In Val di Fiemme (Alto Adige) non devono aver
capito nulla: nel marzo 2013 ospiteranno i campionati mondiali di sci
nordico e hanno già inondato alberghi, agenzie viaggi, funivie,
cabinovie, seggiovie, uffici informazioni (turistiche e no) di depliant
con il programma completo delle manifestazioni sportive e collaterali in
programma. A Barletta, invece, Comune e Regione Puglia vogliono
rispolverare il certame della Disfida, finito in naftalina ormai da
sette anni, ma la data (presunta) dell’appun - tamento di settembre si
avvicina, senza che vi sia nulla di certo o di definito. Eppure ci sono i
denari (la Regione ha stanziato da mesi 200mila euro). Ci sarebbe anche
la volontà (almeno quella che non si nega ad alcun annuncio), ma il
consiglio comunale di Barletta non ha ancora approvato il bilancio di
previsione del 2012 (calma, non c’è fretta: tanto il governo Monti ha
posticipato il termine al 31 ottobre e chissà che non lo proroghi al 31
dicembre e magari conceda di procedere oltre l’anno «di slancio») per
stanziare dalle casse cittadine una cifra almeno pari a quella
regionale.
In compenso, però, è stato avviato un bando per la scelta del regista della manifestazione, con la clausola dei medici: «salvo complicazioni». La commissione esaminatrice ha vagliato le proposte, ma non ha ancora concluso i lavori. Tanto, c’è tempo. Risultato: la Disfida ci dovrebbe essere, ma per ora neppure si intravede.
La rievocazione del certame cavalleresco, durante il quale il 13 febbraio del 1503 tredici cavalieri dell’Italia disunita guidati da Ettore Fieramosca sconfissero altrettanti francesi al comando di Guy La Motte, pare sempre più un miraggio. E la «data fatidica» slitta sempre più. Pareva individuata in domenica 9 settembre, in nome di un binomio con la Fiera del Levante a Bari, mai effettivamente riuscito, dopo lo spostamento del certame dalla turisticamente più appettibile ultima domenica di luglio, ma, all’evidenza, non ci sono né i tempi né i modi per mettere insieme cavalli, cavalieri, dame e prìncipi del tempo che fu.
Ora si parla di domenica 30 settembre, ma forse, come il termine per l’approvazione dei bilanci «di previsione» (si fa per dire) dei Comuni, si andrà oltre. Una preghiera a politici, reggitori e programmatori (anche in questo caso, si fa per dire) della cosa pubblica barlettana: in epoca di sacrifici e «tagli alla spesa», non l’ha ordinato nessuno di buttare al vento 200mila euro purchessia. Più che raddoppiare (il finanziamento regionale), lasciate perdere. Nell’attesa, non sarebbe male seguire uno stage in Val di Fiemme. A vostre spese, s’intende.
di RINO DALOISO
Fonte : Gazzetta del Mezzogiorno
In compenso, però, è stato avviato un bando per la scelta del regista della manifestazione, con la clausola dei medici: «salvo complicazioni». La commissione esaminatrice ha vagliato le proposte, ma non ha ancora concluso i lavori. Tanto, c’è tempo. Risultato: la Disfida ci dovrebbe essere, ma per ora neppure si intravede.
La rievocazione del certame cavalleresco, durante il quale il 13 febbraio del 1503 tredici cavalieri dell’Italia disunita guidati da Ettore Fieramosca sconfissero altrettanti francesi al comando di Guy La Motte, pare sempre più un miraggio. E la «data fatidica» slitta sempre più. Pareva individuata in domenica 9 settembre, in nome di un binomio con la Fiera del Levante a Bari, mai effettivamente riuscito, dopo lo spostamento del certame dalla turisticamente più appettibile ultima domenica di luglio, ma, all’evidenza, non ci sono né i tempi né i modi per mettere insieme cavalli, cavalieri, dame e prìncipi del tempo che fu.
Ora si parla di domenica 30 settembre, ma forse, come il termine per l’approvazione dei bilanci «di previsione» (si fa per dire) dei Comuni, si andrà oltre. Una preghiera a politici, reggitori e programmatori (anche in questo caso, si fa per dire) della cosa pubblica barlettana: in epoca di sacrifici e «tagli alla spesa», non l’ha ordinato nessuno di buttare al vento 200mila euro purchessia. Più che raddoppiare (il finanziamento regionale), lasciate perdere. Nell’attesa, non sarebbe male seguire uno stage in Val di Fiemme. A vostre spese, s’intende.
di RINO DALOISO
Fonte : Gazzetta del Mezzogiorno

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