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sabato 18 agosto 2012

ANDRIA : ZONA CAPPUCCINI, DA LUOGO STORICO DI AGGREGAZIONE A LUOGO DI ABBANDONO E DEGRADO. LI’ C'E PURE PADRE PIO.


I cinquantenni di oggi sono sicuramente coloro che meglio ricordano quel luogo di aggregazione storico di Andria; quello che veniva da tutti chiamato “cappuccini”, dove si incrociavano tante storie, storie soprattutto di amori  ma anche di esagerazioni di quelle che oggi non fanno più neanche notizia ma che allora la facevano, parecchio, specie quando coinvolgevano i giovani della cosiddetta “Andria bene”. Quello era un luogo dove si vivevano anche le storie della città e dove erano allocati alcuni luoghi simbolo: il corso centrale, l’Albergo dei Pini e come dimenticare il chiosco più antico di Andria  dove la sosta durante la Festa Patronale era obbligatoria per la degustazione dell’ambito “quarto” di cassata gelato. A parte questi e tanti altri luoghi simbolo cittadini ormai svaniti nella loro funzione, “i cappuccini” rimangono nella mente dei cinquantenni di oggi per la loro attrattiva unica e avvolgente, calorosa e straordinariamente umana non perché era una zona disseminata di tanti bar dove stare seduti a bere per intere serate, anzi non ce ne erano quasi affatto, ma perché quel lungo muretto e le poche panchine erano in grado di far restare insieme centinaia di giovani, anche se in verità erano più quelli che preferivano restare in piedi piuttosto che appoggiati agli allora caratteristici e mai dimenticati scooter molto più spartani e meno tecnologici di quelli odierni. In effetti quello, però, era anche il “luogo di incontro”  per poi magari tentare “l’avventura” spostandosi nella vicina splendida villa comunale con la possibilità di un ulteriore spostamento nella confinante zona pineta, qualora il custode della villa, vera alternativa umana alle decine di inutili telecamere che si vorrebbero installare oggi, non gradisse le seppur innocenti effusioni in pubblico e sotto la luce dei lampioni che allora c’erano e funzionavano pure.
Anche questo è cambiato ed ecco che i diciottenni di oggi preferiscono incontrarsi al tavolino di un bar a consumare tanta “roba” pur rimanendo costantemente insoddisfatti mentre i cappuccini, per molti versi molto differenti da allora, qualche comitiva di giovani e alcune famiglie li frequentano ancora ed ecco lo scenario che si trovano di fronte: lampioni fatiscenti con le luci perennemente spente, verde pubblico non curato e vegetazione inesistente o trascurata, cestini dei rifiuti distrutti e mai riposizionati, assenza di una seppur minima presenza di vigilanza che dissuada i tanti fannulloni che vi scorazzano con motorini e scooter mettendo a serio rischio l’incolumità di presenti e passanti, soprattutto bambini; bulli che si prendono gioco degli anziani presenti in zona e uno schiaffo a Lui, Padre Pio, anch’egli abbandonato in un piccolo recinto di ferro arrugginito, senza cura.
A poche centinaia di metri invece i milioni non si sa più come sprecarli tra varianti progettuali e spese di ripristino ed ecco che tutti sono in frenetica attesa di vedere inaugurata la nuova villa comunale costata quanto una missione su Marte. Chissà se il giorno dell’inaugurazione quegli stessi taglianastri faranno una passeggiata anche sui cappuccini perché anche loro, cinquantenni di oggi  e ventenni di allora, dovrebbero sentire il dovere di farlo poiché molti di essi erano proprio tra quelli che “posavano” sui cappuccini ma evidentemente il potere e qualche altro vizietto hanno cancellato quella memoria fatta di semplicità e di umanità.

                                                                                   Associazione ”Io Ci Sono!” - Andria

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