviazione in angolo. I biancorossi perdono nel giro di pochi minuti Sicignano e Mazzarani per infortunio e nel momento migliore incassano il gol dell’Andria. La punizione di Paolucci è deviata in angolo e proprio dal corner scaturisce un sospetto fallo da rigore in mischia. Pochi istanti prima, l’arbitro aveva richiamato l’attenzione dei calciatori biancorossi e non ha avuto esitazioni a ravvisare l’irregolarità. Dal dischetto (al 18’) trasforma Minesso, con Pane che intuisce ma non riesce a respingere la sfera.
Il Barletta non ci sta ed inserisce Infatino per irrobustire la prima linea. L’Andria, invece, rinforza la diga a centrocampo con Larosa davanti alla difesa. Clamoroso l’errore di Infantino che, dopo un rimpallo, si ritrova a tu per tu con Menegon e non inquadra lo specchio. La pressione degli ospiti aumenta ed il gol premia gli sforzi dei barlettani al 37’: Schetter costruisce da sinistra e Franchini pareggia di testa scegliendo ottimamente il tempo dell’inserimento sul primo palo. Il pareggio galvanizza i biancorossi che giocano in scioltezza e mettono in apprensione la retroguardia andriese. Ma gli azzurri non mollano e Paolucci manca il gol dell’addio (ceduto al Cittadella) con un fendente scagliato dal limite dell’area che termina di poco a lato. In contropiede l’Andria approfitta degli spazi e Loiodice manca il raddoppio con la conclusione deviata da Pane. I ragazzi di Cosco insistono e trovano il gol della vittoria dopo una lunga azione in area avversaria. La deviazione di Cossentino è vincente, mentre la reazione del Barletta questa volta è condizionata dalla frenesia. Nel finale i padroni di casa potevano anche fare il tris con il pallonetto di Loiodice salvato sulla linea di porta da Migliaccio.
Aldo Losito
Fonte : Gazzetta del Mezzogiorno
BARLETTA: Sicignano SV (11st Pane 6), Mazzarani 6 (16’st Masiero 5,5), Pelagias 5,5, Guerri 6, Mengoni 6, Migliaccio 6, Schetter 6,5, Di Cecco 6, Hanine 5,5 (23’st Infantino 5,5), Franchini 6,5, Mazzeo 5,5. All. Cari. A disp: Angeletti, Cerone, Pisani, Zappacosta
ARBITRO: Borriello di Mantova
RETI:18’st Minesso (r), 37’st Franchini, 44’st Cossentino
NOTE:Ammoniti Mucciante, Guerri, Pelagias, Cossentino. Angoli 7-6 per l’Andria. Spettatori 3500 (con 800 tifosi provenienti da Barletta) per un incasso di 31mila euro. Recupero 2’pt e 5’st
ANDRIA - La regola del derby trionfa ancora: vince la squadra sfavorita dai pronostici e dalla classifica. Nella sfida della sesta provincia trionfa l’Andria sul Barletta, con un gol al novantesimo di una partita spenta nel primo tempo ed emozionante nella ripresa. Il cuore degli azzurri vince sulla tecnica dei biancorossi che non hanno sfruttato il grande potenziale di un organico bravo ad imporsi solo nella fase centrale del secondo tempo. Troppo poco per un Barletta che aspira ai quartieri alti della graduatoria. Grande gioia, invece per un’Andria che ringrazia l’arbitro (rigore generoso) ma conquista tre punti frutto della tenacia, dell’impegno e della personalità di un gruppo per nulla intimorito dai quotati avversari.
La festa sugli spalti fa da cornice al derby, con le due tifoserie che rinnovano lo storico gemellaggio fuori dallo stadio «Degli Ulivi», con cori e abbracci un’ora prima del fischio d’inizio. Alle 18 in punto, sotto la luce dei riflettori, si alza il sipario sulla super sfida della Bat. Le due formazioni si schierano in campo in maniera speculare, utilizzando il rodato modulo 4-2-3-1. Un ritorno al passato per il Barletta e poche novità per la nuova Andria targata Vincenzo Cosco, che ha rilevato mister Di Meo lo scorso mercoledì. Nel Barletta c’è Hanine nel ruolo di trequartista, mentre nell’Andria è Russo che sostituisce lo squalificato Del Core, con Gambino terminale offensivo.
La partenza lascia ben sperare e illude gli spettatori. L'Andria punge e il Barletta risponde. Nel primo giro di lancette, i padroni di casa creano subito la prima palla gol con Gambino, anticipato in angolo dall'uscita di Sicignano. La reazione degli ospiti non si fa attendere e arriva con un rasoterra di Schetter parato da Menegon. Nella fase iniziale la grinta degli azzurri ha la meglio sulla tecnica dei biancorossi ed i padroni di casa fanno gridare al gol su azione d'angolo: sul tacco di Gambino si lancia in tuffo Arini, ma Sicignano blocca la sfera sulla linea di porta. Dopo le fiammate iniziali, gli ospiti prendono le misure ai padroni di casa. Il ritmo del match cala e le emozioni scarseggiano. Non è un caso se i fischi del pubblico accompagnano i calciatori verso gli spogliatoi al termine della prima frazione.
Nella ripresa, però, la musica cambia. Mister Cari striglia i suoi e la pressione offensiva dei biancorossi prende corpo. Mengoni non riesce a concretizzare un ottimo assist di Mazzeo e manda la sfera fuori con un colpo di testa indirizzato sul primo palo. Il Barletta fa molto male quando decide di giocare, peccato che lo fa solo a sprazzi. Di Cecco verticalizza per Schetter che non riesce ad angolare la conclusione e costringe Menegon alla deviazione in angolo. I biancorossi perdono nel giro di pochi minuti Sicignano e Mazzarani per infortunio e nel momento migliore incassano il gol dell’Andria. La punizione di Paolucci è deviata in angolo e proprio dal corner scaturisce un sospetto fallo da rigore in mischia. Pochi istanti prima, l’arbitro aveva richiamato l’attenzione dei calciatori biancorossi e non ha avuto esitazioni a ravvisare l’irregolarità. Dal dischetto (al 18’) trasforma Minesso, con Pane che intuisce ma non riesce a respingere la sfera.
Il Barletta non ci sta ed inserisce Infatino per irrobustire la prima linea. L’Andria, invece, rinforza la diga a centrocampo con Larosa davanti alla difesa. Clamoroso l’errore di Infantino che, dopo un rimpallo, si ritrova a tu per tu con Menegon e non inquadra lo specchio. La pressione degli ospiti aumenta ed il gol premia gli sforzi dei barlettani al 37’: Schetter costruisce da sinistra e Franchini pareggia di testa scegliendo ottimamente il tempo dell’inserimento sul primo palo. Il pareggio galvanizza i biancorossi che giocano in scioltezza e mettono in apprensione la retroguardia andriese. Ma gli azzurri non mollano e Paolucci manca il gol dell’addio (ceduto al Cittadella) con un fendente scagliato dal limite dell’area che termina di poco a lato. In contropiede l’Andria approfitta degli spazi e Loiodice manca il raddoppio con la conclusione deviata da Pane. I ragazzi di Cosco insistono e trovano il gol della vittoria dopo una lunga azione in area avversaria. La deviazione di Cossentino è vincente, mentre la reazione del Barletta questa volta è condizionata dalla frenesia. Nel finale i padroni di casa potevano anche fare il tris con il pallonetto di Loiodice salvato sulla linea di porta da Migliaccio.
Aldo Losito
Fonte : Gazzetta del Mezzogiorno

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