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lunedì 23 gennaio 2012

BARLETTA : Sede legale ASL BT, Caracciolo: Prevale buona politica su campanile

La III° Commissione Assistenza Sanitaria e Servizi Sociali ha detto di sì al disegno di legge n. 147 di cui il consigliere Filippo Caracciolo (PD) è il primo firmatario, assieme agli altri tre colleghi consiglieri regionali barlettani, che comporterà il trasferimento della sede legale della ASL BT da Andria a Barletta. Finalmente dopo sette anni si passa da una scelta provvisoria quella di Andria a quella definitiva di Barletta, con una sola motivazione:  risparmio della spesa pubblica. Fino ad oggi i cittadini pugliesi e quelli della sesta provincia  hanno pagato delle somme che potevano essere risparmiate (canone di locazione annuo e spese di manutenzione ordinaria e straordinaria per un bene immobile non di proprietà della ASL BT).
 Ripercorriamo in breve le tappe dell’intera vicenda. L’art. 2 della legge regionale n. 11/2005, che istituiva l’Azienda USL provinciale BAT/1, stabiliva che l’individuazione della sede legale doveva essere effettuata dalla relativa Conferenza dei Sindaci con decisione assunta con il voto favorevole della maggioranza dei Sindaci entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa. Il termine dei trenta giorni scadeva abbondantemente e per effetto dell’art. 2, comma 4°, della legge n. 11/2005, intervenivano i poteri sostituivi della Giunta Regionale che con la deliberazione 20 dicembre 2005 n. 1921 fissava provvisoriamente la sede legale della ASL BAT/1 presso il Comune di Andria. Con successive leggi regionali l’ASL BAT/1 è stata indicata prima come ASL BAT e successivamente come ASL BT per effetto della legge regionale del 25 febbraio 2010 n. 7.
 L’ambito territoriale della ASL BT è quello della Provincia Andria-Barletta-Trani così come disposto dall’art. 5 della legge regionale 28 dicembre 2006 n. 39. Se le sigle della Azienda Sanitaria della Sesta Provincia Pugliese sono cambiate (ASL BAT/1, ASL BAT, ASL BT), la sede legale della stessa ASL è stata sempre lasciata al Comune di Andria, seppur  tale soluzione doveva essere nelle intenzioni della stessa Giunta regionale una scelta provvisoria in attesa del provvedimento della Conferenza dei Sindaci. Tale scelta provvisoria è costata molto ai cittadini pugliesi e in particolare a quelli della sesta provincia, perché ogni anno l’ASL BT ha pagato un canone di locazione di circa € 50.000,00 per un totale di sette e per una somma complessiva di 350 mila euro. Senza considerare le varie spese di manutenzione ordinaria e straordinaria che ogni anno hanno comportato una fuoriuscita di danaro su un bene non di proprietà della stessa ASL. Ancora oggi per esempio dalla lettura del bilancio economico preventivo della ASL BT anno 2012 emerge che 129 mila euro sono stati stanziati per impianti e macchinari della sede legale.
 “La non proprietà del bene immobile che ospita la sede legale della ASL BT in Andria – dichiara il Caracciolo – ha comportato un’inefficienza economica perché si è pagato un canone di locazione che si poteva risparmiare e si sono spesi moltissimi soldi per impianti, macchinari e ristrutturazioni varie su un bene immobile non di proprietà. Un’inefficienza di spazi perché la palazzina di Via Fornaci n. 201 non riusciva più a contenere dignitosamente tutti gli uffici amministrativi di staff alla Direzione Generale tanto da ricorrere all’affitto di altri appartamenti.  Nella situazione attuale di Piano di Rientro della Regione Puglia e nell’ottica di ridurre gli sprechi della pubblica Amministrazione, aver spostato la sede legale della ASL BT dal Comune di Andria al Comune di Barletta è la soluzione più giusta ed equa che la politica ha potuto adottare, poiché nel Comune di Barletta vi sono interi immobili (sede dei vecchi uffici della AUSL BA/2) ancora in ottimo stato, che possono ospitare senza oneri aggiuntivi per i cittadini gli uffici della Direzione Generale della ASL BT.”
 
“Trasferire la sede legale della ASL BT da Andria a Barletta – conclude il consigliere – è stato un atto di sobrietà. La riduzione dei costi della pubblica Amministrazione è per noi una scelta che si fonda su un atto di concreta giustizia, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando. E’ un primo passo verso l’eliminazione di quelle spese che appaiono oggi superflue ed eccessive. Speriamo di non abbandonare questo cammino.Dopo sette anni prevale la buona politica sulle logiche campanilistiche”.

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