Soddisfazione tra gli organizzatori per l’enorme affluenza di pubblico,
di giornalisti ed operatori TV e per i consensi ricevuti al termine
della prima delle due notti programmate, dedicate alla scoperta delle
bellezze della necropoli daunio-ellenistica (IV-III sec. a.C.)
dell’antica Canusium.
E’ partita sotto i migliori auspici la quarta edizione de “La Notte degli Ipogei”, evento ideato e organizzato dalla Società Cooperativa Dròmos.it, promossa dalla Fondazione Archeologica Canosina nel calendario de “Le Notti dell’Archeologia”
che prevede una serie di aperture notturne, visite guidate e
manifestazioni culturali nei musei, nei siti e nei parchi archeologici
presenti sul territorio.
Tutte queste iniziative sono inserite nel progetto “Open Days” finanziato dalla Regione Puglia e dall’Unione Europea, coordinato
dall’Agenzia Puglia Imperiale Turismo, con il patrocinio della
Provincia Barletta Andria Trani e del Comune di Canosa di Puglia.
Nella prima lunga notte di sabato scorso i visitatori, tra i quali
molti turisti in vacanza in Puglia e molti provenienti dalle regioni
limitrofe, hanno percorso un affascinante viaggio nel sottosuolo di
Canosa, ricco di ipogei e corredi funerari. Le imponenti tombe a
camera, che risalgono all’età ellenistica (IV-III sec. a.C.), sono
interamente scavate nel tufo (calcarenite), di chiara impostazione
greca e macedone, con influssi etruschi.
I riflettori de “La Notte degli Ipogei” sono stati puntati sull’Ipogeo dell’Oplita,
risalente alla metà del IV sec. a.C., noto per il bassorilievo che
orna la parete di fondo della camera sepolcrale, ove è rappresentata
una scena di deductio ad inferos, con un cavaliere,
probabilmente lo stesso defunto, accompagnato da un guerriero con
armatura oplitica nel suo viaggio verso l’oltretomba. In loco è andata
in scena la rappresentazione teatrale e danzante dal titolo “Il commiato dell’Oplita”,
con attori in abiti storici impegnati nella vestizione del guerriero
greco prima della battaglia e del sacro rituale della libagione.
Negli Ipogei Lagrasta, famosi per gli apparati architettonici scolpiti nel tufo, è stato rivissuto “Il rito del simposio funebre”,
attraverso una rappresentazione scenico-teatrale del momento più
conviviale dei riti funerari della Magna Grecia in Età Ellenistica. Di grande impatto le ricostruzioni virtuali in 3D nell’Ipogeo Scocchera B e nell’Ipogeo di Vico San Martino. Non è passata inosservata la ricostruzione ipotetica di una “Deposizione funeraria” di età ellenistica effettuata all’interno dell’Ipogeo D’Ambra.
Enorme ammirazione per i corredi funerari, provenienti dalla necropoli canosina, quelli della famosa Tomba Varrese, esposti a Palazzo Sinesi e per la mostra “Tu in Daunios” nel Museo Civico Archeologico a Palazzo Iliceto di Canosa di Puglia(BT).
L’appuntamento con le visite agli ipogei è rinnovato a sabato 25 agosto, che si annuncia già interessante per gli eventi in programma, tra i quali quello all’Ipogeo del Cerbero, dove ci sarà la rappresentazione teatrale e danzante della “Deductio ad Inferos”,
il passaggio del defunto nell’oltretomba, ispirata alla scena dipinta
sulla parete della medesima tomba. Assolutamente da non perdere la seconda notte degli ipogei per
gli appassionati di archeologia e per i curiosi che saranno rapiti
dalle suggestioni dei luoghi e dalle atmosfere costruite per
coinvolgerli nell’affascinante storia canosina.
Bartolo Carbone
Fonte : Il Quotidiano Italiano
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